ReggioNelWeb.it n. 221 del 15/05/2007
Reggio Nel Web intervista la famosa stilista reggiana Mariella Burani che la prossima settimana parteciperà in Piazza San Prospero alla cena “Sotto le stelle” contro la violenza alle donne.
Mariella Burani, parliamo di diritti delle donne e religioni. Durante la presentazione della cena contro la violenza alle donne, che si svolgerà il 28 maggio in Piazza San Prospero, lei ha elogiato il pensiero cristiano e criticato quello islamico. Perchè?
La religione cristiana cattolica ha rispetto per la donna. Parto dal Papa Ratzinger che ha detto che le donne godono di diritti, dedicando tra l'altro una stazione della via Crucis alle donne bistrattate e violentate. Un Papa che ha avuto davvero coraggio. Poi ho letto alcuni brani del Corano, e qui non voglio fare di ogni erba un fascio nei confronti dei mussulmani e non voglio essere offensiva verso questa religione, ma sono rimasta scioccata da alcune cose che vengono scritte nei confronti delle donne. Non possiamo pretendere che poi gli uomini educati in questa maniera abbiano rispetto delle loro donne e di quelle di cultura europea.
Facendo moda anche nei paesi islamici, cosa la colpisce particolarmente degli usi e costumi di queste realtà?
La duplicità che c'è. Penso, ad esempio, alle donne che di giorno nel Kuwait sono vestite con degli “scafandri”. Sono andata là per vedere come cercare di migliorare le vendite. Bene, di sera le stesse donne diventano esageratamente sexy, quasi nude. Da parte di circa la metà degli uomini di questi paesi ci sono atteggiamenti davvero incomprensibili per noi occidentali. Cosa fare quando vengono qui? O si cerca di educarli, oppure ognuno di noi sta a casa propria. E' un tema profondo e molto complesso questo.
E' contro l'immigrazione?
Assolutamente no. E' un dramma. Però, gli immigrati che vogliono entrare devono avere un posto di lavoro e rispettare le nostre usanze. Ma dobbiamo sapere bene che mentalità hanno.
Come funziona il mercato della moda nei paesi di fede islamica e retti da teocrazie?
Nelle boutique vendono gli uomini e le donne non possono entrare. Sono rimasta sconvolta.
Come vanno le vendite là?
Mmm...io ho parlato con una donna kuwaitiana. Bisogna capire le loro esigenze. La popolazione si divide. Con un caldo folle, a volte ci sono donne mezze nude o con abiti trasparenti, poi quando gira al marito si devono mettere quegli “scafandri”. E’ una popolazione e una cultura molto complessa.
Torniamo al tema della violenza delle donne. Che segnale volete lanciare con la cena “sotto le stelle” in piazza San Prospero?
Di dire “basta”. Ma secondo me diamo in ritardo questo segnale. E' tanto che succedono queste cose. Ma chi ha mai impedito che accadessero? Bisognerebbe iniziare dalla famiglia, dalla scuola e dalle chiese perchè educhino uomini e donne a diventare un tutt'uno e non dei nemici.