Homepage › Forum › CITTA’ › Casa del Sindaco Vecchi comprata da Macrì e richiesta dimissioni del Ministro De
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100 cittadini reggiani 2 mesi, 3 settimane fa.
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RnWIl fatto è stato portato alla luce oggi dal Carlino Reggio, in un articolo di Sabrina Pigendoli: “Il Sindaco Luca Vecchi vive nella casa acquistata da uno degli arrestati dell’operazione Aemilia. La proprietaria dell’abitazione è la moglie Maria Sergio, ex dirigente del servizio pianificazione e qualità urbana del comune di Reggio dal 2004 al settembre 2014 e attuale dirigente del settore pianificazione territoriale e trasformazioni edilizie del comune di Modena. Il venditore è l’azienda M&F General Service Srl con sede in via Saragat 15/E, il cui amministratore unico e legale rappresentante al momento della compravendita è Francesco Macrì, nato a Crotone 44 anni fa. È la stessa persona che all’alba del 28 gennaio 2015 è finito nel blitz dell’operazione Aemilia: il gip di Bologna ha disposto per lui la misura cautelare degli arresti domiciliari per concorso in reimpiego di beni illeciti in attività lecite con l’aggravante di aver favorito l’associazione mafiosa”.
Nelle ore successive c’è stato un tam tam di dichiarazioni, fino a giungere alla richiesta del Movimento5Stelle che rincalza: “Chiediamo le immediate dimissioni del Ministro Graziano Delrio per l’ennesima prova di gravissima sottovalutazione di un grave fenomeno da parte di un dirigente da lui nominato. Le contestuali dimissioni immediate del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e della consorte, la dirigente all’urbanistica Maria Sergio, colpevoli di aver taciuto alla collettività per un’anno questa grave notizia. Come potevano non sapere? Non sanno da chi acquistano casa?”.
La vicenda potrebbe quindi portare a un pressing di richieste di dimissioni provenienti da altri parti non solo nei confronti del Sindaco e consorte, ma, specialmente, nei confronti del Ministro. Chissà se il premier Renzi coglierà la palla al balzo.
Intanto il Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi si difende diramando il comunicato che pubblichiamo di seguito:
“In riferimento all’acquisto nel 2012 di un’abitazione da parte di mia moglie dalla società M&F General Service srl, rispetto alle notizie di stampa comparse oggi su alcuni quotidiani, esprimo grande tranquillità rispetto ai controlli che svolgemmo, come famiglia, prima dell’acquisto della stessa.
Visto che si fanno domande ritengo opportuno ora che si ascoltino risposte.
Lo sento come esigenza per non piegare il merito della questione a talune strumentalizzazioni in corso sin dalle prime ore, e per il dovere di chiarezza che sempre deriva da un incarico pubblico quale quello di sindaco, dal senso di responsabilità istituzionale e dal rapporto coi miei concittadini.
Ho sempre vissuto a Masone, prima e dopo il matrimonio. Per anni con mia moglie cercammo una nuova soluzione abitativa, optando per restare a vivere a lì, vicino ai miei genitori: questo, ovviamente, restrinse la possibilità di scegliere fra più opzioni. Una volta individuata l’abitazione, ci attivammo subito, ben prima del rogito, per svolgere tutte le possibili verifiche di regolarità sul piano tecnico e amministrativo sulla documentazione presentata in Comune dal costruttore, appurandone la conformità al regolamento edilizio vigente.
Quindi approntammo un livello di verifica di tipo urbanistico. Inoltre, in riferimento al ruolo di mia moglie in qualità di dirigente del Comune di Reggio e al mio, in qualità di consigliere comunale, ponemmo una particolare attenzione a qualsiasi atto potesse avere incrociato la nostra attività, con l’esplicito intendimento di evitare ogni genere di situazione che potesse anche solo lontanamente essere valutata come inopportuna.
Nulla di contrario all’acquisto emerse, in riferimento alla possibilità da parte nostra di acquistare l’abitazione, nessuna questione – lo ripeto – né di irregolarità e nemmeno di inopportunità, alla data del 17 maggio 2012, per cui l’acquisto andò in porto. L’acquisto dell’abitazione avvenne al grezzo perché le condizioni economiche in cui ci trovavamo permettevano questa soluzione.
Noi riteniamo di esserci comportati in modo deontologicamente corretto, con la diligenza del buon padre di famiglia e con il dovuto senso di responsabilità. Proprio lo scrupolo con cui operammo in quel frangente mi fa essere tranquillo.
Non potevamo certo sapere che tre anni dopo l’amministratore della M&F General Service – persona che non conoscevamo, che non frequentavamo, né abbiamo successivamente frequentato – sarebbe stato indagato nell’inchiesta denominata Aemilia: siamo una famiglia come altre, non siamo investigatori e non potevamo prevedere, nel 2012, quanto sarebbe successivamente accaduto, nel 2015.
Come noi tanti altri reggiani onesti sono nella medesima condizione: a ognuno è richiesto di fare il massimo possibile per agire correttamente e con scrupolo.
Pretendere di conoscere il futuro è al di fuori delle facoltà umane.
Da sindaco di Reggio Emilia, dal primo intervento pronunciato in Sala del Tricolore, ho compiuto svariati atti e fatti che dimostrano chiaramente quale impegno stiamo mettendo per combattere le infiltrazioni dei clan nella nostra provincia: dalla costituzione di parte civile dell’Amministrazione comunale nel processo Aemilia, con una richiesta di risarcimenti per 5 milioni di euro a favore della collettività, alla sottoscrizione in Prefettura di un nuovo e più stringente protocollo antimafia che amplia i controlli e le verifiche nei settori edilizio e urbanistico. Nondimeno abbiamo continuato la battaglia contro la diffusione delle sale slot e le sale scommesse, con numerose cause in corso molte delle quali vinte. Abbiamo organizzato assieme ad Avviso Pubblico una serie di azioni interne al Comune sul fronte dell’anticorruzione rivolte ai dipendenti e ai dirigenti, continuando le attività formative nelle scuole, appoggiando l’associazionismo antimafia nella propria attività. L’impegno, istituzionale e personale, sul fronte della legalità da parte mia è sotto gli occhi di tutti.
Questi sono i fatti e le condotte. Nell’ordinamento italiano la responsabilità penale è personale: a nessuno può essere chiesto di rispondere per le ipotesi di reato di qualcun altro.
A chi strumentalmente prova per l’ennesima volta a tirare in ballo le azioni della mia famiglia per gettare ombre sul mio impegno amministrativo e politico ribadisco quanto già affermato in passato: il nostro operato è trasparente. Nessuna allusione o tentativo di gogna piegherà questo fatto. In questa vicenda non c’è una contestazione che sia una contro di noi. Abbiamo agito nel rispetto della legge”.
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Cesare Bellentani e Cinzia RubertelliA distanza di un anno ci siamo ancora una volta svegliati con una bomba, che ci ha portato inquietanti interrogativi sulla legalità a Reggio Emilia.
Il Sindaco di Reggio Emilia Dr Luca Vecchi si troverebbe al centro di una compravendita di una unità immobiliare acquistata da soggetto arrestato nell’inchiesta Aemilia.
Il Sindaco, che un anno fa ebbe modo di dichiarare in Consiglio Comunale che in quel momento gravissimo l’amministrazione era fiera di essere completamente al di fuori da ogni coinvolgimento, risponde di essere completamente all’oscuro di quanto emerso.
A questo punto le domande nascono spontanee:
1) Perché il Sindaco non ha attuato la verifica sulle concessioni edilizie che conducevano alle persone coinvolte nell’inchiesta?
