Ogni martedì fatti e notizie da Reggio Emilia
31 Agosto 2010 n. 379
Prima Pagina
I forum territoriali di ReggionelWeb
Altre Notizie
Lettere a Reggio nel Web


Reggio nel Web tra i preferiti Aggiungi ai preferiti Rendi Pagina iniziale
Versione Stampabile Invia ad un amico Commenta l'articolo
Reggio Emilia assente dal Venture Capital: perchè?

L’intervento di Davide Gullo per ReggioNelWeb. “Anche Reggio, come Parma e Modena, potrebbe incentivare idee come YouTube, nata da due ragazzi che dal loro garage hanno spalancato le porte al mondo dei video on line”.

ReggioNelWeb.it n. 261 del 18/03/2008

 

La favola dei “due ragazzi in un garage” che diventano miliardari grazie alla vendita della loro invenzione è sempre più presente nell’immaginario collettivo. Poco più di un anno fa la buona novella a lieto fine fu quella di YouTube (www.youtube.com): il primo sito web per la condivisione di video tra utenti. Grazie alla sua semplicità di utilizzo e ad un’innovativa tecnologia che consente di standardizzare qualsiasi formato video, YouTube spalancò le porte di un nuovo mondo, quello dei video online.

Chad Hurley e Steve Chen (fondatori di YouTube) iniziarono a lavorare al loro progetto proprio in un garage e in meno di 2 anni furono acquistati da Google per 1,65 miliardi di dollari.

Raccontata così risulta indubbiamente una storia affascinante.

Giornali e TV però, “estremamente” attenti a valutare lè novità della rete con occhio critico, omettono sempre qualcosa. Quel qualcosa fa la differenza.

I “due ragazzi nel garage” iniziano a sviluppare la loro idea all’inizio del 2005. A Novembre dello stesso anno ricevono un finanziamento di 3,5 milioni di dollari. Ad Aprile 2006 ricevono ulteriori 8 milioni di dollari. Poi Google li acquista a Novembre del 2006.

Per lo stesso Google la storia è simile, accumula infatti ben 26 milioni di dollari tra il 1998 e il 1999.

Ecco quindi che lo scenario cambia e non poco. Nessuno mette in dubbio le capacità degli inventori ma è bene sottolineare che, in questi casi, senza quei soldi sarebbero andati poco lontano.

Ma da dove arrivano questi soldi ?

La risposta è: dai fondi di Venture Capital.

Solitamente con il termine Venture Capital ci si riferisce sia alla forma di finanziamento, la quale prevede l’apporto di capitale di rischio, che ai fondi creati appositamente dagli investitori (Venture Capitalist). Tali fondi vengono utilizzati per finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo. I Venture Capitalist sono disposti a sopportare il rischio a fronte di un rendimento futuro atteso altrettanto elevato.

L’accesso ai fondi di Venture Capital avviene attraverso la presentazione di un Business Plan. Dopo una serie di analisi, se il riscontro è positivo, gli investitori avviano il processo di “due diligence” (processo investigativo messo in atto per analizzare il valore e le condizioni di un’azienda). Se anche questa ottiene un esito positivo gli investitori mettono a disposizione il fondo a fronte di quote societarie.

Il Venture Capital in Italia purtroppo è poco presente e ancor meno conosciuto, soprattutto negli ambienti in cui dovrebbe esserlo maggiormente. La conferma di ciò l’ho avuta Giovedì scorso.

Sono stato alla presentazione di TTVenture presso l’Università di Modena – Facoltà di Ingegneria. TTVenture è un nuovo fondo chiuso dedicato ai settori della Biomedicina, Scienza dei materiali, Agro-food e Tecnologie energetiche e ambientali.

Mi aspettavo di trovare centinaia di studenti universitari accalcati uno sull’altro, pronti ad ascoltare le dinamiche di inoltro delle domande di richiesta fondi, e invece probabilmente ero il più giovane. Ho trovato infatti decine di Imprenditori e Professori sessantenni (personalità illustri, nulla da dire) pronti a sferrare le solite domande: chi tutela la mia idea ? chi mi dice che non la vendete ad altri ? Alla fine la proprietà resta nelle mie mani ? Le solite paure “antiche”: teniamoci le idee nel cassetto che lì stanno sicure!

I giovani mancavano. Forse non sapevano nulla o forse nessuno glielo ha detto. Forse non conoscono le possibilità che il Venture Capital può dare loro, forse non sanno che la loro idea può cambiargli la vita, oltre a migliorare un pò questo paese.

Concludo con una perplessità che mi è sorta durante la presentazione. Il fondo gestito da TTVenture ha già raccolto sottoscrizioni per 60 milioni di euro e punta ad arrivare, entro la chiusura delle sottoscrizioni (Maggio 2009), a 150 milioni. Ad oggi hanno contribuito alla nascita del fondo sei fondazioni (Cariplo, Cuneo, Teramo, Forlì, Modena e Parma) e la Camera di Commercio di Milano (10 milioni di euro). Su sei fondazioni ben tre sono dell’Emilia Romagna. Bene.

