Parola d’ordine “Innovazione”: creare pensando all’utilità
ReggioNelWeb intervista il Presidente del Gruppo Terziario dell’Associazione Industriali di Reggio Emilia Armando Sternieri: “Tecnologica e digitale fra le leve della ripresa economica. Politica e imprenditoria per lo sviluppo della collettività? Entrambe hanno la loro importanza. Confindustria è apolitica e partitica”.
ReggioNelWeb.it n. 353 del 9/02/2010
Quali attività svolge il Gruppo Terziario di
Associazione Industriali di Reggio Emilia? Quali soluzioni per affrontare l’attuale
crisi economica? Ne parliamo con Armando Sternieri, Amministratore delegato e
Presidente di Energee3 srl ed Energee4 srl, due realtà nate a Reggio nel 2002 specializzate
nell’outsourcing della gestione dei sistemi informativi, e Presidente del Gruppo
Terziario Innovativo di Industriali Reggio Emilia per il biennio 2008-2010.
Presidente, ci parli del Gruppo
Terziario dell’Associazione Industriali di Reggio Emilia: finalità e obiettivi.
Il Gruppo Terziario riunisce le aziende del settore terziario
ed è il più numeroso dell’Associazione con circa 220 imprese. La finalità principale
è promuovere la crescita
della cultura del servizio, sotto il profilo tecnico e deontologico, delle
imprese associate al Gruppo, nonché di coltivare e far crescere il sapere
diffuso sul valore guida dell’Innovazione.
Perché un’impresa dovrebbe associarsi
al vostro Gruppo e che tipologia di impresa in particolare?
Innanzitutto un’azienda instaura un rapporto associativo con
l’Associazione non tanto con il Gruppo di riferimento. La motivazione va
ricercata nella qualità dei servizi e nella rappresentanza degli interessi, offerti
a tutti i livelli e verso ogni tipo di interlocutore. Il Gruppo Terziario, come
altre merceologie, ha l’obiettivo di tutelare e promuovere la specificità del
settore.
Servizi offerti anche dall’API.
Cosa in particolare vi contraddistingue dai servizi che offre l’API?
Non sta a noi giudicare i servizi offerti da altre associazioni.
Industriali Reggio Emilia si propone di essere al servizio delle imprese,
attraverso l’erogazione di servizi, la tutela di interessi e la promozione
delle istanze delle imprese. La crescita della base associativa è continua e
ciò significa che le imprese premiano la nostra proposta.
Cosa pensa di una possibile
sinergia, se non fusione, fra Associazione Industriali ed Api, visto che in
alcune città è già in atto?
Non è un tema di competenza del Presidente del Terziario. Mi pare che,
in termini generali, nel nostro Paese la presenza di diverse sigle e
associazioni che si propongono di rappresentare le stesse categorie economiche
sia ridondante e determina diseconomie.
In un periodo di forte crisi
economica, quali sono le proposte del vostro Gruppo?
Non esiste la bacchetta magica. Cerchiamo di essere vicini alle
imprese, sostenendone la competitività. L’indirizzo strategico generale è
mantenere la capacità di essere innovativi e di valutare la strada delle
aggregazioni di impresa. I mercati stanno cambiando: pensiamo che sarà sempre
più evidente la componente tecnologica e digitale, anche quale possibile leva
della ripresa economica.
Si parla tanto di “innovazione”, ma
cosa significa di preciso?
L’innovazione è la definizione di un atto creativo, inteso non come la
“creazione” dei tempi antichi, ma un concetto di creatività della fine dell’
‘800, che è quello di Poincaré, di riuscire cioè a pensare a degli elementi
nuovi che superano gli elementi esistenti e che hanno il connotato di utilità.
Come si traduce concretamente
l’innovazione nel fare impresa?
L’innovazione può essere in qualsiasi processo interno dell’attività
dell’impresa, ad esempio modificando il proprio modo di gestire il personale o
di fare amministrazione.
Lei, da imprenditore, che modello
di gestione applica?