2) Che cosa ha fatto in questi mesi l’assessore Natalia Maramotti, che lunedì ci chiama con un preavviso di 3 giorni a ratificare un regolamento anticorruzione richiesto da ANAC entro il termine tassativo del 31 gennaio 2016?
3) perché la commissione legalità non ha mai attivato azioni specifiche di controllo come richiesto?Politicamente emerge con chiarezza l’inadeguatezza a governare la città di un Sindaco che si dichiara inconsapevole di un acquisto personale importante, nel quale avrebbe quantomeno dovuto mostrare una maggiore cautela, sia prima l’acquisto, sia dopo l’inchiesta.
Auspichiamo che il PD sia coerente con se stesso ed eviti al Comune capoluogo la stessa inutile agonia patita in questi mesi dal Comune di Brescello.
Cesare A. Bellentani – capogruppo Lista Civica Magenta
Cinzia Rubertelli – capogruppo Grande Reggio – Progetto Reggio
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Gianluca Sassi, capogruppo regionale del M5S Emilia-RomagnaLe risposte del sindaco di Reggio Emilia lasciano allibiti. “Non sapevo nulla, mi cade un muro in testa” è una giustificazione inaccettabile per chi oggi ricopre un incarico così importante. Ma dove vive sulla Luna?
Non sa quello che fa sua moglie e da chi acquista una casa? Il nome Macrì era su tutti i giornali un anno fa e sua moglie, Maria Sergio, dirigente all’urbanistica di Reggio Emilia per 10 anni e nominata proprio da Delrio, ha acquistato casa dall’arrestato in Aemilia Francesco Macrì.
Ha acquistato casa, non una caramella. L’unica cosa da fare per Vecchi e Delrio adesso è dimettersi per manifesta incapacità nell’affrontare le infiltrazioni mafiose. Stessa sorte per Maria Sergio. Alla magistratura poi fare eventuali riscontri che non spettano di certo al M5S. Questo ennesimo episodio dimostra come ci sia l’assoluta necessità che la Commissione d’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose, fino ad oggi respinta dal PD, vada fatta al più presto. Basta perdere tempo e arrampicarsi sugli specchi.
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Giuseppe Pagliani capogruppo Forza Italia Reggio EmiliaApprendo dalla stampa che Il Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha comprato la casa da un indagato nell’indagine Aemilia Francesco Macrì .
La notizia appare molto grave anzitutto poiché lo si scopre solo un anno dopo e, soprattutto, poiché lui che è marito della ex dirigente all’Urbanistica al comune di Reggio Emilia Maria Sergio, ha taciuto dell’acquisto della casa per un anno intero.
E’ vergognosa l’ingiustizia da me subita, che grazie al cielo il tribunale del Riesame di Bologna ha ribattezzato come tale, escludendo qualsiasi mia responsabilità.Io sono stato ingiustamente coinvolto in una vicenda assurda non avendo mai governato un solo minuto in questa città e non avendo attribuito neppure un piccolo appalto in tutta la mia vita politica. ho subito una gogna mediatica folle essendo innocente, mentre sindaci ed amministratori speculavano politicamente sulla vicenda Aemilia. Finalmente, messi all’angolo affermano una verità che emerge solo un anno dopo “SE VADO A CENA CON UNA PERSONA E DOPO ANNI SCOPRO CHE E’UN DELINQUENTE NON POSSO FARCI NIENTE”.
Confido che la mia vicenda abbia presto la fine che merita e l’ingiustizia da me subita venga risolta poiché ogni giorno che passa appare più chiara l’assurdità delle accuse a me rivolte.Giuseppe Pagliani capogruppo Forza Italia Reggio Emilia
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Giammaria Manghi, Presidente della Provincia di Reggio EmiliaSiamo di nuovo alla speculazione politica infondata. I fatti reali dimostrano che tanto il sindaco Luca Vecchi quanto il Comune di Reggio Emilia sono in prima linea – insieme a tutte le istituzioni reggiane - nel contrasto ad ogni infiltrazione malavitosa. Dalla costituzione a parte civile al processo Aemilia al recente Protocollo di legalità proprio nel campo dell’edilizia privata e dell’urbanistica, tutto dimostra la correttezza sostanziale e l’impegno antimafia nell’operato del Sindaco e del Comune di Reggio Emilia. Il resto sono speculazioni che confermano, semmai ce ne fosse bisogno, l’indefinibile livello a cui certa politica è capace di scendere pur di cercare qualche consenso in più.
Sono vicino a Luca Vecchi per gli attacchi subiti: a lui confermo la stima di sempre e di lui continuerò ad apprezzare, da un punto di vista sia personale sia istituzionale, l’onestà, la dedizione e l’impegno profuso per la legalità.Giammaria Manghi, Presidente della Provincia di Reggio Emilia
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GiadocontiAttento, Manghi, non faccia troppo il santo. Anche se voi di sx vi ritenete al di sopra di tutto, ogni tanto qualche “marachella” viene a galla, anche se voi siete perfetti nell’insabbiare. Ritenetevi fortunati nell’avere ancora un 30% di coglioni convinti che i coccodrilli volano
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Cittadino di sinistraSig. Manghi lasci stare le speculazioni e tenga il punto sulla sostanza. La maggior parte dei cittadini considera Vecchi un sindaco onesto ma nessuno, mi creda, pensa che, una volta usciti i nomi dei coinvolti nell’inchiesta Aemilia, lui non abbia verificato da chi aveva comprato la casa. Se racconta che non l’ha fatto, giustamente, nessuno ci crede e, notoriamente, un sindaco che racconta cose non credibili diventa poco credibile anche se onesto. Marino qualcosa ha insegnato. Questo, al netto, le assicuro, del dimenarsi dei 5 stelle che propongono un muro contro muro che non porta da nessuna parte e al netto dal coretto un po’ scontato della nomenclatura piddina che non sposta di un millimetro la sostanza del problema.
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RnWMatteo Iori (Papa Giovanni): “Anche chi attacca Vecchi sa che è una persona onesta e lontana anni luce dalla ‘Ndrangheta e dalla collusione”
25 Gen 2016Matteo Iori, Presidente dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, da sempre paladino della lotta contro il gioco d’azzardo e contro l’illegalità, interviene lanciando un amo al Sindaco Vecchi. Lo fa dal suo profilo Facebook: “Mi dispiace profondamente per il caso che si sta montando su Luca Vecchi. Qualche anno fa, quando ho rifatto il bagno di casa mia, ho chiesto un paio di preventivi poi ho scelto l’impresa più conveniente. Non ricordo come si chiamasse ma sicuramente dall’accento erano calabresi. Hanno fatto il lavoro (bene) e li ho regolarmente pagati. Se un domani mi dicessero che uno di loro è indagato per ndrangheta, dovrei forse sentirmi un colluso? Dal mio punto di vista ovviamente no. In un “mondo normale” certamente no.
Ci sono situazioni nelle quali dovrebbe bastare il buon senso, ma soprattutto dovrebbe bastare una competizione politica basata sulle idee e non sulla costante ricerca di qualche trama che possa portare discredito agli avversari. Questo è il lato della politica che non ho mai sopportato, e se lo tollero quando arriva da un partito o da soggetti di cui non ho alcuna stima, mi dispiace profondamente quando arriva da persone che invece giudico intelligenti. Chissà se in politica nel nostro Paese riusciremo mai ad avere un “mondo normale”?”.
Iori in passato ha collaborato con i grillini, con i quali però ci fu un malinteso durante la campagna elettorale delle elezioni amministrative. Ma ricevette le scuse degli stessi e tutto finì con una stretta di mano.
