ReggioNelWeb.it n. 196 del 14/11/2006
Cara Direttrice,
dopo il sollievo per essere usciti dall’incubo della “nuttata” berlusconiana sono giunti i tempi delle difficoltà e dei problemi del governare, delle delusioni o disillusioni per molti. Difficoltà che, credo, abbiano precise motivazioni.
In primo luogo nell’aver sottovalutato il livello di degrado del Paese, a cominciare dalla situazione della giustizia, con le carceri affollate per le leggi Bossi e Fini sulla droga e l’immigrazione, con i processi ingolfati dalle leggi ad personam, con la magistratura messa sotto scacco perenne; poi allo stato di precarietà dei giovani, alla sostanziale ingiustizia tra chi si è arricchito con evasioni fiscali, condoni e rendite parassitarie e chi fatica ad arrivare a fine mese; infine all’immenso debito pubblico ed agli impegni con l’Europa che ci soffocano.
Tutti fatti che avrebbero dovuto essere raccontati senza retorica ma con sincero realismo ai cittadini.
In secondo luogo hanno giocato i frutti velenosi della legge elettorale, che, oltre a determinare la instabilità del sistema politico, ha prodotto la esaltazione del potere dei partiti, a partire dai più piccoli, con il ricorso al diritto di interdizione e alla ricerca parossistica di protagonismo mediatico.
Infine, il complesso di inferiorità e timidezza che ha contagiato i rappresentanti dell’Unione, nel momento in cui dovevano invece assumere con determinazione e decisione il loro ruolo di vincitori delle ultime elezioni politiche.
Così la madre di tutte le battaglie, come è stata definita questa finanziaria, che ha l’obiettivo ambizioso e difficile di risolvere congiuntamente risanamento, sviluppo ed equità, è diventata l’occasione dell’attacco concentrico da parte di tutti, categorie, corporazioni, enti locali, cittadini al governo ed in particolare a Prodi ed al ministro dell’economia.
Con l’opposizione di centro destra in prima fila, nella lotta al parlamento e in piazza, dimentichi tutti, nel momento in cui denunciano l’emergenza democratica, di avere sempre posto la fiducia in tutte le loro finanziarie su un solo complessivo emendamento che di fatto riscriveva la legge, di avere sempre proposto falsi dati di previsione nella finanza creativa di Tremonti, di avere, loro si, realizzato una politica classista a favore dei più ricchi o degli amici di cordata. In questo dibattito globale che dura da tre mesi, in questo turbinio mediatico di tutti contro tutti, il governo sembra oscurato da quello che Rosy Bindi ha emblematicamente definito come “eclissi solare”, da cui difficilmente si riescono ad intravedere i raggi dell’azione politica. Solo quando, con i primi voti, saranno definiti i punti fermi della legge e della mission che la guida, sarà possibile per i cittadini avere le certezze e la possibilità di un giudizio consapevole.
Così come una completa luce potrà venire dalla consapevolezza che non ci sono altre alternative di maggioranza e di compagine ministeriale e che solo la fiducia reciproca e l’impegno a costruire il nuovo partito democratico, come forza riformatrice e di sostegno alla leadership di Prodi, possono aiutare il paese a rinnovarsi e a crescere nello sviluppo e nella legalità.
E’ con questo spirito e in questa prospettiva che credo giusto muoversi.