ReggioNelWeb.it n. 221 del 15/05/2007
Tramite la proposta di legge N. 1667 della Commissione Affari istituzionali della Camera, in modo celato perché mascherato con un emendamento, minoranza e maggioranza d’accordo tra loro hanno tentato di far passare l’ennesimo finanziamento pubblico ai partiti.
Il progetto di legge ha come fine quello di spostare il termine previsto per la richiesta di rimborso elettorale che spetta ai partiti all’indomani delle elezioni, consentendo in questo modo a tutte le formazioni politiche di presentare la richiesta in tempo utile.
Uno degli emendamenti a questa legge stabiliva la creazione delle fondazioni politico-culturali.
Queste avrebbero potuto ottenere soldi pubblici e utilizzare personale della pubblica Amministrazione, che sarebbe stato collocato in aspettativa.
Non solo. Se questo personale avesse ricevuto promozioni e aumenti di stipendio da parte delle fondazioni, li avrebbero conservati di diritto al loro rientro nella Pubblica Amministrazione.
Quale era in realtà la vera finalità di questo emendamento?
Da un lato si dice che non è possibile per le fondazioni trasferire denaro al partito di appartenenza. Ma dall’altro gli è consentito trasferire ai partiti beni e servizi. Quella che in termini tecnici viene chiamata partita di giro, per i cittadini, invece, si tradurrebbe in una vera e propria “presa per i fondelli”.
E’ evidente che l'Italia dei Valori é favorevole all’istituto delle fondazioni, ma quando lo scopo è quello di manovrarle per far pagare ai cittadini per l’ennesima volta i costi della politica, vedi i rimborsi elettorali che già fruttano ai partiti valanghe di soldi, l’Italia dei Valori è contraria.
Ecco perché l’Italia dei Valori ha fatto conoscere la vicenda all’opinione pubblica che si è giustamente indignata. Davanti alle proteste dei cittadini e temendo l’impopolarità che ne sarebbe derivata i partiti hanno fatto marcia indietro e dopo aver congelato l’esame della legge per ben due mesi l’emendamento è stato ritirato definitivamente.