Il risposta al post di Iori è intervenuta anche la grillina Gabriella Blancato che ha postato: “Qualunque cittadino si troverebbe nelle tue stesse condizioni. Ma chi si occupa di urbanistica al comune no. Non poteva non sapere. ..e se anche fosse quando la Sergio fu ascoltata dagli inquirenti poteva dirlo. Avrebbe tacitato qualunque dubbio”.
Immediata la risposta di Iori: “Infatti da quanto ha detto Vecchi prima di acquistare casa hanno fatto tutte le verifiche urbanistiche possibili per sapere se c’erano stati abusi o irregolarità. E non ce n’era nessuna. Dai… Si sta cercando del marcio dove non c’è. E fra l’altro sono certo che anche coloro che lo attaccano sappiano, intimamente, che Vecchi è una persona onesta e lontana anni luce dalla ndrangheta e dalla collusione”.
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antitrinarixBravo Iori un altro passettino verso il posticino in comune. Dopo la debacle dell’ultimo momento elettivo, tenti di sporgerti alla ribalta con i compagni dei compagni.
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ex grillinoi grillini sono dei bamba, solo che diventano pericolosi perchè sono peggio dei leghisti in fatto di ingoranza e incapacità politica. Loro e il loro guro Casagrillo.
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Luca Vecchi, Sindaco di Reggio EmiliaL’intervento del Sindaco Vecchi: “Non piego la schiena davanti alle intimidazioni”
25 Gen 2016Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha svolto oggi in Consiglio comunale una comunicazione riguardo all’acquisto della propria abitazione e al quadro politico che si è delineato a seguito di una vicenda proposta in una maniera che egli stesso ha definito “inqualificabile”.
“Ho disdetto un viaggio in Danimarca, alla Fondazione Lego, a cui dovevo partecipare nell’ambito delle relazioni internazionali di Reggio Children e della nostra città – ha detto il sindaco - per essere qui oggi. Ringrazio le centinaia di persone che mi hanno manifestato solidarietà, in una vicenda inqualificabile, quale quella che è accaduta.
Ci tengo a esserci, per parlare alla città e rispondere alle domande insorte in questi giorni. Lo faccio in modo lineare e trasparente”.
I FATTI - “Ho sempre vissuto a Masone, paese dove sono nato e cresciuto, dove ho abitato dopo il matrimonio, in un appartamento, e dove abitano i miei genitori – ha ricostruito il sindaco - Ho cercato per alcuni anni con mia moglie una soluzione abitativa nuova e definitiva, cercando come comprensibile anche un salto qualitativo, scegliendo però di non allontanarci da lì, per ragioni famigliari. In un paese di un migliaio di anime, le opportunità di scelta non possono essere tante.
“Abbiamo individuato un’abitazione, oggetto di intervento edilizio, che poteva rispondere alle nostre esigenze. Nel 2011 abbiamo contattato l’impresa costruttrice e constatato che quella poteva essere la soluzione giusta per noi.
In considerazione dei ruoli che ricoprivamo - lei quale dirigente comunale ed io quale capogruppo in questo Consiglio comunale – ben prima del rogito abbiamo svolto verifiche puntuali e ulteriori rispetto a quanto si compie di norma in occasione dell’acquisto di una casa. Verifiche di regolarità tecnica e amministrativa, sulla licenza edilizia, su eventuali abusi, sulla storia urbanistica del terreno, constatando che non erano stati compiuti atti urbanistici negli ultimi 10 anni.
“Potemmo appurare che non vi erano irregolarità tecnico-amministrative, né ragioni di inopportunità, per cui decidemmo di acquistare.
“Mi si chiede: perché l’acquisto al grezzo? Semplicemente perché le condizioni economiche in cui ci trovavamo permettevano questa soluzione. Non provengo da una famiglia ricca. Per il nuovo acquisto era necessaria l’alienazione dell’appartamento in cui abitavamo. Decidemmo così per l’acquisto al grezzo, per contenere i costi nell’immediato e poterli sostenere poi in seguito, gradualmente, intervenendo noi in maniera diretta per il completamento dei lavori. L’acquirente fu mia moglie, mentre io ero già titolare dell’appartamento in cui abitavamo.
“Questi sono i fatti rispetto all’acquisto. Si poteva fare di più in termini di controlli? Ero un cittadino, non un investigatore, come tale feci tutte le verifiche legittime in mia possibilità. Non potevo certo immaginare o prevedere quello che è accaduto dopo. E’ chiaro che se avessimo saputo quanto poi è accaduto non avremmo acquistato.
Mi si chiede delle relazioni. Non conoscevamo il costruttore, non lo abbiamo mai frequentato. Dopo l’acquisto, le nostre strade si sono divise, per direzioni diverse.
“Mi si chiede se ‘sapevo o non sapevo’. Certo ho letto gli esiti dell’inchiesta Aemilia, migliaia di pagine. Non ho colto il nome dell’imprenditore, fra i 250 indagati. Comprata l’abitazione, con un atto regolare e con un prezzo congruo, la casa è stata in me derubricata nel momento in cui si è chiuso l’accordo davanti al notaio.
Soprattutto, ho letto quegli esiti non con lo spirito di chi cerca qualcosa per sé, di chi cerca qualcosa che lo riguarda, ma con lo spirito di chi si preoccupa dell’interesse della città, della collettività. E’ lo stesso spirito con cui ogni giorno vengo in Comune senza preoccuparmi di produrre atti legati a un interesse particolare.
“Dagli atti dell’inchiesta ho cercato di capire le relazioni e le connessioni, i territori interessati, le implicazioni dell’economia locale, se il Comune era coinvolto, ho cercato di farmi una dimensione conoscitiva che mi aiutasse a capire quali atti avremmo dovuto iniziare a produrre come Amministrazione nell’interesse generale della comunità.
Nel merito non c’è nulla di eccepibile dal punto di vista giuridico e amministrativo, e c’è pieno rispetto della legalità, piaccia o non piaccia”.
L’ANALISI POLITICA - “Non sono qui a difendere me e la mia famiglia – ha proseguito il sindaco Vecchi - Io sento di dovere parlare alla città intera e fornire informazioni e risposte alle richieste con tranquillità, portando anche un contributo di riflessione politica su come questa vicenda, che mi tocca personalmente ma tocca anche la città intera, possa essere d’aiuto per capire come una comunità possa crescere per combattere la mafia.
“Ho una cultura politica democratica e un alto senso delle istituzioni, mi sento e sono un uomo delle istituzioni. Cioè ogni giorno mi chiedo quale sia il senso profondo delle istituzioni, soprattutto nel momento in cui ci troviamo di fronte a grandi questioni come quello della criminalità.
“Nelle vicende di un Paese – in questo caso l’Italia - ci sono interessi generali, e nella storia di questo Paese ci sono stati momenti in cui le forze politiche hanno deciso di stare insieme per difendere le istituzioni e contrastare, in quegli anni, il terrorismo. Allo stesso modo noi oggi, in questo preciso frangente, dobbiamo avere la chiara consapevolezza che il contrasto alla criminalità organizzata, alle infiltrazioni mafiose, non è esclusiva di qualcuno, né del Centrosinistra né del Movimento 5 Stelle o di Forza Italia… ma è esclusiva degli onesti contro i criminali e voglio pensare allora che un consesso politico che rappresenta i cittadini sappia cogliere la rilevanza storica del momento in cui siamo, sappia distinguere quali sono gli interessi comuni, sappia capire quali sono i momenti in cui lo scontro politico si ferma per condividere temi fondamentali e comuni, perché altrimenti l’incapacità di dare risposte ci porta semplicemente al risultato che i mafiosi stappano lo spumante, nel vedere come discutiamo in questi giorni, e magari corriamo il rischio di non riuscire a dare forza e credibilità alle istituzioni.
