La vera storia di Eluana Englaro. Il circolo Maritain organizza un incontro
ReggioNelWeb.it n. 353 del 9/02/2010
il caso
di Eluana è importante per il suo significato simbolico. Da questo punto di
vista è l'analogo del caso creatosi con la breccia di Porta Pia attraverso cui
il 20 settembre 1870 i bersaglieri entrarono nella Roma papalina. Come Porta
Pia è importante non tanto come azione militare quanto come atto simbolico che
ha posto fine al potere temporale dei papi e alla concezione sacrale del potere
politico, così il caso Eluana apre una breccia che pone fine al potere (medico
e religioso) sui corpi delle persone e (soprattutto) alla concezione sacrale
della vita umana. Sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali
implica abbattere una concezione dell'umanità e cambiare l'idea di vita e di
morte ricevuta dalla tradizione millenaria che affonda le radici
nell'ippocratismo e anche prima nella visione dell'homo religiosus, per affermarne
una nuova da costruire.
(Maurizio Mori “Il caso Eluana Englaro. La ‘Porta
Pia’ del vitalismo ippocratico ovvero perché è moralmente giusto sospendere
ogni intervento”, Pendragon, Bologna 2009, pp. 11-12)
Porta
Pia? Cosa c’entra la breccia di Porta Pia col caso Englaro?
Rileggiamo
con attenzione il brano di Maurizio Mori.
Il caso
Eluana, come la breccia di Porta Pia, è un evento simbolicoche pone fine alla
concezione sacrale della vita umana per far retrocedere l’uomo a prima del
cristianesimo, a prima di Ippocrate, a prima dell’homo religiosus per abbattere
una concezione dell’umanità e cambiare l’idea di vita e di morte e affermare
una nuova concezione di umanità, da costruire.
Chi è Maurizio Mori? E’ il presidente della
“Consulta di Bioetica Onlus” (da non confondersi col Comitato Nazionale di
Bioetica), da molti anni consulente del signor Englaro. Beppino Englaro ha
redatto la prefazione del libro di Mori.
La
vicenda Englaro non è solo una storia di sofferenza familiare. E’ anche, e
soprattutto, un’altra storia.
La vera
storia di Eluana Englaro presentazione
del libro “Eluana: i fatti” (ed. Ancora e Avvenire) con gli autori
Lucia
Bellaspiga e Pino Ciociola giornalisti di Avvenire Giovedì 11 febbraio 2010
- ore 21, Sala D’Aragona della Rocca Estense - San Martino in Rio
Martedì 9
febbraio 2010: Sante Messe in suffragio di Eluana Englaro, ore 7.30 – Frati
Cappuccini – San Martino in Rio e ore 19 – Chiesa Parrocchiale – San Martino in
Rio.
Qui invece la questione è eutanasia o non eutanasia. Proprio così il caso Eluana come altri, per fortuna pochi rispetto ai 2700 malati non autosufficienti, servono per aprire un varco verso l'eutanasia. E' Così. Si prendono a riferimento casi estremi per porli all'attenzione del legislatore e dell'opinione pubblica per legiferare in favore della (per modo di dire) dolce morte. E' successo la stessa cosa con il divorzio e l'aborto:il marito in galera ecc..- la vita della madre in pericolo per un parto pericoloso ecc. Poi oggi sappiamo come stanno le cose. Succederà la stessa cosa con l'eutanasia: casi estremi, poi invece una sfilsa di morti procurate nell'interesse di qualcuno che, caso mai, aspetta da tempo di ereditare.
NO basta fandonie cattolici o non cattolici qui si vuole una legge per depenalizzare il reato di procurata morte. IO E TANTI ALTRI COME ME SIAMO PER LA VITA. SEMPRE !!!!!!
