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“I perché della mia scelta”

Intervista a Franco Ferretti, Vicesindaco a Reggio e leader della mozione Mussi. “Sul Partito Democratico non è stato dato alcun chiarimento su punti fondamentali come: laicità dello stato, diritti civili, ambiente, questione morale, costi impropri e riforma della politica, pace e guerra”.

ReggioNelWeb.it n. 221 del 15/05/2007

 

Partito Democratico: cosa non condivide del nuovo soggetto politico che sta nascendo?

Penso che la nascita del Partito Democratico lasci a sinistra un grande vuoto, prodotto dall’assenza che verrà a crearsi (l'Italia sarà un caso unico in Europa) di una grande forza di sinistra di ispirazione socialista. Saremo l’unico paese privo di una grande forza che si richiami a quella storia. Di fatto con la fine dei Ds e la nascita del Pd si completa un lungo processo in cui tematiche decisive per le società moderne, come ad esempio il lavoro, non avranno più una rappresentanza politica di riferimento. A ciò si aggiunga che su punti fondamentali, di programma e di cultura politica, che si chiamano laicità dello stato, diritti civili, ambiente, questione morale, costi impropri e riforma della politica, pace e guerra, non è stato dato nessun serio chiarimento politico nei congressi dei DS e della Margherita.

 

Anche altri esponenti reggiani (ndr mozione Angius-Zani) non condividono oggi il percorso al 100%, ma rimangono nei DS. Perché lei ha scelto di uscire?

Quando si fa una battaglia politica su contenuti e discriminanti di fondo credo debbano alla fine seguire atti conseguenti e coerenti. Io ed altri compagni non abbiamo scelto la strada più semplice, e forse più rassicurante: fare “la sinistra” del partito democratico. E' importante però precisare che i firmatari della nostra mozione non hanno “scelto di uscire”. Noi siamo contrari allo scioglimento dei Ds. Sono i firmatari della mozione Fassino che sanciscono la fine dei Ds.

 

Quali sono gli obiettivi a livello locale del Movimento Sinistra Democratica di cui lei è fra i fondatori?

L’obiettivo di fondo del movimento, che è ambizioso e certo non è semplice, è unificare la sinistra. E’ costruire una sinistra unita che abbia una dimensione di massa sia nel paese che sul piano locale, e che abbia la forza di incidere nei processi sociali e politici. Come si fa, infatti, a non vedere che non solo in Italia, ma anche a Reggio, sono esplose le disuguaglianze e le ingiustizie? Bisogna riprendere il filo del programma dell’Unione: valore del lavoro e questione salariale, responsabilità sociale dell’impresa, sostenibilità dello sviluppo, trasparenza e principi morali nuovi nella politica, nella gestione delle imprese e delle organizzazioni e nell’esercizio del potere.

 

Sul piano amministrativo continuerete a governare insieme agli attuali compagni?

Il nostro impegno primario è quello di dare pieno sostegno alle coalizioni di governo dell’Unione, a tutti i livelli: dal governo Prodi agli enti locali. Ci assumiamo l’impegno politico di garantire la massima coesione di tutti i partiti della coalizione. E' un dovere verso noi stessi e verso tutti gli elettori dell'Unione. E’ un dovere verso Reggio e, più in generale, verso il Paese.

 

Lei è stato l’amministratore locale più votato alle scorse elezioni comunali con circa 2.000 preferenze personali. Ha condiviso le scelte che sta portando avanti con i suoi elettori?

Credo siano da tenere su piani ben diversi quella che è l’appartenenza politica a un partito, e le posizioni che un partito esprime da un lato, e la presenza e le responsabilità nella cosa pubblica dall’altro. Come amministratore pubblico sono chiamato a rispondere di un impegno, che non è solo personale, ma è soprattutto programmatico, di giunta e di coalizione, sia verso i nostri elettori che verso gli accordi che hanno portato alla nascita a Reggio di questa importante ed innovativa esperienza di governo. Riscontro comunque un ampio sostegno ed un clima di diffusa condivisione sulle scelte che ho maturato, che per altro sono del tutto coerenti con la mia storia e con le battaglie che ho sempre combattuto.

 

In campagna elettorale era difficile vedere il candidato Sindaco da solo: compariva sempre lei, sia nelle foto che nei comizi, come asso nella manica per sensibilizzare anche un mondo non particolarmente vicino al candidato cattolico. Poi però in questi tre anni non si è percepita una particolare “riconoscenza”…Addirittura si tenta di mettere in discussione la sua permanenza in Giunta…

Quando si fa un cambiamento radicale di esperienza lavorativa passando dal sindacato, (che per me ha rappresentato una scelta di vita) alla politica, è necessario mettere in conto, da amministratore pubblico, che si deve affrontare il nuovo impegno con molta umiltà e disponibilità. Ciò che si apprende, con un’esperienza così forte, è forse ancora più importante di quanto si può “insegnare”. E’ questo il principio a cui dobbiamo ispirare il rapporto con i cittadini. “Riconoscenza” e “asso nella manica”, quindi, sono termini impropri.

Se poi qualcuno penserà o riterrà di dover mettere in discussione il mio incarico in ragione di una scelta politica, diversa dalla sua, che nel frattempo ho maturato, e vorrà anteporre le logiche della appartenenza politica al ruolo istituzionale, ne prenderò atto. A quel punto dovrà essere il sindaco, come è in suo potere, a decidere. Io, come detto, ne prenderò atto.

 

Cambierà qualcosa nel suo essere Vicesindaco una volta che non avrà più “legami” con i DS?

La decisione che ho maturato di non aderire al PD, e i tempi imminenti di fusione tra DS e Margherita lasciano poco tempo di vita ai Democratici di Sinistra. I Ds sono un partito che ha rappresentato appartenenza e vissuto politico di una vita: la mia vita, ma anche quella di tantissime altre persone. Il fatto che i Ds non esisteranno più come soggetto politico provoca in me un grande dispiacere: rimarranno però i legami, non solo personali ma anche politici, con tante compagne e compagni con i quali ho condiviso mille battaglie e altre, non ho dubbi, ne condividerò.

 

Da quando è in Giunta si è fatto crescere i baffi: per nascondere meglio durante le sedute un sorriso o una smorfia?

Non è la prima volta che ho i baffi. Li avevo già portati per anni. Me li sono lasciati crescere in due periodi diversi della mia vita, ma non ho niente da nascondere: ora mi piace tenerli, domani vedrò… Però il mio sorriso rimane sempre, è un segno di fiducia verso il futuro.

RC

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