Lo ha detto Mirca Carletti, sindaca di San Polo, durante la celebrazione della festa dei lavoratori che ha visto protagonisti cinquanta trattoristi della val d’Enza che hanno sfilato per le vie del centro.
New Hollland, John Deere, ma anche Oto Melara a tre ruote del 1950, e vecchi Ford o Landini a testa calda, guidati sia da giovani che da anziani, da uomini e da donne, accomunati da una grande unica passione: il trattore, che è simbolo del lavoro nei campi e sintesi di due eccellenze della nostra terra, l’agricoltura e la meccanica” ha sottolineato Matteo Alberini dello Spi Cgil.
“Considero come impegno civico anche questo modo particolare di festeggiare il 1° Maggio a San Polo – ha aggiunto Alberini – Mi è captiato di vedere foto di feste dei lavoratori degli anni Cinquanta che a Reggio sfilavano con i mezzi agricoli, con l’orgoglio per il lavoro fatto bene, per il lavoro che produce libertà e dignità, come qui oggi”.
“Il 1° maggio rimane una giornata di festa ma anche di denuncia e di mobilitazione per il pericolo nuovo che in questi anni di crisi economica ha favorito le organizzazioni criminali che anche da noi si stanno impadronendo di ampie fette di mercato tradizionale come ha reso evidente l’inchiesta Aemilia”.
“Se manca il lavoro la dignità della persona viene ferita – ha detto Mirca Carletti – gli ultimi dati Istat confermano l’avvio della ripresa dell’occupazione, la tendenza è finalmente positiva ma la percentuale di disoccupazione resta ancora troppo alta. La rinascita del Paese non può che ripartire dal lavoro e il coinvolgimento dei giovani è fondamentale. Chiediamo al governo equità sociale e di ridurre le aree di rendita, di privilegio e di dare un’accelerazione potente alla lotta contro la corruzione”.
Sul palco anche Ivo Mareggini, presidente dell’Auser, Mario Salsi della Cisl, e Ivan Pedretti, segretario Spi Cgil San Polo.
Organizzatore dei trattoristi è Ferruccio Mareggini, 75 anni, agricoltore in pensione, che ha guidato un Oto Melara del 1952. “Ogni anno chiamo una quarantina di trattoristi – spiega – ma ne arrivano sempre molti di più. Tutti partecipano con passione a questa sfilata”.
Tra i trattoristi anche Avellina Fioletti di Piazzola, operaia e contadina che, terminate le ore in fabbrica, sale sul trattore per lavorare la sua terra.
La festa è proseguita con il pranzo al Tempio del Luppolo.
La festa dei alvoratori a San Polo coincide con la fiera che anche quest’anno ha proposto varie leccornie: dall’aceto balsamico tradizionale alla birra più buona del mondo di Eisingen cittadina tedesca gemellata con San Polo.
Daniela Salati