E Reggio Emilia?

 

Davide Gullo
Consulente web (gullo@m4ss.net)

Prima Pagina
Reggio nel Web tra i preferiti Aggiungi ai preferiti Rendi Pagina iniziale
Versione Stampabile Invia ad un amico Commenta l'articolo

I commenti agli articoli: Nuovo commento
ID: 65942 è vero zelinda
21/03/2008 22.11
è vero l'amministrazione di Reggio Emilia dovrebbe imparare ad amare di più i suoi contribuenti perchè è grazie a noi che si fanno belli elargendo a centri sociali, zingari,clandestini è tempo di smetterla di fare i falsi buonisti . Ma non provano mai vergogna nei confronti di noi cittadini reggiani! evidentemente no che peccato!
Rispondi
ID: 65867 Apprezzo e riflessione Franco D.
20/03/2008 10.44
Apprezzo sempre gli interventi di Gullo perchè ci illuminano su un mondo di cui molti dnoi, pur navigando nelweb sono profani.Una riflessione breve: secondo me Reggio non ha investito perchè i nostri amminsitratori sono dei gran ignoranti che manco sapevano del Venture capital.
Rispondi
ID: 65843 Cemento e asfalto P. Rossi
19/03/2008 16.46
cos'è l'economia che tira, quella del cemento e dell'asfalto? ma per favore, in Finlandia investono il 9% del PIL in ricerca e noi lo 0,6!!! Nascondiamoci e ascoltiamo queste voci illuminate. Bravo!!!!!
Rispondi
ID: 65822 non meritiamo Baldi Mirko
19/03/2008 10.52
noi reggiani in quanto non abbiamo mai colto le novità e le opportunità. Ricordate quando ci proposero la facoltà di Enonomia (anni 80) e i nostri amministratori risposero no grazie è roba da ricchi... Ricordate quando il Dr. Baldi riuscì nonostante le scaramucce politiche tra chi voleva Parma e chi Bologna a portare l'Università a Reggio con Modena Bene questa università doveva essere e "sedi in rete" mentre è divenuta una succursale di Modena. Baldi fece presente il grave rischio che si correva e per non sentirlo più disturbare lo fecero dimettere da tutti gli incarichi. Bene ha fatto il rettore di Parma a chiamarlo a dirigere il nuovo centro della Città della scienza e sono certo che avrà modo di dimostrare le sue doti di concretezza. A noi interessano i personaggi che occupano le sedie ma non disturbano chi deve manovrare e manovra da oltre 20/30 anni. Meditate gente.....
Rispondi
ID: 65818 il merito... Rossella Di Monda
19/03/2008 09.09
questo sconosciuto...a Reggio e in Italia! Stop a tutte le caste! In Italia ne abbiamo più che in India.... Medici politici giornalisti docenti universitari e chi più ne ha, più ne metta! Tabula rasa del sistema Italia. E' un sistema marcio...e la puzza la sentiamo solo noi gente onesta e lavoratrice, gli altri si sono dotati di maschere anti-gas! (ovviamente se le sono comprate con i nostri soldi...)
Rispondi
ID: 65806 MERITROCRAZIA MERITOCRAZIA
18/03/2008 21.36
valgo se merito, Voglio se merito.
Rispondi
ID: 65803 ci vuole innovazione! stop alla casta maurizio
18/03/2008 21.02
finalmente qualcuno che ha una visione oltre il palmo del proprio naso. tutti si riempioono la bocca con la parola inoovazione, nessuno sa cos'è. Ci vuole la meritocrazia... Basta con la casta partitica assistita! Avanti tutta con l'innovazione W i Grillo Boys and Girls!
Rispondi
ID: 65793 merito sempre cerci mario
18/03/2008 18.40
ma queste banche degli imprenditori, e queste imprese dei banchieri! la volete finire? dovete premiare il nuovo, chi ha merito. abbiamo capito che siete bravi a fare soldi, adesso fate un passo indietro perchè non possiamo andare avanti a fare le magliette. basta
Rispondi
ID: 65792 bravissimo Matteo O.
18/03/2008 18.37
finalmente qualcuno che vede oltre il palmo del naso. tutti si riempioono la bocca con la parola inoovazione, nessuno sa cos'è. CI VUOLE IL MERITOOOOOOOOOOOOOOOO
Rispondi
ID: 65770 Fondazione Manodori, ci sei!?!?! Stefano (Bagnolo)
18/03/2008 14.56
Ehy, Fondazione Manodori, ci sei? Visto che immagino leggiate reggionelweb, perchè non dite nulla? E, specialmente, perchè non fate nulla?
Rispondi
ID: 65753 Dormite reggiani e arate... Il loggionista
18/03/2008 11.40
