Fatti e notizie da Reggio Emilia
31 Agosto 2010 n. 379
 
“Basta sprechi: si punti al risparmio energetico”

Intervista al Prof. Maurizio Pallante, uno dei maggiori esperti italiani di risparmio energetico è consulente sia del Ministero dell’Ambiente che del Comune di Reggio. “Con l’efficienza si hanno gli stessi benefici con un grande risparmio e quindi meno spese e meno inquinamento”.

ReggioNelWeb.it n. 207 del 6/02/2007

 

Reggio Nel Web intervista il Prof. Pallante, consulente -per le tematiche sul risparmio energetico- del Ministero dell’Ambiente e del Comune di Reggio Emilia. Per la collaborazione con il nostro Comune percepisce un compenso di 2.500 euro lordi.

 

 

Professore, qual è l’importanza del risparmio energetico? Si parla tanto di fare nuove centrali in Italia ed anche in Emilia Romagna. Ma servono veramente o esiste un'altra strada?

Se noi utilizzassimo bene le fonti energetiche che importiamo e che abbiamo non ci sarebbe bisogno di nuove centrali, anzi, andrebbero chiuse alcune di quelle già esistenti. Oggi la media del rendimento delle centrali italiane è del 38%, cioè sprecano il 62% dell’energia chimica contenuta nei combustibili. Quindi andrebbe prima di tutto aumentata l’efficienza di queste centrali. I cicli combinati hanno una efficienza del 55%, ma la cosa più interessante che si può fare è la micro-cogenerazione diffusa che riesce a sfruttare il potere energetico dei combustibili fino al 97%.

 

Cos’è e come si potrebbe arrivare alla “micro-cogenerazione diffusa”?

Mi spiego con un esempio. Se in tutte le realtà dove c’è bisogno di energia elettrica e calore, penso ad esempio agli ospedali-, al posto delle caldaie venissero messi impianti di co-generazione, con la stessa fonte energetica che oggi si utilizza per fare il riscaldamento si potrebbe produrre anche tutta l’energia elettrica di cui un ospedale ha bisogno e si potrebbe vendere quella in eccesso riversandola sulla rete elettrica.

 

  In tema di energia con molta fatica e tra le resistenze delle varie lobby dei petrolieri e dei costruttori e gestori d’inceneritori, si sta andando verso l’abolizione dei cosiddetti “Cip6” i finanziamenti tramite le nostre bollette della luce per le rinnovabili andati dal ’92 ad oggi a false rinnovabili violando le normative UE.  Cosa comporterebbe una nuova legislazione?

Se verrà approvato il decreto preparato dal Ministro Pecoraro Scanio nel rispetto di diverse normative europee sulle energie rinnovabili ed il divieto di aiuti impropri di Stato, tutti i nuovi inceneritori ad esempio non godrebbero di incentivi andando fuori mercato, in quanto è il metodo di smaltimento più costoso. Fino ad oggi, penso a Regioni come l’Emilia Romagna si è proposto di realizzari inceneritori anche dove si potevano evitare perché questi erano finanziabili tramite le bollette della luce dei cittadini. Nei rifiuti la parte rinnovabile per le norme Ue è solo la parte organica, che ha un rendimento energetico bassissimo, quello che fornisce rendimento energetico agli inceneritori è la plastica che è un derivato dal petrolio è non è rinnovabile. Quindi finanziare la combustione della plastica ed altri materiali inorganici è una truffa.

 

E’ possibile evitare inceneritori? Dopo la raccolta differenziata porta a porta rimane sempre una parte non riciclabile…

Quando feci l’assessore a Rivoli (Torino) dal ’90 al ’95 proposi dopo una raccolta differenziata spinta, un sistema di separazione automatica di tutte le componenti residue e successivi trattamenti di compostaggio e biostabilizzazione, cioè essiccazione naturale dei prodotti. E’ quello che oggi si chiama trattamento meccanico biologico. Il materiale biostabilizzato è inerte e viene ridotto nel volume anche del 50%  senza produrre gli effetti delle combustioni. Non comporta grandi problemi in discariche tanto che oggi si  anche di diverse destinazioni e riutilizzi di questa parte come i “recuperi ambientali”, l’utilizzo nelle costruzioni stradali etc.

 

Torniamo all’energia. Lei è consulente del piano energetico del Comune di Reggio. Può spiegarci con chiarezza di cosa si tratta?

Fino adesso i piani energetici sono stati pensati prevedendo sempre un aumento dei consumi e per trovare sempre qualche soluzione per aumentare l’offerta in conseguenza dell’aumento della domanda. Se partiamo dall’analisi di come usiamo l’energia vediamo che ci sono sprechi altissimi. Bisogna quindi ridurre la domanda attraverso due soluzioni: maggiore efficienza e risparmio energetico. Le due questioni vanno distinte.

 

Come?

La maggiore efficienza sono quelle ristrutturazioni tecnico che ci permettono di aumentare la rendita. Una casa ad buona efficienza energetica consuma 7 litri di gasolio l’anno al metro quadrato per il riscaldamento. Oggi la media italiana è di 20 litri di gasolio metro quadro. Con l’efficienza si hanno gli stessi benefici con un grande risparmio e quindi meno spese e meno inquinamento.

 

Rimane poi il nodo dei comportamenti.

Esatto, e questo rientra nel risparmio energetico. Se fa troppo caldo in casa non vanno aperte le finestre si abbassanno i termosifoni. Se si deve sostituire un elettrodomestico ne va comprato uno ad alto risparmio energetico, in classe A o A+. Se si deve cambiare una lampadina compriamone una ad alta efficienza.  Se si deve far bollire l’acqua della pasta si  mette il coperchio, ed una volta che bolle si mette il gas al minimo perché non serve sprecare altra energia tanto l’acqua bolle ugualmente. Se fa un po’ freddo piuttosto che alzare i termosifoni ci si mette una maglia come fanno nei paesi dei più avanzati paesi del Nord Europa, perché d’inverno ci si mettono le maglie non si sta in maniche corte. Questi comportamenti virtuosi come anche la raccolta differenziata porta a porta evitano sprechi di risorse fondamentali senza per questo diminuire il nostro tenore di vita.

   

m.i.