Quando si porta il livello dello scontro politico su terreno in cui il discrimine è la presunzione di autocertificarsi a priori di una sorta di superiorità morale, non si approda a nulla.
Nella mia esperienza politica non ho mai portato il livello dello scontro a quel livello, mi sono sempre sforzato di tenerlo nel confine del rispetto delle persone. Se logica politica diventa quella del guardare nel buco serratura, non arriveremo da nessuna parte: le istituzioni sono finite. Ed a pagarne il prezzo non saranno solo vite private, ma intere comunità, incapaci di trovare attraverso le proprie istituzioni il modo per contrastare le mafie.
Si vuole la caccia alle streghe? Si sappia che non sono della partita. Sono per lo stare al merito, per la capacità di capire. La caccia alle streghe non appartiene allo spirito politico di questa città.
Questa città ha la capacità di capire, non è incapace di essere autonoma rispetto a tentativi di speculazione come quelli andati in scena in questi giorni.
LE AZIONI DELLA LEGALITÀ - “In questi 18 mesi di mandato, non siamo stati fermi, perché per noi la lotta alle infiltrazioni mafiose non si fa con un su post o un hashtag, la si fa con regolamenti, con gli atti. E noi abbiamo fatto quegli atti.
Penso ad esempio al Protocollo per la legalità con la Prefettura, un atto che nessuna città ha mai fatto prima. Quel protocollo è rimasto per circa un anno al ministero dell’Interno, perché ci veniva detto che era troppo invasivo rispetto all’edilizia privata. E quel protocollo è arrivato ben prima che esplodesse la vicenda Aemilia. Ci siamo costituiti parte civile al processo, insistendo fin da subito per fare il processo a Reggio, e sono certo che si farà qui, e non escludo che l’Amministrazione comunale venga chiamata a prendere impegni al riguardo.
Abbiamo continuato la battaglia sulle Vlt, a colpi di contenziosi da 30-40mila euro in tribunale, vincendo le cause. Abbiamo sequestrato beni immobili, frutto di abusi, a soggetti implicati nella stessa inchiesta Aemilia. Abbiamo sviluppato percorsi di legalità nelle scuole, e mai abbiamo chiuso la porta alle associazioni antimafia. Abbiamo sottoscritto, tra i pochi Comuni in Italia, la Carta di Avviso pubblico. E andremo avanti ancora: dalla prossima settimana, con la Prefettura, l’assessore Pratissoli lavorerà sul tema delle White list provinciali e produrremo nuovi atti.
Non per questo abbiamo la presunzione di ritenerci superiori. Su questo tema se ci sono ulteriori idee, lo dico a forza alla minoranza, siano proposte. Discutiamone. Il tema è di tutti, la legalità appartiene a tutti, se davvero abbiamo a cuore il bene di questa comunità.
TRASPARENZA E IMPEGNO - “Questa vicenda fa seguito ad altre, che mi hanno coinvolto, e mi sono interrogato sul modo in cui escono certe notizie, sul modo in cui si tenta di metterti addosso un marchio d’infamia e vicinanza alle mafie, dopo che per tutta vita ho agito in modo trasparente, a testa alta.
Si sa tutto della mia vita, dei nostri beni, dell’attività professionale, e sul tema della trasparenza non penso di non aver lavorato.
Abbiamo rispettato la legge, ma se si è deciso di alzare l’asticella questi temi, questo deve valere per tutti.
Cosa dovremmo fare ora? Andare da tutti gli architetti, i geometri, le aziende sane, che magari anche solo incidentalmente hanno avuto a che fare con altre, e dobbiamo dire che si devono sentire in colpa?
Dico questo non per me, ma per la città, una città che non è allo sfascio, non è marcia come si vuol sostenere, ma è fatta di brava gente che sta reagendo e che sta cercando di capire come contrastare questo fenomeno delle infiltrazioni mafiose.
“Una città in cui, però, fino a qualche anno fa, nessuno ci aveva mai detto quello che stava accadendo. La prima è stata il prefetto Antonella De Miro, quando era sindaco Graziano Delrio e presidente della Provincia Sonia Masini. Fino al 2011, nessuno ci ha dato informazioni.
Si è avvertita e realizzata l’esigenza di lavorare insieme nei rispettivi ruoli: Comune, Prefettura, Questura. Tenendo sempre presente un punto fondamentale dello stato di diritto: i profili di responsabilità penale sono personali e hanno attinenza con chi deve rispondere di un presunto illecito. Non altro.
FALSE INTERPRETAZIONI SMENTITE DAI FATTI - “C’è una chiave di lettura che qualcuno ha tentato di portare avanti: una dirigente viene chiamata dalla Procura e sentita come persona informata sui fatti e sembra quasi che sia stata chiamata come indagata. Due persone ricevono una lettera diffamatoria e sembra che siano loro i carnefici. Allora attenzione: chiediamoci cosa è accaduto in questa città.
La precedente Amministrazione di Graziano Delrio è stata quella che ha iniziato a cancellare le volumetrie, le aree edificabili, fin dal 2006, con il nuovo Piano poliennale di attuazione e poi con gli atti successivi, quella che ha fermato impianti: non è stata una stagione in cui con urbanistica si è cercato consenso, al contrario quella è stata stagione dei no.
Lì si sono create le condizioni per fare oggi la Variante in riduzione. Però questo messaggio non passa: i fatti vengono stravolti. E lo dico anche per difendere i dipendenti di questo Comune, che oggi è al di fuori di qualsiasi indagine. Ho dovere di dire che queste persone hanno lavorato con onestà, tenendo alto il valore e l’autorevolezza di questa istituzione. E questo è un altro dato reale.
ATTACCO POLITICO. ILLAZIONI IN STILE MAFIOSO. SCHIENA DIRITTA - “Non mi sfugge che in tutto questo – ha concluso il sindaco - ci sia un attacco politico alle Amministrazioni di centrosinistra che governano il territorio e vorrei dire a chi fa illazioni in stile mafioso che noi sindaci non arretreremo di un passo, che risponderemo colpo su colpo, perché in gioco c’è l’autorevolezza di una classe dirigente e di come diamo risposte a una comunità.
Sul piano personale, infine, credo che ci sia qualcosa di ingiusto nel fatto che una persona sola finisca sulle cronache trattata in modo discriminatorio e quasi razzista, una persona che ha sempre agito con onestà e che ha scelto di lavorare nel Pubblico, che ha sempre agito con spirito di servizio, correttamente e in maniera trasparente. Di mia moglie dico solo questo. Parlano i fatti.
“Io non cerco lo scontro. E’ vero, vengo percepito così: come uno che cerca di mediare; così sono stato cresciuto: nel rispetto delle persone. Però, con molto rispetto, voglio dire una cosa: i miei zii, mi diceva mia nonna, se avessero piegato la schiena, e con loro tanti altri, l’Italia non sarebbe libera e loro sarebbero ancora vivi. Io sono di quella pasta e la schiena non la piego se di mezzo c’è la mia dignità, dei miei familiari e dell’Istituzione che rappresento per tutti i reggiani”.
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liciaTranquilla Alessandra, è il colpo di reni disperato di chi sa di aver perso la faccia, i voti, la credibilità. Non vedi che evitano accuratamente di far emergere il punto saliente che tu invece hai bene evidenziato? In un anno sono stati muti, come dicono in Calabria, nonostante tutti sapessero. E’ il solito giochino, ma il colpo l’hanno subito, e grosso poi.
