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| Titolo | Autore | Data |
| amaro | 12/07/11 17:30 |
| E perchè mai? Quale sarebbe la regola o il principio? Si ha forse paura che le coppie omosessuali possano allevare ed educare dei bambini omosessuali? Si ha il terrore che le coppie omosessuali possano abusare sessualmente sui bambini che vengono loro affidati? Si può affermare tranquillamente che le coppie eterosessuali hanno generato bambini che da adulti sono poi diventati omosessuali, ed allo stesso modo si può affermare che molti abusi sessuali sui bambini avvengono proprio in famiglia, da coppie eterossuali. Diversamente, è indimostrabile che una coppia omosessuale cagionerà gravi danni psico-fisici ad un eventuale bambino adottato. I bambini adottabili, hanno soltanto bisogno di tanto amore, affetto, educazione, sani principi e valori morali, stabilità affettiva ed emotiva. E sotto questo aspetto, una coppia omosex ha forse più requisiti di una coppia etero. La crisi della famiglia non passa di certo attraverso la legge sul divorzio o sulla 194 o per colpa degli omosessuali, bensì per la superbia di chi si arrocca nella torre d' avorio a difendere posizioni indifendibili ed inadeguate ai tempi. Forse il vero problema è che si è persa la centralità dell' uomo, a favore della centralità di Dio. |
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 | | Bertani da Rivalta | 13/07/11 17:43 |
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| Quando si programma un adozione non si guarda tanto se c'è un gay un nero un ateo un fascista un comunista ecc
ma si guarda se ci sono una MADRE ed un PADRE idonei ad adottare.
Non mi sembra che la coppia gay possa garantire entrambe le presenze.
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|  | | amaro | 14/07/11 09:40 |
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| Ci sono quella Nucleare; Estesa; Muultiplai; Senza struttura coniugale;
Solitario; Coniugale; Monogama; poliginica; poliandrica; poliginandrica;
Consanguinea; Monogenitoriale. Come vede, sono tutte forme di famiglie esistenti e riconosciute dai sociologi. Ad una madre che rimane vedova sottraiamo il figlio e lo diamo in adozione? Ad una madre single impediamo di portare a termine la gravidanza?Il solo criterio dell' eterosessualità è limitato, aberrante. Due madri possono amare, crescere ed educare come e di più un eventuale figlio adottato, senza che a questi venga procurato alcun danno psico-fisico. Se la coppia omosex è composta da soggetti emotivamente ed affettivamente integre, con una cultura adeguata ed un tenore di vita congruo, non capisco perchè li si debba continuare a discriminare procurando un doppio danno: alla coppia omosex di adottare ed ad un potenziale bambino adottando che lo si lascia marcire in istituto. Lo trovo semplicemente crudele, e lei non ha ancora fornito una sola argomentazione valida a ritenere inadeguata all' adozione una coppia gay. |
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| |  | | Bertani da Rivalata off line | 15/07/11 10:49 |
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| Tutti presi verso una sorta di utopica uguaglianza, «l’essere umano non viene più considerato come una persona con un suo corpo, ma solo come un oggetto prefabbricato. Qui si sta organizzando la produzione di bambini come adorabili oggetti di consumo», dice l’esperto. Sulla scia di sponsor del calibro di Elton John o Ricky Martin anche in Italia sarebbero un centinaio le coppie omosessuali che ricorrono all’estero (da noi è vietata) alla maternità “surrogata”: in pratica nell’utero di una donatrice che offre a pagamento il proprio utero viene inserito un embrione formato dall’ovocita di una donatrice e il seme di uno dei due padri. Tutti pensano a soddisfare i propri desideri-diritti, peccato che «in assenza del genitore del proprio sesso, sarà molto difficile per quel bambino sviluppare la propria identità psicologica corrispondente. La psiche maschile e quella femminile sono molto diverse e l’identità complessiva si forma anche a partire dalla propria identità sessuale. Nel caso di maternità surrogata, lo sviluppo psicologico, affettivo, cognitivo di una bimba con due genitori di sesso maschile sarebbe in forte difficoltà: avrebbe problemi nel riconoscersi nel proprio sesso. Lo stesso accade al piccolo maschio».
