“Riforma epocale? Qui di epocale ci sono solo i tagli”
In riferimento al nuovo assetto delle scuole superiori, licenziato dal Consiglio dei Ministri, interviene il Consigliere Comunale del Pd Rossana Cavatorti. “Ancora una volta viene colpito un settore nevralgico della società italiana”.
ReggioNelWeb.it n. 353 del 9/02/2010
Confermando
il solco dei suoi interventi e degli intendimenti da sempre manifestati, per
l'ennesima volta il Governo maschera evidenti tagli all'Istruzione e al mondo
della scuola, che andranno a detrimento della formazione dei nostri giovani,
penalizzandone la vita futura, con una supposta riforma, addirittura definita ‘epocale’.
Quando invece è sotto gli occhi di tutti, o perlomeno di coloro i quali
vogliano guardare sotto la superficiale patina dello slogan e del marketing,
che questo provvedimento rappresenta un radicale riassetto degli ordinamenti,
fatto solamente per risparmiare, senza reali esigenze pedagogiche. Ancora una
volta colpendo un settore nevralgico della società italiana.
Perchè la
legge 133/08, propedeutica all'atto approvato ieri dal Consiglio dei ministri, è
stata definita dal Consiglio di Stato come una di quelle norme
"specificatamente preordinate al contenimento della spesa per il pubblico
impiego". Se di riforma della scuola superiore si tratta, è dunque
essenzialmente contabile. Si abbia almeno il coraggio di dirlo. Le cifre del
resto sono chiare: meno 1650 milioni di € nel 2010, meno 2538 nel 2011, meno
3188 nel 2012 secondo la legge sopra citata, approvata lo scorso anno. Questa è
la scuola superiore italiana, questa è la scelta politica del Governo in questa
fase. Il Ministro dell’Istruzione semplicemente esegue.
Come ha
detto in Commissione Parlamentare la senatrice Albertina Soliani, che di scuola
è estremamente competente: "ci si risparmino osservazioni, commenti, ed
esternazioni ai soli fini comunicativi, senza visione né cultura adeguate alla
sfida".
Da oggi
in poi occorrerà utilizzare ogni minuto possibile ed utile affinchè l'opinione
pubblica sia messa realmente a conoscenza di cosa questa presunta riforma
rappresenta, in modo che nessuno possa dire, ora e in futuro, “non lo sapevamo”.
Una reale
formazione, un reale sviluppo del Paese, non passa da tagli continui e
interventi strombazzati come “epocali”, ma in realtà esclusivamente di mero
interesse di cassa.
Occorrono
invece precise strategie che portino, come il Pd propone da tempo, a investire
risorse sull’istruzione, essendo questo che fa la differenza per il Pil, a
pensare la conoscenza, il lavoro, l’economia nel modo globale come base per la
cittadinanza, puntando sulla cultura e sulle competenze promuovere l’uguaglianza
delle opportunità dei ragazzi oltre le condizioni di partenza favorendo la
mobilità sociale".