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ReggioNelWeb
Casa del Sindaco Vecchi, i grillini ricompattano il PD. Ora c’è chi vuole trasparenza su incarichi passati di Vaccari
26 Gen 2016La vicenda viene portata alla luce sabato 23 gennaio da due testate: il Carlino Reggio e il Fatto Quotidiano. L’articolista del Fatto Emiliano Liuzzi, da sempre vicino al Movimento5Stelle, scriveva: “Siamo a Reggio Emilia, una delle Stalingrado dell’Italia che fu, tutta cooperative e Partito, aziende e quattrini. È qui che inizia la nostra storia che ha come protagonisti il responsabile dell’ufficio urbanistica del Comune e il marito, l’attuale sindaco Luca Vecchi, già capogruppo ai tempi del sindaco Graziano Delrio. Una storia che tutto sommato non è neppure complicata: la funzionaria dell’ufficio edilizia, Maria Sergio, acquista la casa per lei e il marito da una società che fa capo a un uomo che sarà poi accusato di concorso di impiego di beni illeciti in attività lecite con l’aggravante di aver favorito l’associazione mafiosa, finito agli arresti per l’inchiesta Aemilia, un intreccio complicato delle cosche ‘ndranghetiste in Emilia Romagna, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia. Inchiesta per la quale anche il ministro Graziano Delrio, già sindaco a Reggio, venne ascoltato come persona informata sui fatti”.
Immediata la replica di Vecchi che, spiegando di aver fatto tutte le verifiche del caso a suo tempo evidenziava inoltre: “Non potevamo certo sapere che tre anni dopo l’amministratore della M&F General Service –persona che non conoscevamo, che non frequentavamo, né abbiamo successivamente frequentato– sarebbe stato indagato nell’inchiesta denominata Aemilia: siamo una famiglia come altre, non siamo investigatori e non potevamo prevedere, nel 2012, quanto sarebbe successivamente accaduto, nel 2015”.
L’occasione è troppo ghiotta e le opposizioni si tuffano a pesce. Giuseppe Pagliani (Forza Italia) paragona il caso del Sindaco al suo “Anch’io, partecipando a quella famosa cena, non potevo sapere che dopo anni qualcuno finiva nell’inchiesta AEmilia”, mentre i grillini chiedendo le dimissioni di Vecchi, della moglie (ndr. che attualmente è Dirigente all’urbanistica presso il Comune di Modena) e del Ministro Delrio in quanto Sindaco quando la moglie di Vecchi era dirigente all’Urbanistica in Comune a Reggio Emilia.
La colpa di Vecchi? Una casa pagata a un prezzo inferiore di mercato? No. Variazioni edilizie particolarmente vantaggiose sulla propria abitazione firmate dalla moglie? No. Un abuso edilizio come accadde con l’ex Direttore generale del Comune durante il Governo Delrio? No.
La colpa di Vecchi è di non aver identificato il nome di Macrì fra circa 300 indagati e arrestati dell’operazione AEmilia, collegandolo alla ditta M&F da cui comprò casa e di non aver informato il popolo.
Se queste sono le gravità delle accuse rivolte al primo cittadino dai grillini, allora Vecchi può dormire sonni tranquilli. Se c’è dell’altro invece, che lo tirino fuori immediatamente per non essere accusati un domani di non aver agito sebbene informati sui fatti (ndr, vicenda Quarto). Far emergere ora quanto accadde due anni fa alle primarie PD, può suonare come un’azione fuori tempo massimo, visto che fu lo stesso ex Assessore Corradini a interessare la Procura attraverso la Digos della telefonata di un poliziotto che disincentivava alcuni stranieri a votarlo, e la cosa finì su tutti i giornali.
Un risultato importante però l’hanno ottenuto i grillini: il PD, da tempo spaccato al proprio interno, si è compattato improvvisamente per difendere il Sindaco da “Attacchi vergognosi, schizzi di merda, metodi Boffo, livelli di bassa politica che non riescono più a entrare nel merito”.
Il Consigliere Comunale PD Gianluca Cantergiani si è ironicamente autodenunciato per aver comprato in passato del latte Parmalat: “Ora non è che mi accusano di aver contributo al crac della Parmalat?”, poi la frecciata sul Capogruppo M5S Vaccari rivolgendosi alla Consigliera Guatteri: “Ma lei lo sa che il suo capogruppo Norberto Vacccari si candidò in Comune per le liste dei DS?”. “No” è stata la risposta.
E ora c’è chi vuole aprire come scatole di tonno tutto sui pentastellati amministratori, compresi incarichi professionali con amministrazioni pubbliche, redditi, case e beni acquistati.
Occhio per occhio, dente per dente.
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Alessandra GuatteriUna precisazione, ieri durante il mio intervento stavo parlando del fatto che il PD rinnegava Corradini e Cantergiani ha fatto la battuta su Vaccari. Il mio no non significava che non lo sapevo, ma al fatto che non sapevo che il PD lo avesse rinnegato (Vaccari).
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Fabrizio MolteniSecondo me bisogna allora concentrarsi sul ruolo della Sergio, su tutti gli atti approvati quando era dirigente sia in provincia che in comune, poi, se si nota qualcosa di strano, farlo emergere. Attaccare Vecchi solo in quanto marito rischia di essere fuorviante.
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un testimone dai palchiMah, non ho capito molto la preciazione della Guatteri, persona che oltretrutto stimo. Io ero presente ieri e quando Cantergiani ha chiesto esplicitamente se sapeva che Vaccari anni fa era candidato nelle liste dei ds, la Guatteri ha detto esplicitamente “no”. Una risposta che non ha nulla a che fare con il suo intervento di cui parla nella precisazione. Colgo l’occasione per dire agli esponenti del movimento cinque stelle che io li ho votati, ma mi aspetterei di più che una semplice richiesta di dimissioni del sindaco (e quindi commissariamento e nuovi costi per i cittadini) solo perchè non ha gridato alla gente che aveva comprato da casa da uno che poi è finito agli arresti dopo 4 anni.
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Cinzia RubertelliOra l’attenzione si focalizza su Maria Sergio e Graziano Delrio
Nella sua scontata arringa difensiva il sindaco Vecchi, poteva risparmiarsi le frasi da libro Cuore, abbiamo sempre avuto ben chiaro che l’acquisto di una casa da un soggetto che si rivela più tardi essere un mafioso, non è un reato.
Certo il Sindaco, oltre a gridare all’onore offeso, poteva spiegare, cosa che si è ben guardato dal fare, perché abbia taciuto per oltre un anno di aver comprato la casa dall’indagato Macrì e ci pare puerile la scusa che gli era sfuggito il nome, con un apparato come quello che lo circonda, che ieri è stato persino distolto dal lavoro per fornire una congrua claque.
Per fare definitiva chiarezza basta che il Sindaco produca i dettagli dell’acquisto, le fatture del completamento dell’opera ed i pagamenti delle stesse, per dimostrare la congruità di prezzo.
Visto che l’ottima giornalista Sabrina Pignedoli pubblica il valore finale della casa di fianco. E’ perché ci siamo resi conto che un problema politico rischiava di essere annegato in un personalismo che abbiamo deciso di ritirare odg ex art. 20.
Questo per dare maggior forza all’accusa politica rivolta alle giunte che hanno governato la città, da ultima quella del ministro Delrio, che vedeva direttrice dell’ufficio urbanistico la dottoressa Sergio moglie dell’attuale Sindaco e Luca Vecchi, per ben dieci anni, capogruppo del Pd.
Per noi nulla è cambiato. Non è credibile che per decenni le mafie abbiano potuto crescere e prosperare senza che chi faceva i piani regolatori, concedeva i permessi e gestiva le infrastrutture ignorasse il tutto, a maggiore ragione, lo ha detto il Sindaco alla stampa, dal momento che ella è stata sentita dalla DDA per la sua conoscenza del mondo imprenditoriale cutrese.
