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"Le donne salveranno l’Europa dall’integralismo islamico”

Fabio Filippi (Forza Italia): “E’ facile sostenere che il velo, quello non integrale che copre solo i capelli può essere tollerato se utilizzato liberamente, ma come possiamo essere certi che le donne che lo indossano lo facciano per una libera determinazione e non per costrizione?”.

ReggioNelWeb.it n. 196 del 14/11/2006

 

Gli occidentali, assertori della necessità della costruzione di una società multietnica, potranno cercare il confronto con gli islamici su molte cose, richiamando la laicità dello Stato, potranno spogliare le aule dal crocifisso, impedire le rappresentazioni natalizie, bandire il maiale dalle mense dei nostri figli, come peraltro è stato già fatto in alcune scuole della nella nostra regione,.

Ritengo però che neanche la sinistra più radicale e populista non potrà mai accettare compromessi sulla libertà delle donne. E soprattutto le donne troveranno la forza per opporsi agli atti di quotidiana violenza fisica e psicologica.

L’ondata integralista dell’islam si infrangerà davanti alle donne occidentali, saranno loro a sconfiggere i secoli bui dell’Islam.

Dopo l’uccisione a Brescia della giovane Hina e il caso di Daniela Santanchè, la deputata di Alleanza Nazionale, minacciata dall’Imam di Segrate per le sue considerazioni sull’opportunità di indossare il velo, l’ integralismo scuote nuovamente le coscienze del nostro paese. Ma se nella sorniona Italia di sinistra non decolla questa battaglia di libertà, a parte qualche esponente illuminato del centro-destra: Marcello Pera, Magdi Allam e Giuliano Ferrara; la Germania non si fa attendere ed un gruppo di deputati al Bundestag ha lanciato un appello per convincere le donne musulmane a liberarsi dal velo, vero e proprio “simbolo di oppressione”, retaggio di una tradizione maschilista e ostacolo serio all’integrazione. Una delle firmatarie dell’appello, ha dichiarato rivolgendosi alle donne mussulmane: “Vivete qui, allora levatevi il velo”. Naturalmente la firmataria dell’ appello è stata insultata sui giornali turchi, per posta, per telefono e di persona.

Anche un’insegnante berlinese, ha ricevuto minacce per aver esortato alcune allieve musulmane a rinunciare al velo durante le lezioni e a non disertare i corsi di nuoto che fanno parte del programma scolastico. Il presidente dell’associazione liberale turco-tedesca si è espresso sostenendo: “Donne, opponetevi, non accettate discriminazioni tra i due sessi ereditate dal passato”. Secondo una scrittrice turca  «il velo nei Paesi occidentali ha perso il suo significato religioso per diventare un simbolo politico di rifiuto della società occidentale e proprio per questo deve essere combattuto dai musulmani che vogliono l’integrazione.

L’unica soluzione per tutelare quelle donne che non vogliono indossare il velo, sarebbe forse proibirlo. Una soluzione discutibile ma pragmatica che ha come ratio l’estrema difesa della libertà della donna. E’ facile sostenere che il velo, quello non integrale che copre solo i capelli può essere tollerato se utilizzato liberamente, ma come possiamo essere certi che le donne che lo indossano lo facciano per una libera determinazione e non per costrizione?

 

 

Fabio Filippi

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