Nessun padre, nonostante la buona fede, può svolgere il ruolo della madre perché «la vita umana è inscritta in due ordini: il dato naturale, biologico, e quello simbolico che il bambino ha iscritto nella propria psiche, conscia e inconscia. Entrambi presiedono allo sviluppo, alla manifestazione di una capacità progettuale, alla crescita di un’affettività equilibrata. Il padre è un individuo di genere maschile che ha scritto nel suo patrimonio genetico, antropologico, affettivo e simbolico la storia del proprio genere. Proprio perché è un maschio e non è una donna, non può avere né il sapere naturale profondo, né quello simbolico materno. I due codici simbolici, paterno e materno, sono molto diversi: la madre è colei che soddisfa i bisogni, il padre è colui che dà luogo al movimento e propone il limite: indica la direzione e stabilisce dove non si può andare». Ovviamente lo psicanalista cita diversi studi, sopratutto in area anglosassone e nordeuropea dova da tempo ci sono casi di coppie omosessuali con figli, i quali provano che la mancanza di genitori di sesso diverso è fonte di problemi (un piccolo esempio in Ultimissima 27/5/11) e , il più evidente dei quali (quando i genitori sono del sesso opposto al tuo), è la formazione dell’immagine sessuale profonda. Anche perché «l’esperienza del contatto fisico con la madre, nella cui pancia si è stati, è riconosciuta dalla psichiatria e dalle psiconalisi come fondativa della personalità, e della stessa corporeità». Di certo Risè non è solo, anzi. I massimi esperti italiani concordano pienamente con lui, come spiegato in Ultimissima 15/2/11.
Il problema della modernità è il materialismo «fondato sulla soddisfazione narcisistica dei bisogni indotti dal sistema di consumo. Il bimbo “fabbricato” è uno di questi nuovi bisogni. L’ideologia consumista, le mode, i media dettano i nostri comportamenti, perfino nell’innamoramento: ci si incontra e ci si lascia in base ai suggerimenti della moda e delle “tendenze”. Non stupiamoci, allora, se sono sempre di più quelli che vogliono evadere dal proprio corpo: magari con le droghe o coi disturbi alimentari come l’anoressia. La sacralità del corpo del cristianesimo è stata negata, e i consumi divinizzati» (l’articolo è anche pubblicato sul suo blog personale
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| |  | | Bertani da Rivalta off line | 15/07/11 10:47 |
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| di maternità e paternità .
Lo vada a dire a lui che deve rinunciare alla mamma x l egoismo di 2 adulti... io una mamma ed un papà li ho avuti ed una mamma ed un papà li ho dati ai miei figli.
Si arrampichi pure sugli specchi peccato però che sono quelli di bambini che non hanno colpe
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Nella sentenza 3572 depositata ieri, la Corte di Cassazione sembra proprio voler aprire una breccia all’adozione da parte dei single. La Suprema Corte è stata chiamata a giudicare sul caso di una donna di Genova, che aveva chiesto l’adozione pienamente legittimante di una bambina con la quale aveva vissuto per due anni prima in Russia e poi negli Stati Uniti, ottenendo anche un certificato di adozione da parte del Tribunale della Columbia. Rientrata in Italia, la donna ha chiesto il medesimo riconoscimento ottenendo, però, soltanto una parziale “vittoria”. La Cassazione ha poi “esortato” il legislatore italiano a intervenire, ritenendo maturi i tempi affinchè i single possano adottare, con meno difficoltà, i bambini rimasti soli o abbandonati dai genitori naturali.