Pure io sono perchè lei possa decidere di rimanere in vita sempre comunque sopra tutto e tutti! .La prego si impegni con me perchè i suoi diritti ed i miei siano difesi contro qualsiasi strumentalizzazione ed uso distorto da politici ,media,e ciarlatani,Faccia in modo che le sue volontà ed i suoi diritti vengano rispettati come i miei ,mi lasci decidere se voglio essere lasciato libero di salire al cielo (cosa che posso fare in salute)se la mia malattia non rendesse degna la parola vita per me
Grazie
Da sani si parla in un modo, ma quando gli stessi si trovano in difficoltà nella stragrande maggioranza cambiano idea. Il fatto poi che uno debba essere lasciato libero di decidere di togliersi la vita, purtroppo succede e nessuno può impedirglielo. Diverso è fare una legge che di fatto depenalizzi la procurata morte di una persona mediante l'eutanasia perchè di questo si sta discutendo.
Quella legge riguarda anche me, perchè qualcuno potrebbe decidere al mio posto. Non valgono i discorsi che non è così. E' così come lo dimostrano i fatti: cioè nelle nazioni dove già esiste la legge sull'eutanasia le persone disabili sono terrorizzate dal fatto che un loro congiunto decida per loro,di farla finita. La persona non più in grado di provvedere a se stessa va amata e aiutata. Qui invece si vuole capovolgere tutto: il debole l'indifeso diventa un peso per la società e quindi va eliminato. Osserviamo quanto sta succedendo con i bambini non nati perchè abortiti. E' una vera e propria strage. Stiamo diventando un popolo che ha più cura dei cani e dei gatti che delle persone. Questa è la triste realtà. Tristano si tolga la vita quando le pare ma lasci stare le leggi che alla fine riguardano tutti.
Ma la sua cecità e la sua presunzione non possono sapere del mio stato di salute!!! Non ho mai avuto paura girando con il tesserino AIDO in tasca (DA 29 ANNI)che qualcuno mi rubasse un pezzo di me, perchè ho fiducia in questo mondo e penso che la vita sia un bene che nessuno mi toglie senza il mio assenso,scienza e cosienza La vita ha un valore talmente alto che allo stremo vorrei salvarne o migliorane qualcun'altra
così come desidero che qualcuno salvi la mia se possibile MA VOGLIO SALVA LA VITA NON LA COSCIENZA DEI BENPENSANTI RETORICI
Voglio prendere per buone tutte le sue asserzioni. Poi, guardo una intervista ad un prelato gesuita responsabile di una scuola parificata di Milano e scopro che nessuna di queste scuole parificate (tutte cattoliche con rette esorbitanti) accetta l' iscrizione di bambini disabili. Dove sta l' inghippo? Non credo che ci sia nulla di male nel permettere ad un proprio congiunto, di eseguire le proprie volontà sul fine vita, se impossibilitati a suicidarsi autonomamente, e per questo rischiare sanzioni penali. Se io fossi immobilizzato in un letto, impossibilitato a comunicare e condurre una vita normale e degna di essere definita tale, non vorrei mai obbligare i miei familiari a condividere con me un logorante calvario. Il mio ultimo, più grande gesto d' amore nei loro confronti è quello di togliere il disturbo quanto prima. Lasciando loro, oltre il tempo di salutarmi, il ricordo di ciò che ero in vita. Il terrore dei disabili a cui lei allude, è lo stesso terrore che hanno le persone sane troppo attaccate alle cose materiali e terrene, incapaci di amare se stessi e gli altri pensando che gli altri siano altrettanto squallidamente incapaci di amare. Fatta la legge, se lei vorrà ricorrervi lo potrà fare, ma non può impedire ad altri di decidere autonomamente sul proprio fine vita.
viva i bersaglieri che posero fine-la Provvidenza esiste dai tempi di Ciro-alla vergogna del potere temporale. Come cattolico ringrazio LaMarmora e i suoi benedetti bersaglieri. Avevamo l'occasione di diventare un paese "normale", laico e democratico, stiamo ancora annaspando in compromessi e penose controversie di retro-retroguardia, tipo stare a discutere sul dramma Englaro anzichè approvare un legge europea sul testamento biologico!
