ReggioNelWeb.it n. 221 del 15/05/2007
La prima cosa da chiedersi, interrogandosi sull’annosa questione della Moratoria delle esecuzioni, è se questa possa effettivamente servire a qualcosa o se, al contrario, altro non sia che un pezzo di carta utile solo ad essere sventolato davanti alle telecamere (com’è già accaduto, giusto dieci anni fa, con lo Statuto della Corte Penale Internazionale).
La seconda cosa da chiedersi è se i proponenti questa Moratoria sappiano di cosa si parla e non siano dei dilettanti allo sbaraglio che incoscientemente ci lanciano nell’ennesima “carica banzai”.
Terza cosa su cui interrogarsi è se vi siano, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, abbastanza voti per giungere ad un’approvazione senza compromessi.
Quarto problema su cui interrogarsi è se l’approvazione della Moratoria non sia sotto la spada di Damocle del nefasto “emendamento Singapore”.
Infine la quinta domanda che ci dobbiamo porre è se le esecuzioni, che seguiranno i festeggiamenti per la raggiunta Moratoria, serviranno alla causa dell’abolizione della pena di morte in tutto il mondo.