Giulia Paola De Nicola, docente di Sociologia della famiglia all’Università di Chieti e attenta osservatrice di ciò che avviene oltre i confini nazionali, ha dichiarato: «La Cassazione è in linea con la pericolosa china su cui pare incamminato l’Occidente. Mi riferisco all’ideologia di genere secondo cui ciascuno, uomo o donna che sia, è legittimato a scegliere il genere che più gli aggrada. Una deriva davvero pericolosa. Non ci vuole molto a capire che la vera “battaglia” che s’intravvede sullo sfondo è aprire alle adozioni anche per gli omosessuali». Occorre, ribadisce la sociologa, «insistere sulla necessità che un bambino abbandonato o orfano abbia la possibilità di ricominciare una nuova vita in una famiglia, con una mamma e un papà». Inoltre, questa decisione potrebbe comportare ulteriori tagli ai fondi, già scarsi, destinati alla famiglia, e ciò «avrebbe ricadute negative sull’intera società. Laddove, infatti, la famiglia viene indebolita, a patirne è la collettività».
Il professor Gabriel Levi, neuropsichiatria infantile dell’università «La Sapienza» di Roma, ha dichiarato: «Un bambino non è solo una persona in formazione, destinataria di una educazione, ma è da subito un soggetto attivo titolare di diritti… tutti lo dicono e lo sottoscrivono ma non sempre tutti lo ricordano quando si dovrebbe. La condizione ideale è indubbiamente una coppia di genitori in buona salute, giovani, che possibilmente vadano d’accordo, psicologicamente maturi e motivati. Più ci si allontana da quel punto e da quella ipotesi, più la forbice si allarga magari in nome di interventi legislativi, più oggettivamente si rischia di non rispettare quel diritto supremo e prevalente del bambino, cioè di crescere nelle migliori possibilità». Sulla dittatura dei desideri individuali dice: «Io posso essere un uomo solo, addirittura avere 78 anni, parlo sempre in via teorica, e desiderare un figlio. Il diritto oggettivo c’è. Ma in questo caso, e non possono esserci dubbi, deve prevalere quel diritto del bambino che supera tutti gli altri. Il diritto egoistico dell’adulto di diventare genitore ha il suo spazio. Ma deve sempre e comunque cedere il passo alle ragioni del bambino. Cioè al suo buon diritto di essere allevato al meglio». In conclusione: «Visto il gran numero di coppie che desiderano adottare un bambino e visto il numero limitato di bimbi da adottare, se ora si aumenta il campo, sarà bene combattere la nascita di mercati di adozione»
Giorgio Cavalli, responsabile per l’adozione di Famiglie per l’accoglienza, un’associazione nata nel 1982 che ogni giorno affronta i problemi dei genitori adottivi, ha dichiarato: «Conosco le obiezioni di chi dice: meglio avere un genitore single che lasciare il minore in un orfanotrofio. Ma per esperienza sappiamo che un bambino abbandonato ha bisogno di un padre e di una madre sposati. Non si può proporgli una famiglia dimezzata». Non è un tipo da cadere nel tranello del cosiddetto “male minore”. «La nostra legislazione è già molto chiara: salvo casi particolari legati all’affido, chi adotta sono le famiglie e non i single. La legge 184 risponde infatti al diritto dei minori di avere una propria famiglia, un padre e una madre. Sappiamo benissimo che oggi le relazioni familiari sono molto più labili e ci sono tante separazioni. Ma non mi sembra che l’ideale sia riproporre una situazione altrettanto precaria e instabile come quella di un single. Mi pare soltanto il tentativo di aggirare la famiglia monogamica e quindi aprire in futuro alle pretese adottive di omosessuali singoli o in coppia. Ci sarebbe una maggiore precarietà della struttura familiare: un single incontra difficoltà più grandi nella vita quotidiana, mentre in due ci si aiuta di più. E siamo sicuri che poi unendosi con un’altra persona questa sia disposta ad accettare il bambino? Io non voglio demonizzare i single e il loro desiderio di essere