Applico il “Total Quality Management”,
che significa attenzione per i clienti, attenzione per la soddisfazione dei
collaboratori e raggiungimento di redditività migliorando costantemente la
qualità di ciò che si fa. Quindi, innovazione e livello qualitativo in
crescita.
Filosofia imprenditoriale che ha
portato la sua azienda, Energee3, a
chiudere con un bilancio in attivo nonostante la crisi.
Sì, e il risultato è stato ottenuto grazie anche alla riduzione dei
compensi del Management per lasciare
inalterati quelli della produzione.
Imprenditoria e politica: chi è più
importante per lo sviluppo di una collettività?
Entrambi hanno la loro importanza. Gli imprenditori devono
condurre l’azienda in modo da creare valore, quindi beneficio anche per la
comunità; la politica deve creare le migliori condizioni per l’operato del
sistema economico e garantire il benessere della collettività.
A breve verrà
rinnovata la Presidenza dell’Associazione Industriali di Reggio: quali
caratteristiche dovrà avere il nuovo Presidente?
Sono considerazioni affrontate nei colloqui con la
Commissione di designazione. Da Presidente di un Gruppo merceologico mi preme
che venga riconfermato, come con
l’attuale Presidenza, il ruolo del
settore Terziario all’interno della realtà economica reggiana.
Anche
recentemente non sono mancate critiche da parte dell’Associazione e dei Giovani
Imprenditori nei confronti dell’Amministrazione comunale. Le condivide?
L’Associazione sviluppa una dialettica costante con le amministrazioni
locali, in quanto soggetto protagonista dello sviluppo del territorio. Pertanto
- attraverso la Presidenza e i Vice Presidenti con delega oppure i Presidenti
di Gruppo, se del caso - esprime valutazioni in merito a programmi e situazioni,
sulla base dell’idea di sviluppo e di futuro del sistema locale che ha
elaborato nello specifico. Ciò non
esclude che, nel contempo, si portino avanti iniziative congiunte con le
amministrazioni locali, come è accaduto con il progetto Inmentor, realizzato
proprio dal nostro Gruppo Terziario in collaborazione con il Comune di Reggio e
l’Università.
A breve si
celebreranno le elezioni regionali: esiste una componente politica che
maggiormente rappresenta i vostri interessi?
Confindustria è un’associazione apolitica e apartitica che
rappresenta gli interessi delle imprese senza riconoscersi in nessuna
componente, valutando esclusivamente progetti concreti. Da parte mia,
rappresento le istanze delle aziende del Terziario indipendentemente da chi
governa le Istituzioni.
Ho letto con molta attenzione l'intervista al presidente del gruppo Terziario e mi permetto di fare i complimenti a Sternieri, anche se, lo intuisco dalle risposte date sul suo personale fare impresa, credo che un domani sarebbe più interessate leggere un'intervista all'imprenditore Sternieri più che al presidente del Terziario. Se nella sua azienda il management ha acettato una riduzione dei compensi per non intaccare quelli della produttività, è segno evidente della fiducia e stima che hanno nei suoi confronti. Da quel che ne so, altri imprenditori fanno il contrario. Quindi, tanto di cappello all'imprenditore Sternieri. Per il resto, consapevole che certe cose non potranno mai emergere pubblicamente, credo sia in atto una guerra fra imprenditori locali in vista della nuova Presidenza di Confindustria Reggio. Nomina che dovrà per forza essere gradita alla "famiglia reale".Lei alla domanda di chi l'ha intervistato ha elegantemente glissato dando una risposta da Presidente del terziario. La realtà a mio avviso è che con essa si gioca una partita importante per l'Associazione Industriali. La nuova guida dovrà decidere con chi stare in rapporto alle amministrazioni locali: se con la politica locale (con la quale, è naturale, molti imprenditori lavorano), o con il Governo nazionale. Mettere sullo stesso piano imprenditoria e politica non mi trova concorde: la prima rischia il fallimento se non sponsorizzata dalla seconda.
