ReggioNelWeb.it n. 221 del 15/05/2007
Roma, Piazza S. Giovanni 12 Maggio 2007: Reggio Nel Web intervista la presidentessa provinciale di Scienza & Vita Dott.ssa Nunzia D’Abbiero al termine della manifestazione.
Dottoressa, un parere a caldo sulla manifestazione.
Una grande festa di popolo non contro qualcosa o qualcuno ma per la famiglia. Come può vedere anche lei c’è veramente aria di festa: la gente canta, ascolta, applaudisce, chiacchiera coi vicini e poi questa quantità impressionante di bambini, - come dire, - mette allegria solo a guardarli.
Quale messaggio per il mondo politico al termine della manifestazione?
Che hanno avuto un’altra occasione per comprendere quello che avrebbero già dovuto capire due anni fa dopo il referendum sulla legge 40 quando ci chiamarono popolo bue definendo l’astensione (e il suo strepitoso successo) un imbroglio orchestrato dalle gerarchie vaticane. Come due anni fa anche oggi in questa piazza c’è un popolo che non si può più prendere in giro e che è diventato ancora più consapevole della portata storica dei valori che difende. Guardi che questa gente è venuta qui a spese proprie, alcuni facendo sacrifici grossi: o sono tutti matti, una specie di follia collettiva, oppure per questo milione e mezzo di persone c’è qualcosa di veramente importante, direi capitale, da difendere costi quel che costi.
Chi ha contrastato maggiormente il grande evento in Piazza S. Giovanni?
I media, sostenuti dalle elite intellettuali che hanno avuto paura che i loro teoremi fossero smontati e così hanno inventato ogni tipo di menzogne. Certo la manifestazione è nata come reazione ai DiCo, ma in Italia hanno diritto di contestazione solo alcuni o c’ ancora democrazia? Esprimere con forza ma pacificamente il proprio dissenso è arroganza, è dividere? Poi i cattolici vanno bene quando scendono in piazza per la pace, la fame nel mondo e così via, ma quando scendono a difendere quello che hanno di più caro diventano improvvisamente arroganti e incivili? Siamo matti?
Cosa pensa della posizione della Ministro cattolica Bindi, che ha tenuto a battesimo i DiCo e non ha partecipato al Family Day?
Che ognuno risponde delle proprie azioni e che la coscienza, alla quale il Ministro dice di essersi ispirata, non è arbitraria e quindi non può pararsi dietro di essa. Per un cattolico impegnato in politica la coscienza parla chiaro. Poi sa, non si possono servire due padroni, alla fine vengono fuori i pasticci e bisogna fare gli equilibristi per difenderli.
I mass media nazionali in più di un’occasione hanno raccolto le dichiarazioni di Pierferdinando Casini, separato dalla ex moglie e oggi compagno di Azzurra Caltagirone, giovane figlia dell’immobiliarista siciliano. Non crede che ci possa essere contraddizione predicare un certo tipo di famiglia e viverne un’altra, o altre?
Facciamo un esempio. E’ più educatore un padre che non dice niente ai figli, che li lascia fare come se niente fosse oppure un padre che, diciamo così, non ha una condotta integerrima soprattutto con le donne, ma cerca di insegnare ai figli qual è il modo più umano, più bello di vivere anche se lui non ne è capace? Cioè per affermare la verità, quello che è più umanamente bello, non è necessaria la coerenza, le mai pulite, ma l’apertura della ragione. Questo non è una giustificazione della condotta familiare dell’ on. Casini, della quale ne risponde lui, ma tra la sua posizione e quella dell’on. Bindi c’è un abisso. Ai politici chiediamo azioni a favore del bene comune, poi se in famiglia non sono dei santi dove è il problema?
Quali sono state le principali richieste emerse durante il Family Day?
Che ci sia più attenzione alla famiglia, cioè fare leggi adeguate: sgravi fiscali proporzionali al numero di figli a carico, la possibilità di ottenere part-time per le mamme, etc.
C’è chi ha cercato di far passare il Family Day come una manifestazione vicina ad una certa area politica. Ci sono riusciti?
A me questo non interessa. Certo c’è sempre il furbetto che sale sul carro trionfale all’ultimo minuto, ma si smascherano da soli. Vero è che la legislazione a favore della famiglia è ferma da alcuni decenni quindi se siamo in queste condizioni lo dobbiamo ad entrambi gli schieramenti politici che si sono avvicendati in questi anni.
Di esponenti religiosi in piazza ce n’erano pochi: un dato positivo?
Direi eccezionale, fantastico. Questa piazza è piena di laici cioè di non appartenenti al clero: questa è una novità assoluta. Ben diverso fu in Spagna l’analoga manifestazione contro le modifiche del diritto di famiglia operate da Zapatero: lì in prima fila c’erano cardinali e vescovi. Qui ci sono una quantità esagerata di passeggini, biberon, mamme, nonni, papà. La gente non è stata trascinata qui da chissà quale dictat morale, ma dall’entusiasmo che c’è, nonostante i disagi, è evidente che è venuta qui perchè era troppo importante esserci, anche a prescindere dalle opinioni del proprio parroco come in alcuni casi è accaduto.
E adesso, per il futuro?
Bisogna andare avanti, la strada è tracciata, e sono sicura, che troveremo tanti compagni di cammino anche tra i cosiddetti laici, non credenti, perchè quando si afferma qualcosa che è un bene per tutti questo aggrega, fa un popolo. Come quello che è in questa piazza assolata e festante.