ReggioNelWeb.it n. 196 del 14/11/2006
Può sembrare strano, ma dopo tanti anni continuo a provare la medesima ammirazione verso quell’Uomo che è venuto in mezzo a noi per portarci un messaggio. Ma come fa in sette righe a ad entrare nel cuore della gente, a dare speranze di salvezza agli ultimi e ad infondere un amore così immenso?
Me lo sono sempre chiesto e ogni volta ci casco, forse perché non ho ancora ben presente che quell’Uomo parlava a tutti: uomini, donne, bambini, poveri, ricchi, del 30 d.C, del 1000, e del 2006…
Ascoltando il Vangelo di domenica è stato inevitabile pensare ai tanti “potenti” e ai tanti politici di oggi, alle farse che alimentano le TV e i mass media, alle elargizioni superflue che vengono distribuite con enfasi e con i soldi dei cittadini, ai politici che ostentano la loro presenza nelle chiese. Ma è stato inevitabile anche pensare a quella signora poco abbiente che la scorsa settimana ha donato 50 centesimi al suonatore di fisarmonica all’angolo di Piazza del Monte. Ricordo che disse: “Mi dispiace, con 50 centesimi non ci puoi fare molto, ma è ciò che posso dare”.
Sono passati 2000 anni, ma certi principi rimangono eterni.
Ecco perché forse vanno salvaguardati con forza e con grinta.
gl
Reggio Nel Web
pubblica il testo del Vangelo di domenica 12 Novembre. La parola ora ai lettori. Credenti e non credenti.
Vangelo secondo Marco (12,38-44)
In quel tempo Gesù diceva alla folla mentre insegnava: “Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave”.
E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino.
Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: “In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”.