sul fatto che Sternieri sia più interesante come imprenditore sono pienamente d'accordo. Del resto la sua professione è quella, non credo che sia molto impegnato e che riceva un compenso come presidente del terziario, almeno credo. La domanda invece sul rapporto tra imprenditoria e politica invece è importante e forse cela, nella sua falsa banalità, una visione politica. Vedere il primato della politica sulla impresa significa vedere lo stato che prevale sul privato. Vedere impresa e politica sullo stesso livello è vedere si lo stato come regolatore, ma dove libertà è privato sono considerati valori primari. Visto che sei cattolica :)) è esattamente la distinzione di visione che hanno cattolici liberali e cattolici democratici...
tu sei una cattolica democratica... :)) come dossetti, castagnetti e ill caro sindaco. Non so se la cosa ti fa piacere o meno...
La mia era una constatazione di fatto, che prescinde da ciò che penso sul tema. Anzi, e dico purtroppo, penso che la prevalenza della politica sull'impresa sia deleteria. Ci sono nel mercato imprese "libere", caratterizzate da quell'innovazione di cui parla Sternieri con potenzialità immense, ma che rimangono tarpate dall'oggettiva prevalenza della politica e allora chi fa queste imprese, piccole o grandi che siano, deve decidere se scendere a compromessi con la politica e crescere dal punto di vista imprenditoriale, oppure no.Invece oggi funziona così: non basta essere un ottimo imprenditore, con idee creative e innovative, devi crearti il giro di conoscenze giuste, frequentare ambientini che sono tutto un programma formati da politici, amministratori, imprenditori e insieme formare piccole o grandi lobby per far sviluppare ciascuno il proprio interesse nel proprio settore. E' un circolo vizioso che esiste proprio perchè la politica prevale ancora sull'imprenditoria. Come vedi non sono una cattolica democratica. Sono una credente, sicuramente incompatibile con il "cattolico potere" attuale (ancora per poco) di Castagnetto, dossetti, delrio e ecc....
lettore esterno, facciamo uno scambio come con le figurine: io dò qualche indizio a te e tu a me, sono troppo curiosa di capire il settore della tua provienenza. Allora, io sono una femme e....fatale!:)Scherzi a parte, vivo da 7 anni e mezzo a Scandiano, il lunedì-mercoledì-venerdì sono a Reggio Emilia per ragioni di lavoro, ho un fratello aitante, un canarino con prevalenza sfumature rosse e mi piace la pallavolo. Ciao lettore esterno! Esternissimo!:)
dò qualche indizio anche io. Frequento ogni venerdì il corallo (e cerco di imboscarmi su un divanetto con femme fatale ma non sempre riesco). Sono appassionato anche di musica rap , ho le mutande in plastica rossa come cameo. mi colpisco gli organi genitali con un randello infatti mi chiamano il tafazzi di reggio. poi vorrei essere tanto esterno, magari come te. tu si che sei esterno...
hai letto questo qui che dice di essere lettore esterno? secondo me è uno che la sa lunga e che si è stupito delle cose, evidentemente vere, che abbiamo scritto.
pungente come uno spillo... dal tono dev'essere qualcuno -direttamente o indirettamente- parte del sistema-Reggio ingaggiato forse per un caccia alle streghe finalizzata a scovare il colpevole! ahhahah!Mo, qualche indizio ora vado a darglielo va...
tutti i lettori di Reggionelweb e la gentile direttrice per l'intervista. A Mattia Favali: concordo con lei, intendevo che l'associazione è priva di connotazione politica nel senso che non entra nelle dinamiche della competizione politica tra i partiti, ma fa politica nel senso più generale del termine ovvero nella misura in cui interloquisce e prende posizione su temi di interesse sociale, economico e comunque trasversale. Il significato della mia affermazione era questo.
