ReggioNelWeb.it n. 221 del 15/05/2007
Ancora una volta la parte maschile della politica italiana ha deciso per quella femminile: nel comitato promotore nazionale del partito democratico composto di 30 persone 10 saranno donne, ancora un nascituro con molti “padri” e poche “madri”. E’ ben vero che nel gruppo che ha preso questa decisione, mi dicono c’era una sola donna e la sua “massa d’urto critica” ha fatto quello che ha potuto!
D’altro canto è chiaro, a chi voglia riflettere un attimo con attenzione, che ogni donna che riesce ad avere voce in questo mondo politico italiano maschilista all’eccesso deve valere almeno per 2 uomini; se no non ce la può fare. Comunque, ancora una volta i partiti non hanno perso l’occasione per discriminare la metà dell’elettorato italiano.
Mi si dirà: ma perchè insistete tanto, cosa importa esserci o no? quello che contano sono i principi.
Appunto : come si può costruire un percorso democratico senza il parere delle donne? ma non il parere “per-sentito-dire” in casa da mogli e suocere (forse qualcuno ascolta anche le figlie, ma mi sembra difficile...sono giovani e senza esperienza!).
Quello che occorre avere per la democrazia reale di un paese è la costante presenza del pensiero femminile: concreto e realistico, attento alla gestione della cosa pubblica e soprattutto portatore di un concetto etico della politica che gli uomini, per la troppo lunga ed esclusiva frequentazione con la politica, hanno perso.
In parole povere: il concetto della politica come servizio alle persone.
Allora coraggio signori uomini che vi dite di centrosinistra guardatevi attorno in Europa e vedete se vi riesce di uscire dalle belle parole di cui siete prodighi e di passare ai fatti.
(P.S. anche l’anagrafe non scherza)