dirsi cattolici e inneggiare ai persecutori della Chiesa e al laicismo sabaudo e risorgimentale impregnato di idee massoniche mi sembra lievemente contraddittorio....
probabilmente chi sostiene queste confuse tesi ignora che la laicità (o laicismo, sono la stessa cosa) è un concetto condannato dal magistero costante dei Pontefici durante lunghi secoli in quanto rappresenta il piede di porco per fare della religione un fatto privato e intimistico, negando a Nostro Signore la regalità non solo sulle singole coscienze ma anche su ogni umana agglomerazione.
se vogliamo essere precisi lo Stato italiano nella persona di Lamarmora ha "perseguitato" lo Stato della Chiesa (oggi Vaticano) che con la Chiesa c'entra quanto lo stato d'Israele con l'ebraismo. Per quanto mi attiene-cattolico credente e praticante-del Vaticano mi interessa quanto la Svizzera o il Botswana.
La laicità è un valore (o dovrebbe esserlo) per ogni cattolico, la separazione Dio/Cesare è il fondamento della cittadinanza. O si torna alla teocrazia che tanto condanniamo nell'Islam ma che qualcuno (forse anche lei) sogna...
La Chiesa ha sempre insegnato che la realizzazione dell'ordine divino sulla società è lo Stao confessionale, cioè l'unione ordinata tra Chiesa e Stato. Questo non comporta - occorre precisarlo - nè la confusione tra i due poteri, nè la coercizione delle coscienze. L'equivalenza tra stato confessionale e stato totalitario o intollerante è uno slogan fabbricato ad hoc da potenti organizzazioni laiciste per liquidare un principio "fastidioso" senza nemmeno darsi la pena di prenderlo in considerazione. Il principio dello Stato confessionale non è una superata tesi teologica, ma una verità che si fonda sopra due premesse rivelate: che la vera religione non può essere che una ed unica e che questa è esclusivamente la cattolica. A questa premessa si aggiunge un principio di ordine razionale, ossia che il diritto si connette ontologicamente soltanto con la verità, dovendosi concludere che non si può sostenere in linea di tesi la laicità dello Stato e la sua separazione dalla Chiesa.
Un pò come chiedere all' oste se è buono il suo vino. A me pare un pò egocentrica come impostazione dottrinale e mi chiedo:1) Come fanno gli altri Stati laici? Ma la Chiesa Cattolica si è mai chiesta come sarebbe l' Italia ed il mondo senza di essa? In fondo Dio è grande e potrebbe tranquillamente fare a meno di essa, per raggiungere i suoi scopi. E' sufficiente parlare con alcuni preti di strada o missionari del terzo mondo per capire quale è la loro opinione sullo Stato Vaticano, l' autorità ecclesiastica e le gerarchie vaticane. Infine, non riesco a capire se nel suo nick ci sia una kappa di troppo oppure se ne manca una. Questo aiuterebbe a capire molte cose del suo pensiero.
Oh, Dio mio! (E' il caso di dirlo!) Stato confessionale! Ho iniziato questo scambio ringraziando la memoria di La Marmora, ora devo ringraziare la Rivoluzione Francese! Che Dio la benedica e grazie alla Provvidenza che usa gli strumenti più inaspettati! Verità rivelate???????? Che differenza c'è fra le cose che dice lei e quelle di un Imam integralista? E' fondamentale la laicità dello Stato assoluta e autonomia della Chiesa nel suo ordine. Chiesa non quella cosa che si chiama Vaticano e del quale-come CRISTIANO CATTOLICO-me ne frega 1 cippa.
Non c'è alcuna differenza tra le sue idee e quelle di un liberale laicista o affiliato a qualche loggia. La separazione della Chiesa dallo Stato ha rappresentato la via maestra per perseguitare la Chiesa, progetto ideato dai rivoluzionari francesi e attuato in Italia dagli eroi del cosiddetto risorgimento, i cui nomi compaiono su troppe vie e piazze delle nostre città.