genitori. Non voglio giudicare negativamente la sua situazione, se si è single per scelta o perché la vita l’ha portato ad esserlo: può essere che abbia un profondo desiderio di paternità e maternità che non va disprezzato. Però l’adozione è pensata non per i genitori, ma come risposta al bisogno innanzitutto dei figli di trovare una famiglia e il minore ha il diritto naturale di appoggiarsi a una figura maschile e una femminile sposati». Anche lui conferma che «ci sono moltissime famiglie regolarmente sposate che fanno fatica a ottenere l’adozione. Non è facile ottenere l’idoneità. E forse si può lavorare per migliorare queste pratiche anziché “aprire” ai single. Stiamo attraversando un momento di crisi molto forte, in cui vengono messi in discussione i fondamenti della famiglia. E c’è il tentativo di ridurre anche la famiglia a fatto privato: “Io voglio esser padre/madre”. Anche l’adozione viene ridotta a consumo. La famiglia non è il luogo del privato e basta. Noi continuiamo a testimoniare che sia il luogo primario dell’educazione della persona, affinché sia responsabile e aperta agli altri. Per questo sosteniamo le difficoltà delle famiglie. Un minore abbandonato ha bisogno di una famiglia e non del desiderio della tua generosità».
Il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Consiglio per la famiglia ha espresso il suo parere. Nei procedimenti di adozione, «in linea generale, la priorità è il bene del bambino, che esige un padre e una madre: questa dovrebbe essere la normalità».
Perplessa anche Melita Cavallo, presidente del Tribunale dei Minori di Roma: «Ritengo, come ogni giudice minorile, che un bambino abbia diritto a una famiglia composta da un padre e da una madre. L´attuale legislazione già prevede l´adozione alle persone singole ma soltanto in casi particolari. Vale a dire che non le mette alla pari con la coppia ma se questo bambino ha un rapporto molto forte, molto significativo con una persona singola, quel rapporto viene salvaguardato e viene concessa l´adozione alla persona singola. Quindi non c´è bisogno di colmare alcun vuoto normativo».
Francesco Belletti, presidente del Forum delle famiglie, ha sottolineato che «in Italia ci sia una grandissima disponibilità di coppie pronte all’adozione sia nazionale che internazionale. Non esiste un diritto dell’adulto all’adozione ma esiste soltanto il diritto del bambino ad essere educato in una famiglia. Per questo va garantita la completa genitorialità, il fatto cioè di avere un padre e una madre, a chi è già stato così duramente colpito dalla vita».
Alda Maria Vanoni, giudice ed ex-presidente dell’Associazione Famiglie per l’Accoglienza, ha dichiarato che non c’è nulla di nuovo, poiché «il legislatore italiano fin dal 1983 aveva ammesso, in situazioni precise e numericamente marginali, la possibilità che un minorenne venisse adottato da una persona singola, così prevedendo un’eccezione alla generale e sottolineata previsione degli adottanti come coppia unita in matrimonio. Un’eccezione, cui tuttavia, non sono collegati tutti gli effetti dell’adozione legittimante ammessa solo per una coppia sposata. Quello che lascia perplessi è la considerazione finale – non necessaria nell’economia della decisione – con cui la suprema corte si fa insistente suggeritore di una riforma che spetta solo al legislatore e che coinvolge valutazioni assai delicate e controverse sull’istituto familiare in generale, e sull’adozione in particolare. Il punto di vista da cui valutare ogni eventuale riforma è quello dell’interesse dell’adottando, e non quello del desiderio dell’adottante. Non sembra contestabile che per un bambino è meglio avere due genitori anziché uno solo; la “tenuta” del requisito del matrimonio è, in quest’ottica, fondamentale, e ogni riforma che più o meno surrettiziamente lo aggirasse sarebbe in ultima analisi contro il vero interesse degli adottandi».
