Si è svolta questa mattina presso la sala stampa di Montecitorio la conferenza stampa “Giocatori d’azzardo patologici e servizi bancari”, organizzata dall’Intergruppo Parlamentare “Non è un gioco”.
Oltre all’On. Lorenzo Basso, promotore dell’Intergruppo Parlamentare sui temi dell’azzardo, sono intervenuti Eugenio Garavini, Vice Direttore Generale Vicario di BPER Banca, Matteo Iori, dell’Associazione Centro Sociale Papa Giovanni XXIII e Don Armando Zappolini della Campagna contro il gioco d’azzardo “Mettiamoci in gioco”.
Nel corso della conferenza stampa sono stati forniti ragguagli sull’ultima iniziativa assunta da BPER Banca, il Vademecum Giocatori d’azzardo patologici e servizi bancari.
Il Vademecum “Giocatori d’azzardo patologici e servizi bancari”, una novità assoluta a livello nazionale, ha lo scopo di informare i familiari del giocatore patologico sui principali servizi bancari e sui comportamenti che possono consentire di tutelarsi nel rispetto della normativa vigente, del diritto alla riservatezza e del segreto bancario. I familiari di chi è affetto da gioco d’azzardo patologico, infatti, hanno il problema di controllare e contenere i comportamenti di spesa dei loro cari e il Vademecum vuole essere un prezioso supporto in tal senso.
Perché questo vademecum è uno strumento così importante?
L’Associazione Onlus che presiedo, il “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII” di Reggio Emilia -spiega Matteo Iori- , dal 2000 gestisce interventi di aiuto e trattamento per giocatori d’azzardo patologici. Ne abbiamo avuti in trattamento 904, ma le richieste di aiuto sono state ben di più: 1578. “Anche come presidente del CONAGGA (Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo), vedo la stessa cosa: il nostro coordinamento raccoglie Enti diffusi su tutto il territorio nazionale (da Reggio Calabria a Bolzano) e abbiamo avuto in trattamento 3957 giocatori patologici, ma le richieste di aiuto anche in questo caso sono state quasi il doppio: 7560. La differenza fra il numero di coloro che sono venuti in trattamento e coloro che hanno chiesto aiuto molto spesso è rappresentata da famigliari; mogli, figli, genitori, che si ritrovano un giocatore patologico in casa e che non sanno come approcciare il problema.
Generalmente il giocatore non riconosce neppure il problema oppure lo riconosce ma semplicemente non ha la forza per fermarsi. Il giocatore, in preda alla patologia da gioco d’azzardo, sente fortissimo l’impulso di recuperare più soldi possibili per poter continuare a giocare fino a quando non arrivi la grande vincita che è convinto di meritare, e solo dopo restituirà i soldi che ha preso e sistemerà i propri debiti. Per finanziare il suo gioco è disposto a mentire, imbrogliare, usare stratagemmi, anche e prima di tutto con la propria famiglia.
Non è mai facile dare i consigli giusti ad un familiare che chiede aiuto, né parlare di cose complesse come il denaro e la sua gestione. E’ proprio in questo momento che una cosa come il vademecum diventa uno strumento utilissimo per aiutare le persone e riuscire a mettere sullo sfondo un problema molto vasto e disarmante (la dipendenza da gioco e la relazione col proprio caro) e concentrarsi sulle azioni pratiche che si possono cominciare a mettere in atto. La relazione col giocatore è molto importante ma lo è altrettanto aiutare il famigliare a tutelare il proprio patrimonio, a limitare i danni, ed evitare che ciò che rappresenta una vita di risparmi possa essere dilapidato, venduto o ipotecato, in poco tempo. Nella speranza che, un domani, lo stesso giocatore patologico sia riconoscente di avere avuto una rete di sostegno che si è mossa per arginare i danni. Per questi motivi è utilissimo avere qualche strumento per controllare le operazioni sospette, sapere quali siano i possibili interventi a sostegno della famiglia su bancomat, conto corrente, conto online, assegni, carte di credito, cessione del quinto dello stipendio, fidi, sconfinamenti, rate non pagate, censimento di tutti i debiti, sovraindebitamento, usura, amministrazione di sostegno, ed altro ancora.
Questo è un progetto a cui tengo molto non solo perché ne conosco l’utilità, ma anche perché ne conosco la storia. Nel 2012 iniziai a collaborare con Andrea Cavazzoli, responsabile Responsabilità Sociale Impresa del gruppo bancario BPER, per capire insieme come una banca potesse mettere in atto strategie finalizzate ad aiutare le persone con una dipendenza da gioco d’azzardo.
Il 21 dicembre 2012 mi scrisse che aveva due idee, “proposte che siano eticamente sensate, che siano fattibili e che abbiano dei costi contenuti”. Una riguardava una Sensibilizzazione Interna, ”attraverso la predisposizione di una Circolare di Gruppo che raggiungesse tutti gli uffici e i 1.200 sportelli da Trento ad Agrigento, con un bell’allegato illustrativo-divulgativo”, cosa che avvenne con un nostro lavoro che portò alla realizzazione della Circolare del 10 luglio 2013, un documento di 11 pagine che affrontava le seguenti domande: Cosa succede al denaro se in casa c’è un cliente affetto da Gioco d’azzardo patologico? Come individuare il cliente affetto da questa patologia? Come approcciarlo? Chi deve parlare con il cliente? E cosa deve dirgli? Quali sono le sue possibili reazioni? Dove indirizzarlo per chiedere aiuto?
La seconda riguardava la sensibilizzazione esterna, con l’idea di realizzare un materiale per le famiglie dei clienti con gioco patologico che venisse distribuito dai colleghi delle Filiali di tutt’Italia. E da qui nasce il lavoro che ha portato alla scrittura del Vademecum.
Il 9 marzo 2015 mi ha scritto la sua ultima mail, nella quale mi diceva: “Ciao matteo, Io sto psicologicamente meglio, ho fatto due cicli di chemio, oggi ho iniziato la radiochemio, poi ho altri due cicli di chemio e presumo di finire a giugno. A Dio piacendo spero di uscirne x poter tornare ad occuparmi del mio lavoro che ha come obiettivo quello di aiutare gli altri. Spero che da Lassu’ ne tengano conto…un abbraccio! Andrea”.
A giugno 2015 è morto. Ma Lassù ne hanno tenuto conto… e anche grazie a questo lavoro il suo obiettivo di aiutare gli altri continuerà a lungo nel tempo”.
Il Vademecum da domani (18 maggio) sarà scaricabile gratuitamente dal sito della BPER (area Responsabilità Sociale d’Impresa) e dal sito della Papa Giovanni XXIII (www.libera-mente.org)







