Presentata la sede locale dell’associazione: “Con noi la città torna protagonista”. Il Presidente Bernardo Dipietri: “Invitiamo tutti coloro che, come noi, sono stanchi di vedere una banca come la BPER perdere anno dopo anno la propria identità”.
ReggioNelWeb.it n. 353 del 9/02/2010
Una banca che sia davvero popolare e che
si metta finalmente al servizio delle piccole e medie imprese reggiane. Che
venga incontro alle esigenze del territorio e dei suoi protagonisti che, soprattutto
in un momento come questo, hanno bisogno del sostegno della loro banca per
poter combattere la crisi con armi efficaci. Una banca che non sia chiusa in se
stessa, ma che si apra al territorio, alle idee, che si metta al servizio del
benessere della città, di tutta la città, e non solo dei soliti pochi.
Questo chiede l’associazione BPER Futura
di Reggio Emilia - che si è presentata nei giorni scorsi alla città in una
conferenza stampa all’Hotel Classic che ha visto al tavolo dei relatori il
presidente Bernardo Depietri (nella foto), il vicepresidente l’avvocato Stefano Cosci,
affiancati dall’avvocato Veronica Camellini - a chi governerà la Banca Popolare
dell’Emilia Romagna. “Ci siamo voluti presentare alla città – ha dichiarato
Bernardo Depietri, Presidente di BPER Futura Reggio Emilia – per invitare tutti
coloro che, come noi, sono stanchi di vedere una banca come la BPER perdere
anno dopo anno la propria identità. Di vedere un istituto amministrato male,
che non restituisce al territorio in proporzione a quanto territorio ed imprese
invece hanno sempre dato alla loro banca”.
Per questo motivo è nata BPER Futura: un
tavolo formato da imprenditori, associazioni di categoria, liberi
professionisti intenzionati a dare voce, ed una voce forte, a Reggio Emilia, ai
suoi legittimi interessi e a portare questa voce fino all’interno del consiglio
di amministrazione: “A maggio si vota per il rinnovo delle cariche – ha
spiegato l’avvocato Stefano Cosci, vicepresidente di BPER Futura – ed è
importante far sentire agli azionisti che c’è chi parla per loro, senza
tentazioni personali: noi facciamo i nostri interessi nel momento stesso in cui
facciamo gli interessi degli azionisti cui ci rivolgiamo, perché il loro
benessere, la loro facilità di accesso al credito, ai finanziamenti, ai servizi
creano le condizioni perché tutta la città abbia da guadagnare”.
“Noi di BPER Futura intendiamo
rappresentare gli interessi della città di Reggio Emilia e del suo tessuto
economico – ha concluso il Presidente Bernardo Depietri – e siamo aperti ad
accogliere le idee ed il contributo di tutti, senza preclusioni politiche e
senza perderci in squallide lotte di cortile. Siamo convinti che il futuro
dell’economia reggiana dipenda anche da iniziative come la nostra che hanno
finalmente il coraggio e la voglia di ridare alla nostra città il ruolo da
protagonista che merita”.
Per mettersi in contatto con BPER Futura
Reggio Emilia basta telefonare al 348/8052330 in orario d’ufficio o mandare una
mail all’indirizzo bper-futura@depietri.it
ho posto domande, nessuno risponde?
Forse avrò il tempo per prepararne altre,
o voi credete che questo strumento di intervento publico non si possa usare per un confronto serio?
quali tipi di rapporto vi sono tra i referenti di banca futura e il condannato per mafia DELLUTRI?
Oltre la critica che rivolgete alla dirigenza di BPER di avere abbandonato la territorialità per cercare una espansione di dubbia efficacia, con costi che pesano in modo negativo sul bilancio della banca, cosa rispondete all'accusa di essere il cavallo di troia di un grosso gruppo finanziario che ambisce di mettere le mani sulla banca?(Berlusconi)?
A chi, come me,trova non del tutto infondato l'appunto critico di non fare nulla per limitare la pesantezza degli apparati dirigenziali delle banche che sono entrate nel gruppo, apparati che pesano parecchio sul bilancio della banca, banca futura come intende muoversi?
Ai piccoli risparmiatori come me 10000 azioni, quali garanzie offrite sul peso effettivo che debbono avere nel direzione della banca? La banca deve mantenere lo stato di cooperativa, o gli azionisti che hanno milioni di azioni possono diventare decisivi nella conduzione della banca?
E ancora, il peso delle aziende cooperative, decisive nella identificazione territoriale della banca, come pensate di risolverlo?