Se le idee che lei sostiene, caro Gianmarco, fossero quelle di un ateo o di un agnostico, nulla da dire. Ma è incomprensibile che a sostenerle sia una persona che si dichiara cristiana e cattolica. Forse si tratta di uno dei troppi credenti che fanno a meno della Chiesa, o, per dirla meglio, di un caso di cattolico adulto...
2. La libertà religiosa è un concetto condannato da tutti i Pontefici fino al Vaticano II. Basti ricordare la condanna di Gregorio XVI del cattolicesimo liberale francese, poi confermata ed estesa da Pio IX nel Sillabo, secondo il quale chi possiede la verità (il cattolico) non ha alcun diritto di abbandonarla per scegliere di professare dottrine infondate. Chi fa questo, impugna la verità rivelata, cosa che il catechismo di san Pio X annovera tra i peccati contro lo Spirito Santo. Il vaticano II, intriso di fermenti liberali e protestanti, ammette la libertà religiosa, affermando così un diritto positivo all'errore, che viene posto sullo stesso piano della verità. Ne discende l'abbandono della dottrina cattolica dei diritti di Cristo, e viene accolto il principio liberale dello stato laico, che accorda i medesimi diritti a tutte le religioni. Lo Stato laico, diviene, così, uno Stato ateo, quale è l'Italia dopo il Concordato del 1984.
In unepoca che vede il tramonto di tutti i miti e di tutti i dogmi, è forse il concilio vaticano secondo l'ultimo rimasto in circolazione?Nessuno ha notato la penosa situazione in cui versa la Chiesa oggi? Ci vorrebbe un po' di realismo per leggere la realtà e di umiltà nel decifrarla.
semai il problema è stato quello di non aver applicato tutto quello che il Comcilio aveva prodotto! La crisi della Chiesa-se così si vuol chiamare-è legata proprio al ritorno indietro rispetto a quello che il Concilio aveva stabilito.
1.I "diritti umani", oggi tanto citati, e che - duole dirlo - sono stati un riferimento ricorrente del pontificato di Giovanni Paolo II, sono un'invenzione che affonda le proprie radici nel pensiero liberalmassonico. Per un cattolico, quello che conta è che siano e rispettati i diritti di Dio, sulle singole coscienze ma anche sugli Stati. Se i diritti di Dio sono rispettati, anche quelli dell'uomo, automaticamente, lo saranno. Ma quando i diritti dell'uomo si contrappongono a quelli di Dio, diventano pretese arroganti e blasfeme. L'aborto, il divorzio, l'eutanasia, il riconoscimento delle unioni omosessuali, che cosa sono se non "diritti umani"? Ma poichè contrastano in modo stridente con i comandi di Dio, si risolvono in fattori di disordine e di danno grave per le società che li riconoscono.
Concordo con il contenuto dell'articolo. Uniamoci nella preghiera, questo è importante. Condivido il parallelo con Porta Pia, nient'affatto azzardato. Le forze che operarono a Porta Pia sono le stesse che hanno prodotto l'infame epilogo della vicenda Englaro: i laici, i liberali, gli agnostici, coloro che ritengono l'uomo padrone del mondo e della propria vita, coloro che con protervia negano Dio e i comandamenti, aizzando l'uomo a ribellarsi a Dio e considerando la religione un sottoprodotto fruibile da spiriti infantili e impressionabili.
Occorre continuare a pregare affinchè la legislazione italiana non recepisca idee di morte, secondo le quali chiunque può essere tranquillamente rottamato quando non più efficiente e quindi socialmente inutile.
...molto meglio disporre delle vite altrui per liberare Città Sante, o bruciare sul rogo streghe e Templari, oppure chi si azzarda ad insinuare che la terra è rotonda invece che piatta come l' aveva fatta Dio. Senza le religioni, tutte, il mondo sarebbe un posto migliore. L' uomo sarebbe finalmente libero di gestire ed affrontare con serenità e consapevolezza le proprie paure, piuttosto che interpretarle con l' arroganza religiosa.