Sono d'accordo anche con jenko: se vogliamo che le nuove generazioni siano preparate al presente e al futuro occorre risolvere i problemi della nostra scuola, dalle elementari sino all'università: saperi e competenze saranno sempre più importanti, nella vita professionale e nella vita in generale, delle persone. Mi ritrovo anche in ciò che dice Flavio. Le aziende tutte , ma soprattutto nel terziario, sono il risultato della cultura e dalla intelligenza di tutti coloro che vi lavorano. L'ambiente di lavoro (luoghi e relazioni) impatta molto sulla prestazione del singolo e alla fine su quello della impresa, per cui bisogna prestarvi molta attenzione. Grazie ancora e un cordiale saluto a tutti.
Grazie per la sua cortese risposta, mi fa piacere che anche lei intenda il concetto del "fare politica" di Confindustria proprio come la intedevo io. E' che lei nella risposta aveva detto che era sia apartitica che apolitica. Comunque ci siamo intesi, grazie davvero.
se chiudete i rubinetti magari è la volta buona che Delrio va a casa. Invece a ogni elezione gli imprenditori foraggio gli uni e gli altri, ma così facendo fanno solo del danno. Porte chisue e Delrio all'aria!
i principi che regolano le poltiiche imprenditoriali, sono di destra, è inutile nasconderci dietro un dito. Che poi Confindustria faccia melina anche a sinistra, questo è un altro discorso. mi dispiace solo per quella politica di sinistra (che poi forse di sinistra vera non ha nulla) che li caga.
Ma bisogna innovare partendo dalla scuola, perchè è lì che si formano principalmente le persone. Se imparano fin da piccoli il valore dell'innovazione, dopo rientra a far parte di un mentalità.
personalmente credo che rispetto a un tempo l'impresa di oggi sia meno umana, sebbene il profitto sia sempre stato l'obittivo principale, io credo che si siano valori più importanti che sono andata via via affievolendosi partendo dalle piccole cose, quali il saluto del "capo" alla mattina verso i diepndenti. Mio nonno mi raccontava ome il suo imprendiore trattasse con lo stesso rispetto dall'uscere al suo braccio destro. Oggi non mi pare sia più così.Almeno nelle realtà da me conosciute da vicino.
scusate, ma qui si discute di un non senso di base. Non possono convivere il concetto di impresa e di umanità. Un po' come il diavolo e l'acqua santa.Svegliaaaaaaaaa!!
Con tutti i rispetti per gli imprendtori, io credo che sia più importante la politica. Non a caso, nei periodi di crisi, la imprese invocano un aiuto dalla politica e non viceversa. E' qui che si vede chi veramente conta.
A me preme che abbia, come Borghi, quella sensibilità umana pensando non solo agli interessi degli imprenditori, ma anche gli interessi dei reggiani. Un po' mi dispiace che Borghi vada via.
mi sono incuriosito, perchè è verissimo, se n senta tanto parlare, ma poi non è ben chiaro cosa sia. Sono andato su wikipedia per leggere anche lì il significato e ho trovato un altrettanta definizione sensata: "Innovazione è cambiamento che genera progresso umano; porta con sé valori e risultati positivi, mai negativi. Il cambiamento che porta peggioramento delle condizioni non è innovazione: è regresso." Ecco, io credo che nel nostro paese manchi poprio l'innovazione su tutti i livelli, a partire da quello politico.: sempre le solite proposte, sempre le solite persone da cinquant'anni, sempre i soliti "format" su tutto. Innoviamo gente, innoviamo!
Condivido molte cose dette e le faccio i complimenti per l'impostazione che tiene come imprenditore perchè si percepisce chiara la sua sensibilità verso chi lavora con lei, cosa non diffusa nel mondo dell'impresa. Mi permetto solo di dire che Confindustria non è apolitica a mio avviso. Apartitica sì, e ci mancherebbe, foraggia da destra a sinistra secondo le realtà locali, quindi non può avere una connotazione specifica. Ma "apolitica" no, è impossibile, già nel momento in cui incide a livello sociale con scelte determinate e nel momento in cui anche solo esprime un'opinione pubblica.