Due decenni sono ormai passati da quel 10 maggio 1996, quando si diffuse in diocesi la notizia dell’improvvisa morte di don Luigi Guglielmi, direttore della Caritas diocesana, fondatore dell’Istituto diocesani di musica e liturgia – oggi intitolato al suo nome -, parroco di Castellazzo e Roncadella.
A neppure 51 anni don Gigi, come lo chiamavamo e a cui in tanti siamo ancora debitori dell’amicizia e dell’esempio di intenso servizio alla comunità ecclesiale, si spegneva dopo aver “consumato”- questo il termine appropriato - la sua generosa esistenza al servizio della Chiesa e dei fratelli. Pochi giorni prima, il 29 aprile, aveva guidato i canti nella solenne celebrazione del IV centenario del Primo Miracolo della Beata Vergine della Ghiara. I suoi funerali celebrati in duomo dal vescovo Paolo Gibertini, che nel 1992 gli aveva affidato la guida della Caritas, furono un momento di grande mestizia, ma anche di riconoscenza al Signore per il dono che con don Gigi aveva fatto non solo a Reggio, ma anche al Rwanda e all’Albania dove fece arrivare “il frutto del cuore dei reggiani”. Don Guglielmi, sottolineò ancora il vescovo Paolo, si fece diffusore dell’amore di Cristo; ebbe passione per le cose di Dio; non lesinò le sue energie; si conformò alla passione di Cristo, pronto a dare la propria vita per gli altri; promosse la solidarietà.
Don Luigi, nato il 29 settembre 1945 a Borzano di Albinea, venne ordinato sacerdote dal vescovo Gilberto Baroni il 29 giugno 1969 assieme al fratello padre Tiziano, scomparso a soli 35 anni in un incidente aereo in Rwanda, dove era missionario. E proprio nel nome del fratello, don Gigi diede vita al “Gruppo Rwanda padre Tiziano”, che ha costruito a Kigali un centro di sanità e un complesso scolastico, dove ogni anno operano tanti volontari.
Don Gigi si fece promotore della presenza della Caritas reggiana a Scutari in Albania, dove venne colpito da un colpo d’arma da fuoco sparatogli da un giovane a cui poi perdonò; il proiettile però non si poté estrarre e lo portò conficcato nel suo corpo fino nella bara. C’è una foto che documenta l’abbraccio di don Luigi con il feritore, una scena che ricorda l’incontro tra Giovanni Paolo II e Alì Agca.
Don Guglielmi è stato anche curato in Santo Stefano, cappellano a Villa delle Rose, insegnante di religione all’Istituto San Vincenzo, assistente diocesano dell’ACR; ha svolto servizio pastorale nella parrocchia “reggiana” della Magliana a Roma.
La sua profonda passione per la musica sacra - per cinque anni è stato a Roma come studente al Collegio Capranica diplomandosi in musica per la liturgia presso il Pontificio Ateneo di musica sacra - lo ha portato ad innovare in diocesi il canto liturgico; lui stesso ha composto le musiche di vari canti, tra cui le litanie dei Santi.
Nel suo testamento spirituale ha lasciato scritto: “Pur nella coscienza dei miei limiti, posso dire di aver avuto tutto. Veramente il Signore è stato generoso. La mia risposta non lo è sempre stata in uguale misura, ma confido, ora che mi trovo al suo cospetto, in quella misericordia che mi sono sempre sforzato di accogliere e di annunciare. Ho cercato di vivere anch’io distaccato dalle cose, pur avendo tutto il necessario per il mio ministero. Posso dire ancora qualcosa ai cristiani delle comunità che ho servito, ai giovani soprattutto: il coraggio di scelte generose che li spinga a non temere di perdere qualcosa per il Signore, perché c’è tutto da guadagnare”.
Martedì 10 maggio in cattedrale alle ore 21 don Gigi sarà ricordato - a vent’anni dalla morte - nella solenne concelebrazione eucaristica che il vescovo Massimo Camisasca presiederà in occasione del giubileo degli operatori della carità e degli animatori della liturgia nell’Anno Santo della Misericordia.
Giuseppe Adriano Rossi
Nelle foto: don Vittorio Chiari (a sx) e don Luigi Guglielmi (a dx) nella sede della Caritas; seconda foto: Il vescovo Gibertini con don Guglielmi nella chiesa di Roncadella






