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Il valore delle filiere culturali e creative della provincia di Reggio Emilia vale 640 milioni di euro

Vale quasi 640 milioni di euro il valore aggiunto prodotto dalle filiere culturali e creative in provincia di Reggio Emilia e, con la propria capacità di produrre valore economico, contribuiscono al Pil provinciale con una quota pari al 4,2% del totale.

A rilevarlo è la Camera di Commercio, proprio nei giorni in cui è in corso Fotografia Europea 2016, rilevante evento culturale cui lo stesso Ente camerale ha assicurato un contributo.

A creare un così rilevante valore concorrono con oltre 344 milioni, cioè per oltre la metà del totale prodotto, le industrie creative: architettura, comunicazione e branding, design e made in Italy. Ammonta poi a 262 milioni – prosegue l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia su dati Fondazione Symbola-Unioncamere – il contributo delle industrie culturali, che comprendono attività quali l’editoria, la musica, il cinema, la radio‐televisione, i videogiochi e software. Il valore aggiunto prodotto dal patrimonio storico-artistico raggiunge quasi i 28 milioni, mentre per le attività di performing arts ed intrattenimento il valore si aggira sui 6 milioni di euro.

Dal punto di vista dell’occupazione, la produzione culturale e creativa impiega, a livello provinciale, circa 11.600 persone, pari al 4,7% degli occupati reggiani. All’interno del settore, la maggiore capacità di assorbimento occupazionale viene dalle industrie creative con il 54,7%, seguite dalle industrie culturali con il 38,5%. Le arti visive e lo spettacolo dal vivo assorbono soltanto il 6,8% degli occupati in totale

Relativamente alla struttura del sistema produttivo culturale, sono poco più di 3.300 le imprese della provincia di Reggio Emilia che svolgono attività in ambito culturale e creativo, quasi il 6% del totale delle aziende reggiane.

Quasi 1.300 imprese, cioè quattro aziende su dieci dell’intera filiera, appartengono all’artigianato. Sono in particolare attività che riguardano la sfera creativa pur mantenendo un’organizzazione industriale come, ad esempio, le imprese del made in Italy - lavorazioni artistiche o inerenti al sistema moda (576 imprese) - ma anche di comunicazione (75) e di design (137); non mancano artigiani che si dedicano all’editoria (196 aziende) o ad attività inerenti la produzioni cinematografica, di video e di programmi televisivi (209), oppure alla produzione di software e di videogiochi (84).

Il 14,4% degli oltre 3.300 insediamenti del sistema produttivo culturale della provincia di Reggio Emilia sono imprese femminili. Le imprenditrici svolgono prevalentemente attività nell’artigianato (145 imprese), nell’editoria (103), nella comunicazione e branding (60), nel design (51) e nelle rappresentazioni artistiche e di intrattenimento (43).

Non manca, fra le imprese della filiera creativo-culturale, la componente giovanile: oltre 200 aziende, il 6,3% del totale imprese del settore, sono imprese nelle quali è prevalente la partecipazione di persone di età inferiore ai 35 anni. Sono inoltre 150 (il 4,5% del totale) le imprese straniere in cui, cioè, è prevalente la componente non italiana.

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