Cristiano Gatti scrive un interessante articolo su Il Giornale: «Abbiamo code sterminate di coppie affrante che aspettano un bambino in adozione, eppure già abbiamo deciso di affidare i bambini anche a un genitore solo. Saranno molto lieti, sicuramente lieti, i coniugi che da anni subiscono analisi e interrogatori molto rigorosi, al limite della violenza psicologica, per dimostrare d’essere all’altezza del ruolo cui ambiscono: quello di padre e madre. Li renderà euforici apprendere che un solo genitore può essere persino meglio di loro due messi assieme. La loro interminabile attesa, troppo spesso interrotta imboccando equivoche scorciatoie, ora sarà più leggera e più sopportabile. Avranno una nuova certezza: dalle nostre parti, chiunque può fare il genitore. Che la Cassazione ancora una volta ci metta il becco, sollecitando il Parlamento a disegnare la nuova legge, fa parte ormai di un costume sociale e istituzionale tutto nostro, dove sembra che ciascuno si senta in diritto di ordinare a qualcun altro cosa e come fare.inutile che arrivino i soliti illuminati a spiegarlo «in linea di principio»: sì, un genitore bravo è certamente meglio di due genitori cretini. Ma non è su questa ipotesi accademica che bisogna costruire il bene comune. Il bene comune andrebbe costruito sulle – poche – certezze che le generazioni si tramandano. In questo caso, sembrerebbe solare e indiscutibile che ogni bambino abbia bisogno, dunque diritto, a un padre e una madre. Chi l’ha detto? Chi crede in Dio sa che lo dicono le Sacre scritture, chi non crede sa che così vuole la natura.Tutto è possibile e pensabile, perfino che uno sia più di due.Nell’epoca che ha abbattuto tutti i dogmi, soltanto uno ne è rimasto: il bambino ha bisogno di un padre e di una madre. Non c’è Convenzione, non c’è Cassazione, non c’è nulla che ancora sia riuscito a dimostrare il contrario».
Carlo Giovanardi, presidente della Commissione adozioni internazionali, è anche lui contrario alla sentenza della Cassazione: «É il solito uso dei magistrati che vogliono fare i legislatori ma dimenticano che la legge sulle adozioni è stata approvata all’unanimità dal Parlamento ed è destinata alle coppie sposate nell’interesse del minore. Inoltre, i giudici non dicono nulla di nuovo perché in casi eccezionali la legge premette già ad un single che abbia vissuto all’estero per più di due anni di adottare un bambino sia pure in forma affievolita. Noi abbiamo in Italia migliaia di coppie italiane in attesa da anni. Ora, se alla lista si aggiungono anche i single non se ne esce più, diventa una battaglia ideologica controproducente che incrina anche l’immagine dell’Italia all’estero: il nostro paese ottiene 4000 bambini in adozione perché noi garantiamo regole ferree e molto affidabili, tra cui la presenza di un papà e di una mamma»
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| |  | | Bertani off line | 15/07/11 10:44 |
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| ed inizialmente avevo il timore di essere poco chiaro o che il mio interlocutere (LEI) avesse difetti di comprendonio ma ora capisco che è completamente in malafede poichè snobba in toto quanto le dico arroccandosi su dogmi strampalati e mettendo in bocca (o meglio sulla tastiera) del sottoscritto concetti estranei.
