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Cai reggiano, eletto nuovo Consiglio, Bizzarri confermato Presidente

Nei giorni scorsi si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche della Sezione di Reggio Emilia del Cai. Il nuovo consiglio, che rimarrà in carica per il triennio 2016-2019, è composto da Massimo Bizzarri, Annamaria Casadonte, Stefano Celestini, Raffaele Cigarini, Carlo Ferrari, Irene Mammi, Giordano Lusuardi, Stefano Ovi, Marco Paterlni, Elio Pelli, Matteo Radighieri. Sono cinque i consiglieri eletti per la prima volta: Casadonte, Mammi, Lusuardi, Ovi e Radighieri. Va sottolineato che un buon numero di consiglieri sono anche istruttori delle Scuole di alpinismo e di escursionismo. Il nuovo consiglio si è insediato il 26 aprile per la nomina del presidente e del vicepresidente. Nelle due cariche sono stati riconfermati rispettivamente Massimo Bizzarri ed Elio Pelli. Il Consiglio ha quindi riconfermato come tesoriere Giovanni Catellani, e come segretario Erminio Fontani.

“Dopo le elezioni del nuovo consiglio direttivo - commenta Massimo Bizzarri, avvocato di Rubiera – con la mia riconferma alla presidenza e di Elio Pelli alla vicepresidenza, penso di poter affermare che il prossimo triennio sarà all’insegna della prosecuzione della grande mole di lavoro iniziata. Saremo quindi sempre più sul territorio, primi attori di tutti quegli eventi culturali, scientifici e promozionali che toccano nel concreto la nostra realtà locale. Continueremo nei contatti con gli enti istituzionali (Comuni e Parco) per stipulare convenzioni e così segnare e manutenere i sentieri, silenziosi ma efficacissimi elementi di promozione dell’Appennino e per coordinare e programmare con questi enti attività sul loro territorio. Continueremo nel proselitismo tra i giovani con l’attività dell’Alpinismo Giovanile, delle nostre palestre di arrampicata e con incontri nelle scuole. A livello culturale siamo sempre alla ricerca di nuovi e stimolanti obiettivi: parteciperemo ai prossimi scavi archeologici a Canossa, organizzeremo serate pubbliche su temi come la tutela dell’ambiente, la flora e la fauna locale, la fotografia, l’analisi e lo studio di personalità che hanno portato lustro alla nostra provincia.

Un indirizzo che ereditiamo dal precedente mandato è poi quello di cercare una sede più grande, con un numero maggiore di sale per poter svolgere in contemporanea più attività e, perché no, per crearci una palestra didattica interna. Insomma, anche per i prossimi tre anni, oltre ovviamente ad interagire sempre più con le altre sezioni Cai, con cui abbiamo già iniziato a collaborare portando sui sentieri e sui siti d’interesse storico della nostra montagna numerosi soci”.

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