Caso Google, on.Motti: “No alla censura, sì all’anonimato protetto”
L’intervento dell’On. Tiziano Motti (UDC) all’indomani della sentenza del Tribunale di Milano che dichiara responsabili, per attività illecite commesse da terzi, i funzionari di Google: “La capacità di diffusione della Rete, rende particolarmente pregiudizievoli eventuali contenuti illeciti e dovrebbe garantire l'identificazione immediata e certa degli utenti che li caricano”.
ReggioNelWeb.it n. 356 del 2/03/2010
Ritengo che la recente sentenza
del Tribunale di Milano che dichiara penalmente responsabili, per attività
illecite commesse da terzi, i funzionari di Google, ponga la necessità di una
riflessione anche in seno alle Istituzioni europee sull'attribuzione delle
responsabilità relativamente agli eventuali contenuti illeciti caricati in
Rete, si tratti di un motore di ricerca, forum, blog o social network.
Da una parte è innegabile che
gli operatori di Rete si trovino in molti casi nell'impossibilità oggettiva di
poter valutare i contenuti pubblicati in internet, e pertanto una censura
preventiva oltre a rivelarsi impraticabile, porrebbe in discussione la natura
stessa della Rete come luogo di libertà d'espressione.
D'altra parte, la capacità di
diffusione della Rete, rende particolarmente pregiudizievoli eventuali
contenuti illeciti e dovrebbe garantire l'identificazione immediata e certa
degli utenti che li caricano. A tal fine è auspicabile che sia estesa anche ai
motori di ricerca ed ai fornitori in Rete di contenuti la direttiva CE 2006/24
(riguardante la conservazione di dati generati o trattati nell’ambito della
fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di
reti pubbliche di comunicazione).
Personalmente sono
particolarmente favorevole all'istituzione dell'anonimato protetto in Rete, che
consentirebbe l'identificazione preventiva, da parte dei service provider, di
coloro che pubblicano informazioni, immagini e filmati in Rete, garantendone
tuttavia l'anonimato nei confronti degli altri utenti ed assicurando nel
contempo una rapida individuazione da parte dell'autorità giudiziaria nel caso
si verificasse un abuso nell'utilizzo di internet, che deve continuare ad
essere spazio libero e democratico e di rispetto della dignità umana.
L'istituzione dell'anonimato
protetto, tramite cui i dati degli utenti che veicolano contenuti sarebbero
conosciuti unicamente dai gestori del servizio, permetterebbe di liberare
questi ultimi da qualsiasi responsabilità penale, garantendo l'immediata
identificazione degli utenti che commettono illeciti, e assicurando nel
contempo l'anonimato pubblico. In tal modo si allontana la pericolosa deriva
del ricorso alla censura preventiva.
In merito, ho già presentato
un'interrogazione alla Commissione Europea, che ha ottenuto un'apertura al
dialogo da parte della Vice Presidente Reding ed intendo dare seguito ad
iniziative propositive in seno alle Istituzioni europee.
Un fiume di denaro speso a costruirsi l'immagine di politico dotato. Una candidatura dirottata verso il partito UDC a pochi giorni dalla chiusura delle liste. Una venerabile autostima. Bei vestiti, belle auto, belle foto,tanti viaggi, tanti soldi, tanti inconti con uomini famosi e potenti....non so dove trovare un senso a tutto cio'!!!
e appena un anno e al parlamento europeo diamo un po di tempo dovrai aspettare e cosa anno fatto i nostri x cattocomunista da anni anno fatto i cattolici e ora ?
e i xxx cattolici cristiano cosa fanno con i vostri compagni sono affamati e assetati ma ci pensa Consorte e Sacchetti i vostri benefattori i soldi li portano a montecarlo cosi i pvstri politici non hanno problemi di andare a riscuotere come Dalema come Bersani e Fassino e ....
perchè è una davvero tosta , ma certo una tirata alle orecchie sia a livello regionale che comunale all' UDC va fatta.
Pigliarsi in casa Motti , Cuffaro , FIliberto Savoia, è stata una caduta di stile , di buon senso di proporzioni mastodontiche.
in cui vige la libertà assoluta cio in cui fare tutto cio che si vuole
La libertà è sempre realitva alla responsabilità e quindi mai assoluta . Chi gestisce luoghi mediatici e non vigila sulla libertà deve essere rimosso e sanzionato.
il paradiso o per lo meno vivere in modo tale da non gettare le generazioni future in un deserto peggiore di quanto potranno crearselo con le loro mani .
Nell'ottica laica dobbiamo pensare che ogni generazione viene à giudicata prima di tutto dalla storia .
Abituarci a convivere con immagini come quelle in cui si picchiava il disabile , o convivere con apologie di reato di ogni genere che appaiono su internet non contribuisce a fare di questo pianeta un mondo migliore . Chi gestisce il potere , e quello mediatico è il potere piu forte , deve essere prima di tutto responsabile , parola che mi rendo conti in italia è caduta in disuso.
Quindi ben venga la condanna ai dirigenti di google peccato poi che a queste condanne non susseguono i fatti cioè il carcere.
Antitrinarix, sei redicolo ma quardate che in giro ci sono dei peggi come per tanti anni paghiamo la tessera per la CISL ora si candirta ...............un voasrto compagno xxx democristiano .........
peggi, quardate, candirta....ah ah ah Da come scrivi sembra tu sia amico dei due ............... Anche per te lo Zingarelli (che non è un gitano piccolo) farebbe al caso, sapendolo leggere naturalmente. Anche tu sei tra i "peggi" ah ah ah ah lo fai apposta dai! Non puoi scrivere così davvero. ah ah ah ah continua pure sei una new entry da favola. ah ah ah ah.