Quindi glielo ripeto ancora una volta , per pura pietà :
Quando si programma un adozione che è cosa ben diversa dal crescere in una famiglia divisa , o mongenitoriale , lo si fa prendendo in esame soprattutto quelle che sono le necessità del bambino tra cui l ETEROGENITORIALITA' fermo restando che un gay di per se puo essere un grande e bravissimo ed inidoneo genitore ma è la coppia gay che non corrisponde alle necessità poliedriche del bambino:
riferimenti:
-Timothy Dailey, Ph. D., "Homosexual Parenting: Placing Children at Risk," Family Research Council,
-Jon Dougherty, "Report: Pedophilia more common among ‘gays’ Report purports to reveal ‘dark side’ of homosexual culture
-Paul Cameron and Kirk Cameron, "Children Of Homosexual Parents Report Childhood Difficulties," Psychological Reports 2002, 90, 71-82. Also see http://www.familyresearchinst.org/FRI_homokids.html?story=831 extracted 24/03/2005.
-Jakii Edwards, Like Mother, Like Daughter? The effects of growing up in a homosexual home, (Vienna, VA: Xulon Press, 2001
-http://www.narth.com/docs/needboth.html extracted
-http://old.anfaa.it/boll_0504o.htm
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| | |  | | amaro | 16/07/11 08:18 |
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| Di copia ed incolla, autoreferenziali ed acritici, assolutamente non utili all' approfondimento del tema. Un pò come chiedere a Berlusconi cosa ne pensa della corruzione e del falso in bilancio, ad un leghista dell' evasione fiscale e dell' Unità d' Italia, ad un drogato della liberalizzazione delle droghe ecc ecc. Le opinioni da lei riportate, in estrema sintesi indicano che: 1)chi decide di mettere al mondo un figlio (o di adottarlo), lo fa x soddisfare un proprio bisogno egoistico. 2)chi decide sulle adozioni lo fa in base alle indicazioni del legislatore. 3)i sociologhi esprimono personali posizioni contrarie, non spiegandone il motivo, del tipo "il bambino ha diritto ad una madre ed un padre" e non più correttamente "il bambino ha diritto a due genitori". 4)L' assurdo si raggiunge quando si dichiara che "un genitore bravo è sicuramente meglio di due genitori cretini", ma che questi continuano ad essere privilegiati perchè eterosessuali e quindi rispondenti alle esigenze del bambino. 5) l' altro assurdo si raggiunge con l' analisi inter-genere tra una coppia eterosex e l' adottando, in funzione psicologica, affettiva ed emotiva. Il ragionamento proposto sembra andare a parare verso la conclusione che due genitori omosex donne, che adottassero una bimba, alleverebbero sicuramente una lesbica mentre se adottassero un maschio, alleverebbero sicuramente un gay. Saltando a piè pari tutte le dinamiche offerte nei complessi edipici. 6)Si sventola sempre il bisogno primario del bambino adottando che va tutelato, poi si crea un sistema (molto redditizio) si gonfiano i numeri delle liste di attesa delle coppie eterosex, si escludono in automatico i single e le coppie omosex, e si continuano a lasciare marcire i bambini in istituto. Il bambino adottando ha sicuramente diritto ad una famiglia, non necessariamente eterosessuale: con l' ansia di tutelare questo diritto,si finisce per fare molti più danni ai bambini adottandi, di quanti ne potrebbe fare una famiglia monogenitoriale o omosex. |
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| | | |  | | Castigamat | 18/07/11 09:24 |
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| te i riferimenti mica te li sei sognati di copia incollare.