A riprova di ciò ricordiamo che alla prefetto De Miro bastarono alcuni mesi per individuare diverse aziende in odore di mafia. E ricordiamo persino talune interdittive basate unicamente sull’influenza culturale subita dagli imprenditori cutresi. Il Sindaco nella sua lunga difesa poteva ben trovare il tempo per una assunzione di responsabilità politica, sua e del suo partito il Pd, per il sacco edilizio di Reggio, per le frazioni diventate indistinti agglomerati, per i diciottomila appartamenti invenduti, per i trent’anni di politica dello struzzo, per il fallimento delle cooperative e la mancata restituzione dei prestiti soci, risultato finale di una politica basata sullo sfruttamento del territorio senza alcuna prospettiva che non fosse l’arricchimento di pochi a danno di una intera comunità.
Invece ha preferito capovolgere la realtà dimenticando che proprio lui e Delrio hanno praticato una politica urbanistica, poi attuata dalla moglie dirigente, che bloccò i più controllati piani particolareggiati lasciando strada aperta ai piccoli interventi diretti.
Tutto questo il Sindaco e il Pd non potevano non sapere, altrimenti, come dice un noto giornalista sarebbero stati degli allocchi.
Per noi nulla cambia: complici o allocchi non possono guidare una Istituzione.
Auspichiamo che la magistratura bolognese e anche quella reggiana, scavi a fondo nel sottobosco di complicità politiche, burocratiche e professionali che hanno consentito alla mafia di costruire mezza Città, di avere i permessi e di riciclare il danaro.
E’ mai possibile che Reggio sia l’unica Città dove duecento indagati per mafia abbiano potuto compiere i reati a loro contestati, senza alcuna complicità. Il muro del silenzio e diciamolo dell’omertà deve cadere.
Ci aspettiamo invece risposte precise, pronte e rapide alle domande che formuleremo.Cinzia Rubertelli, Capogruppo
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Valeria Montanari (Centro Democratico)Le forti critiche al Sindaco Vecchi riguardanti l’acquisto della propria abitazione sono inopportune e decisamente strumentali.
Centro Democratico di Reggio Emilia esprime la propria solidarietà al sindaco Luca Vecchi, in questi giorni fortemente attaccato dal movimento 5 stelle, assieme alla moglie Maria Sergio, per aver acquistato (nel 2012) la propria abitazione da un costruttore attualmente indagato per reati associativi.
Questa campagna denigratoria è decisamente pretestuosa.
Il mercato edile a Reggio Emilia vedeva (e vede) l’attività di molte imprese costruttrici prevalentemente di origini calabresi; moltissimi reggiani, credo, hanno acquistato da queste imprese non potendo sapere che alcune di queste erano coinvolte in organizzazioni mafiose. Visto il dilagarsi di fenomeni mafiosi, in particolare nel settore dell’edilizia, credo che il Sindaco Vecchi non sia il solo ad aver acquistato, a sua insaputa, da persona che, solo molto dopo, è risultata essere indagata nel processo Aemilia.
Né il fatto che la moglie del Sindaco abbia origini calabresi può autorizzare a supporre che il sindaco Vecchi dovesse sapere. Tale tesi è sicuramente maleodorante, oltre che caratterizzata da qualunquismo razzista e meridionalista.
Centro democratico ha espresso da tempo la propria preoccupazione per il fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata, tant’è che in data 16 gennaio 2012 ha chiesto, con ordine del giorno depositato e approvato in consiglio comunale a Reggio Emilia, a firma del consigliere comunale di Centro Democratico all’epoca in carica, di inserire la richiesta di apposita dichiarazione sulla regolarità antimafia a tutte quelle attività che siano soggette a vigilanza o controllo o concessione da parte dell’amministrazione comunale e a tutte le istanze che siano inoltrate agli uffici di edilizia privata.
Ribadendo la necessità di tenere alta l’attenzione sui fenomeni di infiltrazioni mafiosa e di adottare provvedimenti adeguati per contrastarla, Centro Democratico condanna ogni atteggiamento pretestuoso, a maggior ragione quando tale azione denigratoria colpisce la persona e la propria famiglia.Valeria Montanari, Coordinatrice Provinciale di Centro Democratico Reggio Emilia e Vice Coordinatrice Regionale Centro Democratico E.R.
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K.K.K.“centro democratico”? Sono curioso. Cosa significa per voi la parola: “democratico”? Dare spazio SOLO a chi ragiona come voi? O, forse, danneggiare, magari con false accuse, chi è contrario ai vostri diktat dittatoriali?
Solo una “certa” sinistra può partorire simili …concetti
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Graziano Montanini e Sebastiano Milazzo (Sel)Circolo SEL Berlinguer - Noi stiamo con Luca Vecchi, il sindaco che ha fermato la cementificazione
Esprimiamo la nostra più convinta e piena solidarietà al Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, un uomo onesto che, anche nel discorso tenuto di fronte al Consiglio Comunale, ha confermato come i Reggiani abbiano scelto bene due anni fa quando hanno chiamato a rappresentarli al governo locale una persona “con la schiena dritta”, di forti valori etici e morali. A lui, vittima sua malgrado di una campagna scattata con strano tempismo proprio in coincidenza con le dimissioni di Coffrini da sindaco di Brescello, va tutta la nostra personale stima.
Le persone e le amministrazioni vanno giudicate dagli atti, e non c’è dubbio che il Comune di Reggio Emilia sia all’avanguardia in Italia nel contrasto alla criminalità organizzata, con una serie di provvedimenti (protocolli sulla legalità, costituzione di parte civile del Comune nel processo contro i clan, ecc.) che parlano da soli. La celebrazione del processo Aemilia a Reggio sarà un ulteriore passo avanti in questo senso.
La vicenda della “casa del sindaco” solleva comunque due problemi politici seri.
Innanzitutto quello relativo all’espansione della città dal punto di vista edilizio. Come aderenti al circolo SEL Enrico Berlinguer, rivendichiamo di avere criticato con fermezza già anni fa, con le nostre storie politiche personali, il modello di sviluppo quantitativo che ha caratterizzato Reggio Emilia per quindici anni a partire dagli inizi degli anni ’90. Un modello che non ha solo portato ricchezza, ma che ha anche causato la pesante cementificazione del territorio e la deregulation del mercato del lavoro che ha portato ad iscriversi alla Camera di Commercio di Reggio Emilia, nel momento di maggior espansione edilizia, quasi 14.000 imprese edili (!), e ha favorito indirettamente anche l’infiltrazione di pezzi di malavita organizzata all’interno di una comunità di stimati lavoratori e in grandissima parte sana come quella calabrese. Questo “modello di sviluppo quantitativo” ha dimostrato proprio negli ultimi anni di avere il fiato corto anche sul piano economico, con lo scoppio della bolla edilizia e il crack di alcuni grandi imprese di costruzioni private e cooperative. Con questo modello la politica reggiana, pur avendo fatto grandi passi avanti e dando forti segnali di discontinuità già con le amministrazioni Delrio, non ha fatto ancora completamente i conti.
In secondo luogo, questa vicenda conferma che non si può fare politica mettendo sempre fango nel ventilatore. Il populismo dimostrato da alcuni esponenti politici nazionali del Movimento 5 Stelle, che evidentemente non conoscono Reggio Emilia, non aiuta certo a trasformare in un senso più giusto la nostra società, e anzi, alla fine, intorbidendo ulteriormente le acque e dipingendo la situazione come una notte in cui tutte le vacche sono nere, di fatto mette sullo stesso piano gli amici delle mafie e chi le mafie le combatte.
Graziano Montanini
Sebastiano Milazzo
coordinatori circolo SEL Berlinguer Reggio Emilia-
liciaper favore, Montanini è dipendente comunale…….
