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31 Agosto 2010 n. 379
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"Ora andare in vacanza costa di più”

“La tassa di soggiorno non può che contribuire a indebolire ulteriormente il nostro sistema turistico, incidendo innanzitutto sulla rete alberghiera, ma poi indirettamente su commercio, pubblici esercizi, servizi, con relativa diminuzione della contribuzione diretta e indiretta”. Intervento di Francesca Lombardini, Presidente Albergatori Confcommercio.

 

 

ReggioNelWeb.it n. 196 del 14/11/2006

 

Innanzitutto c’è il problema prioritario della competitività del nostro sistema turistico rispetto all’incalzante resto del mondo, competitività essenziale per sostenere l’economia italiana sempre più terziarizzata.

Stiamo infatti perdendo posizioni per carenza di un adeguata politica  nazionale di sviluppo e di marketing, per insufficienza delle infrastrutture, per un’aliquota IVA spesso superiore a quella di altri Paesi. La tassa di soggiorno non può che contribuire a indebolire ulteriormente il nostro sistema turistico, incidendo innanzitutto sulla rete alberghiera, ma poi indirettamente su commercio, pubblici esercizi, servizi, con relativa diminuzione della contribuzione diretta e indiretta. Peraltro  a essere sottili, come afferma il nostro Presidente nazionale Bocca, verrebbero penalizzati solo turisti che dormono in città e non le tante persone che si fermano poche ore.

Inoltre da dati statistici si rileva che in Emilia Romagna il tasso d’occupazione alberghiero e il ricavo medio per camera sono nettamente inferiori all’anno precedente.

Questa inoltre dovrebbe essere una manovra imperniata sulla famiglia, ma appare stridente con questo obiettivo il fatto oggettivo che un nucleo di quattro persone rischia di pagare per una tranquilla vacanza di dieci giorni a Bellaria, solo per questo balzello, 200 euro in più!

E comunque, in via subordinata, come applicarla? Sarà una tassa modulare da 1 euro a 5 euro e come? Ad esempio, in base al numero delle stelle, alla capienza, alla tipologia alberghiera, per tutti o parte dei giorni dell’ anno? Cosa succederebbe se i capoluoghi vicini non dovessero applicarla?

Sarebbe quanto meno commandevole che gli Enti Locali, prima di cominciare a parlarne, per non ridurre il tutto ad una semplice e comoda operazione di bancomat a copertura dei crescenti costi di bilancio, dialogassero da subito con le Associazioni di categoria, non solo per mettere a fuoco i problemi, ma anche per definire le finalita’  e quindi l’uso delle eventuali risorse acquisite.

                                                                                   

Francesca Lombardini
PRESIDENTE ALBERGATORI CONFCOMMERCIO

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