Burani Designer Holding: il Governo emani subito un decreto. Di Carla Ruffini e Franco Ferratti (SEL)
ReggioNelWeb.it n. 353 del 9/02/2010
Il rinvio
della decisione del Tribunale di Milano sull'istanza di fallimento di Burani
Designer Holding, la controllante di Mariella Burani Fashion Group, protrae la
situazione di grave incertezza che incombe da mesi sulle sorti del gruppo.
Per
evitare che un ulteriore deterioramento della pesante situazione finanziaria
pregiudichi la continuità dell'azienda, sono urgenti l'immediata convocazione
di un tavolo tra le parti sociali da parte del Governo e l'emanazione di un
decreto per l'attivazione della legge Marzano.
Il
Governo deve nominare senza indugi un commissario ad hoc.
La
situazione di dissesto causata dalle incaute operazioni finanziarie condotte
negli anni scorsi dalla famiglia Burani non deve portare alla liquidazione
dell'azienda nè provocare la perdita di posti di lavoro. La professionalità e
l'occupazione dei 2.000 dipendenti di Cavriago e delle altre aziende del gruppo
devono essere tutelate.
Per
evitare il fallimento, noi invitiamo la proprietà a mantenere fede agli impegni
presi pubblicamente e a versare senza altri ritardi, sui conti di un istituto
creditizio di provata affidabilità, i 60 milioni di euro necessari a
ripristinare il capitale dell'azienda, che da
mesi ha
un patrimonio netto negativo.
Contemporaneamente
ci preme evidenziare i rischi che si potrebbero correre, qualora venissero
scorporate dal gruppo le aziende di Antichi Pellettieri per effetto di un
eventuale accordo con le banche creditrici limitato alla sola divisione
Pelletteria prima dell'emanazione del decreto Marzano. Mariella Burani Fashion
Group, privata delle attività della divisione "Leather", che di fatto
rappresentano oggi il core business del gruppo e il segmento di maggiore
redditività, rischierebbe di trasformarsi in una "bad company"
gravata di debitie senza vere
prospettive di rilancio, con possibili gravi conseguenze per la sopravvivenza
del gruppo stesso. Il rischio "spezzatino", con i prestigiosi marchi
del gruppo facili prede di fondi comuni di investimento e multinazionali della
modache potrebbero non essere
interessate a proseguire l'attività produttiva di uffici e stabilimenti, deve
essere scongiurato".
Franco
Ferretti e Carla Ruffini
Coordinatori Sinistra Ecologia Libertà Reggio
Emilia