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giadocontiLeggo tutti gli attestati di stima nei confronti del sindaco. Guarda caso sono TUTTI firmati da : assessori, cooperatori, dirigenti di varie onlus, partiti cari al sindaco (e ai cittadini che li mantengon), addetti alla “manutenzione” provinciale e regionale, leggo un nome che fa venire i brividi: Prodi. Visto che tanto amate questo personaggio che, con l’appoggio della moglie, ha fatto della politica un comodo e lucroso scranno, tenetevelo ma portatelo lontano da una città che è stanca di essere amministrata da simili persone.
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M5S SenatoRichiesta audizione di Delrio in Commissione Antimafia con tutti ex Sindaci e Assessori urbanistica
27 Gen 2016Nuovo grattacapo per il Ministro Delrio di cui i grillini chiedono l’audizione in Commissione Antimafia tramite il Vicepresidente della commissione stessa On. Luigi Gaetti. L’onorevole pentastellato chiede inoltre di ascoltare anche l’ex sindaco Antonella Spaggiari, gli ex Assessori all’Urbanistica Ugo Ferrari e Angelo Malagoli, l’Ing. Maria Sergio moglie del sindaco e dirigente all’Urbanistica durante la Giunta Delrio e l’ex Assessore Franco Corradini.
Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato dell’Ufficio Stampa del M5S in Senato:
<<Infiltrazioni mafiose a Reggio Emilia. Nella giornata di domani, durante l’Ufficio di Presidenza della Commissione Antimafia proporrò la convocazione del ministro ed ex sindaco Graziano Delrio, del sindaco in carica di Reggio Luca Vecchi e dell’ex primo cittadino Antonella Spaggiari, degli assessori ai lavori pubblici delle passate giunte Ugo Ferrari, Angelo Malagoli, dell’ex assessore alla sicurezza Franco Corradini e della dirigente all’urbanistica di Reggio Emilia nominata dall’attuale ministro dei lavori pubblici, l’ingegnere Maria Sergio. Per chiarire ancora di più il quadro ci sono anche diversi giornalisti che hanno svolto importanti inchieste che sono disponibili ad essere ascoltati. Se necessario per ascoltare tutti, riproporremo una seconda tappa a Reggio Emilia’” Lo spiega Luigi Gaetti , senatore del Movimento 5 Stelle e vice presidente della Commissione antimafia.
CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA- “Dalle inchieste giudiziare di Aemilia ad una serie d’inchieste giornalistiche emerge un quadro inquietante degli ultimi 20 anni di gestione del territorio, con una urbanizzazione forsennata che negli ultimi 20 anni ha portato al “Sacco di Reggio” che ha portato oltre alla distruzione del territorio , al conseguente aumento dell’inquinamento ad avere oggi 18.000 appartamenti sfitti. Politiche sulle quali la ‘ndrangheta le altre mafie si sono inserite a mani basse” spiega Gaetti.
RIFIUTI & INTERCETTAZIONI CHOC- “Da qui la richiesta di poter audire gli ultimi due sindaci e relativi assessori all’urbanistica e la dirigente all’urbanistica Maria Sergio”-spiega Gaetti. “Negli atti di Aemilia in una intercettazione Michele Colacino, uno degli arrestati parla esplicitamente del settore rifiuti con frasi choc come “Con l’Agac pilotavamo tutte le gare” e riferimenti al “Comune di Reggio mi capisci?”.
“Se a questo dato inquietante aggiungiamo il fatto che negli anni sia inquirenti, che giornalisti che forze politiche come il M5S hanno scoperto appalti su appalti dati da Agac, poi Enia ed oggi Iren, le tre municipalizzate di Reggio Emilia a ditte coinvolte in inchieste gravissime il quadro è più che allarmante”.
“Qualche esempio, nel settore rifiuti si parla di appalti a società coinvolte in indagini come la Ciampà nella discarica di Poiatica (2002), alla Lico Santo srl sequestra dalla Dia il 28 maggio 2014 e socia in Iam Spa con Agac e poi Enia Spa, agli appalti rifiuti a Tradeco e Ramm colpite da interdittive (2012), solo per citare alcuni casi” continua Gaetti.
PRIMARIE PD 2014 INQUINATE? “Si continua poi con le primarie Pd 2014 a rischio inquinamento con uno degli arrestati in Aemilia, il poliziotto Domenico Mesiano che faceva campagna e pressioni contro l’ex assessore Corradini, con tanto di esposto di quest’ultimo su quanto accaduto” continua Gaetti.
CASA DEL SINDACO ACQUISTATA DA IMPUTATO AEMILIA “A questo quadro si aggiungono fenomeni di mancata trasparenza come la casa acquistata dalla dirigente all’urbanistica Maria Sergio, moglie dell’attuale sindaco Luca Vecchi da un imputato di Aemilia, Francesco Macrì. Notizia questa taciuta per un anno ed emersa grazie a due inchieste giornalistiche. Maria Sergio, oggi dirigente a Modena, per dieci anni è stata dirigente all’urbanistica nel Comune di Reggio su nomina dell’allora sindaco Graziano Delrio” continua l’esponente pentastellato.
GLI APPALTI DI MACRI’ NEL COMUNE DI REGGIO-“A questo si aggiunge il caso odierno con un giornalista locale che con una semplice ricerca su internet ha scoperto decine di lavori svolti proprio da Francesco Macrì sul territorio del Comune di Reggio, eppure nell’ultimo anno nessuno aveva avvertito di questo ed il sindaco il 2 febbraio 2015 in Consiglio Comunale aveva rassicurato che ‘ non risulterebbe ad oggi una azione di grave infezione del sistema degli appalti pubblici ….e non risulterebbe ad oggi grandi operazioni urbanistiche”. “Serve capire e fare domande a tutti i protagonisti di questo periodo. Non è un processo politico – spiega il vice presidente della Commissione antimafia- ma un necessario approfondimento dopo che lo scorso anno la Commissione antimafia si recò proprio a Reggio Emilia. Il quadro è sempre più inquientante e non si può nascondere la testa sotto la sabbia .Se la mafie si sono sviluppate così a Reggio Emilia è perchè hanno goduto di appoggi trasversali ovunque” conclude.>>
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carlaDue pesi e due misure, come sempre quando nuvole s’addensano all’orizzonte del partito egemone, ahinoi!
Ma proprio non si schioderanno mai, questi di sx, dalle poltrone? Già la città è diventata irriconoscibile, rispetto a quindici-vent’anni fa, ed impraticabile, specialmente la sera…se poi aggiungiamo certi incontri ravvicinati, qualcuno dovrà pur risponderne, o no? -

RnW#Casa-Sindaco-story: il M5S ricorda il piano particolareggiato della M&F, ma nè Vecchi nè la Sergio erano in Comune (Clicca qui per leggere)
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StefanoDomanda da ex grillino che conosce molte cose: so perfettamente che la consigliera comunale Silvia Incerti è una persona brava, intelligente e capace, vorrei sapere, considerata la voglia di trasparenza massima del movimento 5 stelle, quali lavori ha svolto negli ultimi due anni fino alla data dell’elezione in consiglio comunale. Tutti i lavori, anche quelli temporanei, eventualmente in prova ecc… sì, insomma, vorrei sapere per quali eventuali ditte ha lavorato e/collaborato. …
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antitrinarixLA SIGNORA è sempre stata incaricata come dirigente con investitura fiduciaria in ogni ente dove ha lavorato, compreso il comune di Reggio, in posizione dirigenziale. In origine lei è un “QUADRO” del pubblico impiego, incarico forse acquisito per concorso, almeno quello speriamo. Tanto per dire a che livelli si viaggia dalla Masini a Delirio e compagnia.