Provincialismo è essere contro Calatrava. Ma non riaprirò qui questo capitolo, mi sono rotto di reggiani contadini che danno dei provinciali e contadini ai reggiani che hanno voluto nella propria città cinque opere di uno dei più grandi architetti del mondo. Amen, si vede che dev'essere così. Mi risulta comunque che a Reggio Confindustria abbia un organismo che valuta e sostiene progetti basati su idee imprenditoriali innovative. Certo lascia un po' di amaro in bocca venire a sapere che un Carlo Baldi, che tanto fece per l'università a Reggio, oggi leader di una lista civica rappresentata in consiglio comunale, vada a Parma a fare la Città della scienza con l'Università di Parma. Lui si sarà cavato un sassolino per come l'hanno trombato a Reggio, ma intanto è l'ennesima occasione persa per la nostra città e l'ennesimo esempio che viene dai cugini d'oltre Enza, che sanno muoversi con ben altro livello di vision. Ah, ma a Reggio abbiamo la meccatronica è vero, già già... infatti arrivano migliaia di ingegneri e informatici da India, Pakistan... la crema dei flussi del sapere modiale si ferma in riva al Crostolo. Già Già... basta fare una vasca in centro.
Rispondi
ID: 65769 invece riapriamola la ferita MISERERE
18/03/2008 14.41
E tanto per non dimenticare aggiungiamo agli insuccessi del reggianetto pidocchio, provinciale, contandino e RIpidocchio RIfatto, anche il mancato aeroporto fallito ............., l'Autorità alimentare a Parma, l'Università di serie C 2 (come la Reggiana calcio...anche lì che schifezze..) Per non parlare poi delle proposte culturali, della viabilità, della vivibilità del centro.... e già ma noi dobbiamo avere lo spazio per la festa dell'unità, per i concerti del nano di Correggio....e per le altre pirlate del POPOL GIOST dei miei stivali (sempre da contadino)
Rispondi
ID: 65734 domanda a Gullo Roberto G.
18/03/2008 09.35
E se ci organizzassimo e chiedessimo agli industriali? Cioè, se gli enti pubblici, Camera di Commercioe Fondazione Manodori, non fanno nulla perchè non provare con il privato reggiano?
Rispondi
ID: 65715 che amarezza reggiano amareggiato
18/03/2008 07.51
Sig. Gullo, grazie per averci informato di un'ennesima provincialità reggiana. Meglio spendere i soldi in 3 vele che ci faranno fisicametne emergere in autostrada, ma di fatto rimarremo sempre dei contadini (con tutto il rispetto per i miei avi).
Rispondi
ID: 65774 Caro reggiano amareggiato Gigi
18/03/2008 15.05
le vele sono state fortissimamente volute dai nostri "cari" industrialotti, non certo da quelli che lei chiama con leggero disprezzo contadini. Gli amministratori locali si sono prestati (come sempre da un ventennio a questa parte) a fare da sponda agli appetiti del capitalismo nostrano......parlano di innovazione e pensano ai soldi; nulla di male per carità ma un po' meno di ipocrisia non guasaterebbe. Magari fossimo rimasti dei contadini! Faremmo meno schifo di come facciamo.
Rispondi
ID: 65743 provincialismo reggiano Nik
18/03/2008 10.54
in effetti Reggio Emilia è più propensa a sputtanare i soldi in altro modo....
Rispondi
ID: 65710 Caro Gullo.. Pragmatico
18/03/2008 07.12
Reggio Emilia e' troppo impegnata a sovvenzionare gli zingari... Quello e' il nostro "Venture Capital" che sarebbe meglio definire "Sventure Capital". Parlando seriamente, a Reggio c'e' una vision che non e' quella di sovvenzionare i settori produttivi, ma di mantenere a pioggia quelle che erroneamente vengono definite le "parti deboli" della societa', ma che spesso sono solo le parti parassitiche della societa'. Centrosocialioti, immigrati clandestini, zingari, delinquenti comuni, lavoratori in nero... su questi punta la Reggio Emilia di oggi, a differenza di Parma, Modena, Bologna, dove e' gente con le idee che viene premiata. Se ne faccia una ragione.. Lei, come me, opera su Internet, quindi e' indipendente dal luogo fisico di lavoro.. Ci faccia una pensata.
Rispondi
  Nuovo commento




Informativa sulla privacy
Tutti i diritti sono riservati - E' consentita la riproduzione e l'uso, anche parziale, del contenuto del sito, la sua diffusione per via telematica a uso personale dei lettori, purché non a scopo commerciale, citando la fonte.
© 2002 alicenonlosa.it powered by Alicenonlosa società cooperativa a r.l.
Iscrizione Registro Periodici presso il Tribunale di Reggio Emilia, autorizzazione n. 1084 in data 5 novembre 2002
Direttore responsabile Marina Bortolani
Webmaster Stefano Delendati & Stefano Mutti
webmaster@reggionelweb.it
Risoluzione consigliata 800x600