16/9/2015. Nei giorni scorsi il Consiglio Comunale di Reggio Emilia ha votato sulle utenze dei residenti in Via Turri, utenze che mesi fa furono staccate. La scelta del Comune balzò alle cronache nazionali e ne seguirono diverse polemiche, in primis dovute al fatto che da un giorno all’altro si lasciavano senza riscaldamento e acqua calda anziani, bambini, e anche residenti che avevano sempre pagato regolarmente le utenze.
Fra i primi cittadini che volontariamente decisero di aiutare in modo concreto i residenti di via Turri -pur non abitando in zona stazione- ci fu Khadija Lamami, brillante ragazza nata in Marocco approdata a Reggio Emilia all’età di 3 anni. Oggi è anche cittadina italiana e lavora in un’importante azienda locale.
“Non dimentico quanto questa comunità ci ha aiutati quando venimmo qui dal Marocco, quindi per me è naturale oggi dare una mano a chi ne ha bisogno” disse il giorno in cui vide sofferenza e sconforto negli occhi di diverse famiglie costrette da quel giorno a una doccia gelata . Khadija fin da subito lanciò l’iniziativa “A.A.A. doccia calda offresi”che abbe un forte successo anche nei social network grazie al gruppo Facebook che creò. Oltre alla doccia calda di casa sua, coordina i cittadini che offrono generosamente la propria doccia con acqua calda ai residenti di via Turri che oggi ne sono privi.
ReggioNelWeb l’ha intervistata.
Khadija, da quando il Comune ha deciso di staccare le utenze in via Turri, lei si è adoperata subito per offrire una doccia calda a chi ne aveva bisogno. Come sta procedendo l’ iniziativa?
Ogni tanto ospito ancora una signora che assieme a suo figlio di 5 anni ha accettato da subito il mio aiuto: è separata e l’ex marito non la sostiene in nulla. Da aprile hanno usufruito della mia doccia, una coppia di coniugi e una signora anziana, che mi ha detto “Sembra come quando si era in guerra, ci si aiutava tra persone” questo mi ha commosso ed incoraggiato ad andare avanti. La guerra è finita 70 anni fa e Reggio Emilia non può permettersi, proprio per essere sopravvissuta ad un certo passato, che si verifichino queste situazioni di degrado civile.
Ci sono stati politici e amministratori che in questi mesi a suo avviso sono stati vicini a quei residenti di via Turri?
A me non risulta nessuno incontro diretto con i cittadini residenti dal civico 29 al 47 che sono alcune delle palazzine interessate dai distacchi. Vecchi ha raccontato di aver passeggiato tra la mezzanotte e l’una per Via Turri 3 o 4 volte, lo ha fatto in un incontro pubblico tenutosi a giugno per incontrare in Via Eritrea, nella sede del dopo lavoro ferroviario, solo alcuni cittadini della zona stazione per proporre loro il “Contratto sulla sicurezza”. Il nostro Sindaco dovrebbe andarci di giorno in Via Turri, ma le sue uniche dichiarazioni sono state a mezzo stampa “Tutti furbetti in Via Turri, devono pagare senza protestare”. La maggior parte dei residenti di via Turri sono stranieri… forse è perché non votano che non contano.
Lunedì il Consiglio Comunale ha votato sulle politiche da attuare, ma di riallacciare le utenze non se ne parla. Lei cosa ne pensa?
Innanzitutto credo sia una vera ingiustizia è una atteggiamento oltre che totalmente carente di prospettiva anche anticostituzionale, in questo modo si lede il diritto alla salute dei cittadini, donne in gravidanza, bambini e anziani. Non si tiene conto che così si possono aggravare ulteriormente situazioni precarie. Inoltre credo sia un occasione sprecata per l’Amministrazione, riallaccio vuole dire anche riattivare la fiducia dei cittadini.
Chi ci guadagna da questa vicenda?
I veri furbetti, quelli che non hanno mai pagato ed anche certi amministratori di condominio che invece di tutelare i condomini hanno trovato un modo per lucrare.
Chi ci rimette?
Le tante persone per bene che ci abitano e che hanno sempre pagato, ma ci perde, mi ripeto anche l’Amministrazione comunale. Quartieri un tempo malfamati sono diventati, in tante città europee, quartieri chic molto ambiti. Manca lungimiranza.
Cosa ancora è possibile fare?
Riprendere il dialogo con tutti i residenti della zona stazione, non solo quelli delle 4 vie indicate nel Contratto sulla sicurezza Via Alai, Mons. Tondelli e IV Novembre. Tirare fuori da qualche cassetto in Comune i progetti commissionati, quindi anche pagati, datati 2014 per la riqualificazione del quartiere.
A volte lei ha parlato di rischio per quei giovani, figli di immigrati, cresciuti in situazioni particolarmente disagiate che, presa coscienza della emarginazione, si ribellano violentemente come è avvenuto in anni recenti in Francia. C’è un rischio banlieue anche nella zona stazione di Reggio Emilia?
Il caso della Francia è emblematico, l’allora Presidente Sakozy ha offeso i “beur” resisi attori, nel 2005 della della violenza urbana a Parigi, non ci ha parlato, dopo qualche anno sono diventati gli attentatori di Charlie Hebdo e messo l’intera Parigi in assetto anti-terrorismo. Via Turri lo è già una banlieue, ma non ha ancora raggiunto il suo massimo che si potrà esprimere nell’aumento di episodi di criminalità. E’ arcinoto che le Istituzioni che abbandonano un territorio, queste, le stanno consegnando direttamente nelle mani di chi le gestirà per i propri interessi criminali. I bambini e gli adolescenti imparano quello che vivono e da grandi si ricorderanno di essere stati emarginati, disumanizzati e demonizzati. Cosa ci restituiranno quando diventeranno adulti?
Lei è da poco rientrata da un campo di accoglienza profughi a Palermo. Che realtà ha incontrato e cosa la spinge ad impegnarsi gratuitamente per i migranti?
Già lo scorso anno sono stata presso la Caritas Diocesana di Palermo che appunto dal 2014 è diventata una tra le città di primo approdo dei migranti salvati dal mare durante le tragiche traversate di quello che oggi è il confine più pericoloso del mondo. Ho trovato nei Palermitani un umanità non comune. Cosa mi ha spinto? Da bambina quando assieme alla mia famiglia sono arrivata in Italia, molti anni fa oramai, sono stata accolta bene e oggi sento il dovere di restituire quanto ricevuto alla mia communità, ecco perché temo molto per i bambini di Via Turri.
Marina Bortolani
@reggionelweb








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Sinistra democratica 5 mesi, 1 settimana fa.