Da i tuoi figli in addozione e non quelli già sfortunati di essere orfani, anzi chissà che non vengano su meglio. |
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| | | | |  | | amaro | 18/07/11 14:37 |
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| Trota Bossi è un esempio emblematico. Non trova? |
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| Bertani off line | 08/07/11 11:20 |
| 1° Una famiglia etero è potenzialmente feconda , è il motore naturale della società stessa e da essa parte la continuità e la formazione della specie umana . Quindi su di essa si deve concentrare ogni sforzo legislativo per abbattere barriere economiche e sociali . E quiparare le coppie gay , naturalmente sterili , alle coppie etero vuole dire aumentare il numero dei fruitori del welfare famigliare , indebolendo cosi le seconde a favore delle coppie gay. 2° La coppia gay di fatto nn ha le caratteristiche psicologiche e culturali idonee ed ottimali per crescere eventuali figli adottati . Senza nulla togliere alle capacità genitoriali intrinseche dentro ogni individuo (etero o no) la coppia etero per la sua completezza sessuale rappresenta il modello sociale per eccellenza da cui i figli apprendono comportamenti e schemi sociali definiti da 125.000mila anni di vita sociale naturale uomo-donna Equiparare il matrimonio gay a quello etero vuole dire darne la stessa valenza anche in campo educativo e privare gli addottabili di avere la possibilità universale di avere 1 padre ed 1 madre. 3° Riconoscere la coppia gay come soggetto fruibile di matrimonio vorrebbe dire snaturare il concetto di matrimonio che si fonda STORICAMENTE sul RAPPORTO BIUNIVOCO tra uomo e donna e non tra partner sessuali . Cio aprirebbe la strada anche ai matrimoni poligamici nonchè a quelli incestuosi facendo precipitare la società nel caos totale. Il matrimonio tradizionale è il basamento portante della società e da esso scaturisce l ordine sociale che la regge in piedi , combattere il matrimonio di altra natura non deve essere solo un atto politico ma soprattutto culturale .
E cio deve partire proprio da quel cancro chiamato tv che ogni giorno propina ai nostri figli , soprattutto sulle tv commerciali , telefilm che esaltano unioni non tradizionali equiparandole alle famiglie naturali. |
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 | | amaro | 08/07/11 14:10 |
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| Il non voler estendere un diritto soltanto sulla base degli orientamenti sessuali, crea un discrimine per gli uni ed un privilegio per gli altri. 1)Inorridisco al suo concetto di "famiglia etero potenzialmente feconda": le coppie etero sterili le giustiziamo sul posto perchè non utili alla società ed alla specie? 2)Dove sta scritto che le coppie omosessuali non hanno le caratteristiche psicologiche e culturali idonee per crescere eventuali figli adottati? Ha uno schema di riferimento? Se in 125.000 anni di vita naturale uomo-donna ed i relativi schemi sociali ed educativi, esistono ancora i gay, questo vuol dire che l' omosessualità non è una malattia che poteva essere debellata e che i pseudo modelli e pseudo schemi da lei citati, lasciano il tempo che trovano. Impedire alle coppie omo di adottare figli, vuol dire privare questi ultimi di poter crescere in una famiglia e lasciarli marcire in istituti. Se lei ha voluto bene a sua madre (la mamma è sempre la mamma) pensi che bello poterne avere due! 3)La sua è una asserzione priva di fondamento: in molti paesi gli omosessuali vengono perseguitati, mentre è ammessa la poligamia. In sintesi, lei continua a discriminare gli omosessuali, negando loro un riconoscimento giuridico, le loro unioni e la loro possibilità di adottare, non sulla base di pericoli veri, ma sventolando delle paure che sono soltanto sue. Nel 2011 c'è ancora una lacuna legislativa: la vogliamo colmare o vogliamo continuare a fare del terrorismo psicologico, assecondando il Vaticano? |
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|  | | Bertani da Rivalta | 11/07/11 09:42 |
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| ad un certo punto col divenire stanziale ha stabilizzato anche dei rapporti con le donne . Inizialmente era poligamo ma col divenire ha scelto la monogamia , cioè la monogamia è un approdo dell evoluzione. In quanto al fatto che l omosessualità esiste da 125 ooo anni e quindi non è una malattia ha detto esattamente una castronata.
Cecità , diabete , cancro, emofilia , osteoporosi ed anche malattie mentali come schizofrenia , esaurimento , pazzia ecc esistono da migliaia di anni eppure sono malattie.
Ha impostato un ragionamento tanto assurdo che non merita ulteriori approfondimenti.
I gay o meglio le coppie gay sono non idonee all'addozione in quanto privano il soggeto del diritto di addozione (il bambino) di avere 2 figure genitoriali naurali ben distinte : Una Madre Un padre.
