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Il Ministro Bersani “scippa” il lavoro di uno studente?

L’intervento di Davide Gullo, esperto informatico: “Vi ricordate di Andrea D’Ambra, lo studente che lanciò una petizione online per abolire i costi delle ricariche telefoniche? C’è riuscito, ma il Ministro Bersani si prende i meriti e non cita nemmeno lo studente, anzi...L’amarezza del Ministro Gentiloni che ci lavorava da mesi”.

ReggioNelWeb.it n. 204 del 16/01/2007

 

Il 10 Aprile 2006 Andrea D’Ambra (23 anni, studente) lanciò una petizione online per l’abolizione dei costi di ricarica dei cellulari (ReggioNelWeb.it n. 173 - 23 Maggio 2006). D’Ambra contattò tutte le Ass. di consumatori senza ricevere alcuna risposta.

In questi mesi, grazie alla diffusione in rete, la petizione ha raggiunto oltre 800.000 firme, D’Ambra ha attivato la Commissione Europea che a sua volta ha sollecitato l’Authority Antitrust. Mesi di duro lavoro e impegno economico hanno portato il giovane Andrea ad ottenere un grande risultato: l’AGCOM (Authority garante per le Comunicazioni) ha preso in esame l’iniziativa e interverrà a favore dei consumatori. Il risultato è che, molto probabilmente, i costi di ricarica verranno aboliti.

Martedì sera, durante la trasmissione televisiva Ballarò, il Ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani dichiara di aver dato inizio alla “seconda fase” e riceve un grande applauso per il suo primo passo: l’abolizione dei costi di ricarica. Nessun accenno a D’Ambra e a 800.000 persone che si sono impegnate con la loro firma. Nemmeno un “grazie”! L’appluso è per l’On. Bersani.

Floris (conduttore di Ballarò) nega la telefonata in diretta di Andrea D’Ambra e per questo il giovane ha chiesto ufficialmente chiarimenti nella prossima puntata, vedremo.

Da Caserta il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni dichiara: "Sono quattro mesi che lavoro sulla storia delle ricariche dei telefonini e poi che succede? Accendo la tv e me la trovo spiattellata da un altro".

L’On. Bondi ha minimizzato l’idea dicendo “non sono questi i problemi importanti”. Stiamo parlando di circa 2 miliardi di euro l’anno “rubati” dalle tasche degli italiani, forse per lui non è un problema importante.

Nell’articolo precedente mi chiedevo se tale notizia sarebbe mai stata diffusa dai media tradizionali. Oggi ne parlano tutti ma pochi, anzi pochissimi, dicono le cose come stanno.

Il problema non è la titolarità dell’iniziativa, anche se D’ambra dal canto suo ne detiene tutti i diritti, il problema è un’authority che si accorge sempre troppo tardi di tali anomalie, una classe politica che se non viene spronata dalle iniziative dei cittadini non muove un dito, per non parlare poi dell’incapacità dei media di trasferire correttamente le informazioni, sempre pronti però a coadiuvare tali operazioni.

D’Ambra ha creato un’associazione (Generazione Attiva) e si sta occupando del “Rimborso dei costi di ricarica” (www.aboliamoli.eu). Strumentalizziamo?

Il popolo della rete è sempre pronto ad intervenire, soprattutto quando viene toccato il settore tecnologia, ma cosa ne è delle iniziative che non trovano posto in rete? Quante di queste situazioni in Italia non vedono la luce?

 

Davide Gullo
Consulente informatico Reggio Emilia (gullo@m4ss.net)

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