ReggioNelWeb.it n. 221 del 15/05/2007
A pochi giorni dallo svolgimento del nostro congresso nazionale svoltosi proprio in questa regione e dall'assemblea di Sinistra democratica, come Comunisti Italiani pensiamo che sia necessario, ripartire proprio da qui per aprire una discussione ampia e costruttiva sul futuro della sinistra in Emilia Romagna e nel nostro paese.
Questa è la proposta, che come segretario regionale del PDCI dell'Emilia Romagna, mi sento di proporre ai dirigenti regionali e agli altri segretari regionali di Rifondazione, dei Verdi e di Sinistra Democratica: facciamo una discussione libera in una iniziativa pubblica a Bologna.
Possiamo e dobbiamo dar vita in poco tempo ad un percorso unitario che ci permetta di superare le divisioni e le lacerazioni che in questi ultimi due decenni hanno contraddistinto la sinistra in Italia.
Molto tempo è passato da quando nel 1991 fu sciolto il più grande partito della sinistra: il PCI. Da allora ad oggi a noi sembra che gli avanzamenti sociali abbiamo subito gravi battute d'arresto.
Tanto tempo è passato dalla caduta del muro di Berlino.
Tanti ragazzi che sono nati nel 1989 ed hanno da poco compiuto 18 anni non hanno conosciuto la capacità politica della sinistra e del PCI e neanche la capacità di mobilitazione culturale e politica degli anni 70.
Questo lo dico con senso pratico e guardando al futuro ma non dimenticando il recente passato ed anzi ricordando come 18 anni fa nel marzo del 1989 in attesa di mio figlio ad un congresso provinciale del PCI dissi di come fosse importante preservare la sinistra e quindi il partito che meglio la rappresentava.
Certo non possiamo guardare al passato con nostalgia, ma invece pensare di costruire la nuova sinistra utile ai lavoratori, agli studenti, ai pensionati, alla laicità dello Stato, alla scuola pubblica, alla previdenza pubblica, alla stabilità del lavoro, al giusto salario, alla pensione che sia minima ma non sintomo di povertà, alla libertà di informazione.
Proprio per questo chiedo pubblicamente di convocare un incontro tra i dirigenti regionali di Rifondazione, dei Verdi e di Sinistra Democratica, aperto e libero per iniziare questa discussione che sia costruttiva e che verifichi la possibilità di realizzare in questa regione una confederazione e una unità della sinistra.