ReggioNelWeb.it n. 196 del 14/11/2006
Si legge su un quotidiano nazionale dell’8 novembre la dichiarazione esplicita edl Ministro per le Pari Opportunità Pollastrini sulla necessità di arrivare in tempi strettissimi a una legge sui Pacs. Il Ministro sottolinea, parlando a Bologna a l convegno Donne e Media, che intende così” tenere fede lealmente al programma dell’Unione” (!)
E’ doveroso qui sottolineare che molti, tra cui anche il Forum Prov.le delle Associazioni familiari, avevano indicato che la proposta pacs era contenuta a pag 72 del Programma dell’Unione, anche se in termini volutamente ambigui.
Oggi ne abbiamo la conferma esplicita.
Del resto anche la lettera che l’attuale presidente del Consiglio ebbe a scrivere prima delle elezioni politiche ai presidenti di Arcigay e Arcilesbica non lasciavano spazio a dubbi sulla volontà politica di raggingere il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, nello specifico quelle omosessuali.
Certo, oggi una parte dello schieramento politico al potere insiste nell’affermare che questa proposta non è contenuta nel programma. Ma allora cosa dire della dichiarazione esplicita del ministro Pollastrini che arriva come una doccia gelata su tutti i possibili distinguo? E come interpretare il Ministro quando afferma che “il punto di partenza per la legge sarà il programma.’?
Ci sembra ovvia una considerazione: l’avere inserito quelle righe enigmatiche nel programma preelettorale non può che considerarsi come un compromesso, necessario al fine di tenere insieme le diverse anime della coalizione.
Ma allora si torna alle questioni di fondo che interrogano coloro che sono impegnati in politica anche per difendere la loro ispirazione cristiana. Sui temi come vita, famiglia ed educazione non si dovrebbe lasciare adito a possibili equivoci o diverse interpretazioni. Su quei temi i politici che hanno a cuore la cultura e l’esperienza cristiana dovrebbero essere limpidi e non disponibili a compromessi di sorta
Siccome la posta in gioco è molto alta ci auguriamo veramente che l’ala meno radicale dell’Unione abbia la forza politica di far valere le proprie posizioni , chiarendo una volta per tutte e senza ambigue e sibilline dichiarazioni cosa intende fare il Governo sul tema del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto.