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31 Agosto 2010 n. 379
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I Turchi, le Crociate e il Family Day

I racconti del Guidoriccio fra Medio Evo e 12 Maggio 2007. “Anzichè cercare di unire le famiglie attraverso un sereno dibattito, oggi si alimenta la divisione. Il progresso è fatto dagli uomini liberi che si sforzano di far crescere l’umanità contro quelli che ritengono il mondo statico come al tempo di Galileo”.

ReggioNelWeb.it n. 221 del 15/05/2007

 

I racconti del Guidoriccio che Reggio Nel Web ospita periodicamente trattano oggi il tema del Family Day. Per rileggere il primo racconto e le ragioni che hanno portato alla pubblicazione degli scritti di Guidoriccio dai Fogliani clicca qui.

 

 

Bernardo appoggia il suo bordone, il lungo bastone usato dai pellegrini, contro una roccia lungo il Riarbero, mentre osserva il rigagnolo d’acqua che scorre saltellando da un masso all’altro. Sostiamo entrambi sotto un anfratto ed ammiriamo là in basso la vallata ricca di castagni e quercioli. La pausa ci ristora dalla fatica della lunga camminata. Ci togliamo le scarpe ed i calzini immergendo i piedi nella fresca acqua che scende dal Casarola e gettiamo sassolini nel rio spumeggiante che ci scorre appresso.

Bernardo inizia una lunga discussione, come se avesse rimuginato lungo il cammino i pensieri che espone, su Pietro l’Eremita. “ L’assatanato – egli dice- che, coperto di stracci ed in sella ad un asino, aderendo alla sollecitazione di papa Urbano II andava a predicare in Normandia, in Renania e nel territorio degli Orleans la liberazione dei luoghi sacri e dei cristiani d’Oriente; che  organizzò la prima crociata contro i Turchi di 20.000 poveracci, che in gran parte morirono di stenti, di malattie o vennero massacrati”.

Poi parla delle manifestazioni odierne e dei nuovi Pietro l’Eremita che organizzano assembramenti in nome di principi da difendere, quali la famiglia. “In realtà, attratti dal potere temporale, si vuole dimostrare la forza di coinvolgere le genti”. Sostiene.

“Le tentazioni di Urbano II fino a Papa Giulio II non sono ancora completamente cadute”, dice poi Bernardo, richiamando Voltaire. “I Turchi delle Crociate, da combattere, sono ora la società laica che cerca, attraverso difficoltà ed anche errori, di percorrere il proprio cammino di libertà. Anzichè cercare di unire le famiglie e la gente attraverso un sereno dibattito, si alimenta la divisione”.

E’ una polemica dura. Lo spirito libero di Bernardo mi avvince.

“Il progresso – mi dice – è fatto dagli uomini liberi, che si sforzano, attraverso la ricerca e tentativi diversi, di far crescere l’umanità contro quelli che ritengono il mondo statico come al tempo di Galileo e che sostengono che ormai tutto è stato definito e qualsiasi modifica ed innovazione sono eresia”.

Bernardo mi ha scosso. Riprendiamo il cammino inerpicandoci su per la riva scoscesa, mentre il grugnito di un cinghiale ci mette all’erta.

Guidoriccio

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