E se il Vaticano è l unico soggetto a capire questa cosa ELEMENTARE allora vuole dire che i soldi dell 8 x1000 sono ben dati e che sarebbe meglio prendere la cittadinanza vaticana perhcè io cittadino di uno stato che lascia i bambini a 2 uomini o a 2 donne non lo voglio proprio essere.
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| |  | | amaro | 12/07/11 14:35 |
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| Nel dire che l' omosessualità è una malattia. Casomai da curare con un rosario, 10 pater e 4 ave. |
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|  | | Umberto | 11/07/11 09:22 |
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| in tutte le specie animali esiste l omosessualità ed in tutte le specie animali questa viene messa al margine del branco o soppravviene quando un branco o un gruppo è in sovrannumero e si parla quindi di stress da sovraffollamento.Quindi anche in natura l istinto animale tende ad escludere i soggetti omosessuali.
Noi non escludiamo nessuno perchè abbiamo dei sentimenti che ci portano a considerare le persone in quanto tali . Ciò non toglie che se la natura dei primati ha sviluppato una riproduttività nonchè una genitorialità etero forzare questi schemi vuole dire andare di fatto contro natura. Nell' uomo moderno questi schemi sono ancora piu forti ed infatti quando si rompono per esempio a causa di un divorzio vediamo che i figli necessitano di maggiori cure ed attenzioni rispetto agli altri addirittura rispetto a chi ha vissuto il lutto per un genitore e chi racconta il contrario , in questo caso tu amaro , è in malafede e gioca sulla pelle di bambini che non hanno colpe. |
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| |  | | amaro | 12/07/11 14:46 |
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| Per esempio, cagnette che adottano ed allattano gattini, cavallucci marini maschi che covano e partoriscono al posto delle femmine, colonie di primati organizzate secondo il sistema del "nido", e molte altre specie che addirittura cambiano sesso, a seconda delle necessità, per garantire la riproduzione della specie. Non potete prendere dalla natura solo gli esempi che vi fanno comodo e piegarli ai vostri scopi. L' assurdo delle vostre affermazioni contro le famiglie omosessuali, prende spunto da una rigida posizione del Vaticano, il quale sappiamo bene cosa ci fa con i bambini. Per dirla tutta, io mi fido molto di più di un omosessuale che di un prete. Ai bambini viene insegnato che "devono" fidarsi dei sacerdoti, poi lo sappiamo tutti cosa succede in sagrestia o sotto la tonaca. Quindi il Vaticano ha perso il titolo per poter dire la sua sui bambini per le gravi colpe che ha sui preti pedofili. Chi lo nega, è in malafede. |
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| amaro | 07/07/11 19:01 |
| Cerco da ogni parte e trovo soltanto l'art. 29 della Costituzione Italiana che recita:"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio." ma anche l'art. 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che afferma: "1.Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. 2.Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
3.La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.", ma non trovo da nessuna parte che la famiglia è quella composta da due soggetti eterosessuali. Viene quasi da pensare che chi è contrario al matrimonio per gli omosessuali, sia contrario agli omosessuali, ma non ha il coraggio di affermarlo perchè se ne vergogna. |
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| Gianni | 07/07/11 14:55 |
| Ma se ne avete anche voi dei gay in mezzo al vostro partituncolo....ma per favore... |
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 | | NON VINCETE NIENTE QUANDO CONTA FALLITI OMOSEXICI AFIGICI | 07/07/11 18:01 |
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| E IN COMUNE SOPRATTUTTO. INTANTO PENSA COME FARE A VINCERE LE ELEZIONI NAZIONALI INVECE DI RIMANERE SOTTOMESSO..... |
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| Alfredo Debbi | 07/07/11 09:31 |
| Se non ci foste voi i cattolici adulti stanno zitti e mosca! |
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