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RnWAffondo a Vecchi da parte di un carcerato per associazione mafiosa, che però salva Delrio. Paragonati i curtesi a agli ebrei (clicca qui)
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lo spilloInteressante che un arrestato per mafia difenda Graziano Delrio……
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M5S SenatoAEMILIA: M5S, ANTIMAFIA ACQUISISCA LA LETTERA AL SINDACO VECCHI E SIA FATTA PIENA LUCE SUI CONTENUTI
Nella ricostruzione di oggi sul “Resto del Carlino” si citano passaggi che coinvolgono Delrio, la sua dirigente all’urbanistica Maria Sergio, il sindaco e le campagne elettorali Pd del 2009 e 2014 a Reggio Emilia
ROMA 2 FEBBRAIO 2016 - “Il Movimento 5 Stelle chiede che la Commissione antimafia possa acquisire la lettera aperta al sindaco Vecchi che l’imputato in Aemilia Pasquale Brescia ha consegnato alla redazione di Reggio Emilia del Resto del Carlino tramite il suo avvocato” lo dichiarano il vice presidente della Commissione antimafia Luigi Gaetti, i parlamentari M5S della Commissione antimafia, la parlamentare reggiana Maria Edera Spadoni.
“Se da una parte va garantita la sicurezza del primo cittadino , ricordiamo che nel 2014 il M5S aveva espresso solidarietà a Vecchi anche durante la campagne elettorale del 2014 quando venne recapitata la cosiddetta ‘lettera del corvo’, dall’altra è necessario fare piena chiarezza sui contenuti della lettera della quale la Commissione antimafia deve entrare in possesso – continuano i parlamentari d’antimafia M5S - a tutela della comunità di Reggio e dello stesso sindaco che ha chiesto alle autorità che non venga pubblicata la lettera”. “Come ha ricordato il giornalista Beppe Boni nell’edizione nazionale del Resto del Carlino “tacere non giova né a lui né alla comprensione della vicenda che oscilla tra indagini, non chiariti intrecci tra politici e mafiosi, amicizie forse innocue ma imbarazzanti tra boss d’importazione e amministratori” spiegano i parlamentari pentastellati.“Secondo quanto ricostruisce “Il Resto del Carlino” nell’edizione nazionale di oggi a pagina 6 l’imputato Pasquale Brescia esprime solidarietà al sindaco per la vicenda della casa acquistata da un imputato in Aemilia. Nella lettera sono presenti diversi passaggi da verificare che tirano in ballo il ministro Delrio, la moglie del sindaco Maria Sergio dirigente all’urbanistica dal 2004 al 2014, lo stesso Vecchi e le campagne elettorali del Pd nel 2009 e nel 2014” spiegano gli esponenti pentastellati.
Citiamo dal Resto del Carlino edizione nazionale di oggi: ‘Pasquale Brescia parla di ‘precedenti penali ed esclusioni dalla white list per la ricostruzione del dopo terremoto di parenti della Sergio, gli stessi che le avrebbero ultimato la casa. Ricorda anche il funerale del suocero del sindaco dicendo di essere stato lui stesso presente “così come tanti altri imputati del processo Aemilia” e cita alcuni dei nomi dei presunti esponenti dei vertici della cosca”.
“Pasquale Brescia – spiegano i parlamentari del M5S – secondo quanto si apprende dal Resto del Carlino chiede le dimissioni del sindaco in quanto avrebbe difeso la comunità cutrese solo oggi e come ricostruisce il quotidiano emiliano ‘l’imputato cita a paragone il comportamento dell’ex sindaco di Reggio e attuale ministro Graziano Delrio che a suo tempo ‘andò dal prefetto De Miro per tutelare i cutresi dalla criminalizzazione mediatica’ “.
“Ricordiamo che Delrio è stato interrogato dalla DDA nel 2012 come persona informata sui fatti a proposito sia del viaggio elettorale a Cutro nel 2009 sia per aver accompagnato tre consiglieri comunali cutresi Antonio Olivo (Pd), Salvatore Scarpino (Pd) e Rocco Gualtieri (Pdl) dal prefetto per discutere della questione delle interdittive antimafia emesse dallo stesso” spiegano i parlamentari M5S.
“Sempre sul quotidiano si spiega che ‘Nella lettera c’è poi un riferimento alla campagna elettorale di Vecchi dove in un circolo cittadino avrebbe fatto promesse e stretto mani. “A chi c’era in quei circoli sa quali mani ha stretto?”. ‘Alcune persone ora escluse dalla white list avrebbero fatto campagna elettorale in suo favore, così come per Delrio’ conclude l’articolo” spiegano gli esponenti M5S citando la stampa.
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Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia
L’intervento del Sindaco Luca Vecchi: “E’ tempo di scegliere se stare dalla parte della legalità” (clicca qui) -

Cesare Bellentani e Cinzia RubertelliSALVIAMO REGGIO EMILIA.
Può un Sindaco non chiarire i gravissimi contenuti della lettera recapitatagli dal carcere alla stampa?
Può un Sindaco, figlio di una stagione politica che ha usato i cutresi per proprio tornaconto continuare il proprio mandato sotto scorta e quindi sotto tutela?
La risposta a queste domande è la chiave di volta del governo di una città che si trova di fatto con una consiliatura chiusa dopo soli due anni di vita.
Politicamente è del tutto evidente che Vecchi si trova nella scomoda posizione dell’uomo della “terra di mezzo” ereditata dal suo predecessore: non è libero.
Le avvisaglie si erano già avvertite in campagna elettorale perchè troppi fantasmi gravano intorno al PD.
Un partito di maggioranza che invece di fare i conti con se stesso resta arroccato a difesa di un potere che lo ha consumato e corrotto culturalmente.
Qui si deve salvare Reggio Emilia non il potere consunto di un partito che ha fallito su tutta la linea.
Cinzia Rubertelli | Capo Gruppo Consigliare Grande Reggio Progetto Reggio
Cesare Antonio Bellentani | Capo Gruppo Consigliare Lista Magenta
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Mori, Rossi, Soncini, Prodi“Grande solidarietà a Luca Vecchi, siamo vicini a lui oggi più che mai. È bene precisarlo subito: le minacce recapitate al Sindaco sono irricevibili e puntano a colpire un’idea di amministrazione di Reggio Emilia caratterizzata da sempre da una lotta senza tregua al malaffare e alla criminalità organizzata e da un grande rispetto verso le Istituzioni”.
“Luca Vecchi gode della nostra stima sia come amministratore, sia come persona. La paura che si vuole instillare nella comunità reggiana non troverà terreno fertile: Reggio Emilia, la Reggio Emilia degli uomini e delle donne onesti e laboriosi, è tutta con lui”.
“Siamo indignati per il killeraggio politico portato avanti in questi tempi, killeraggio che non mira a sconfiggere il fenomeno della ‘ndrangheta ma punta a gettare fango sulle Istituzioni e sulla città di Reggio Emilia. Da parte nostra giungerà sempre un forte e deciso “no” a chi insidia l’agire democratico, a chi insulta per scalfire la dignità delle persone e delle comunità che rappresentano”.
F.to i consiglieri regionali del Partito democratico
Roberta Mori
Silvia Prodi
Andrea Rossi
Ottavia Soncini -

Andrea Capelli per il Gruppo PDLettera intimidatoria al sindaco - Il gruppo Pd: solidarietà e pieno sostegno a Luca Vecchi. Le istituzioni non arretrano di un solo passo nell’azione per la legalità
La lettera dal carcere ricevuta dal Sindaco, contenente illazioni e intimidazioni, è un fatto inedito per la nostra città, tanto più grave in quanto prende di mira ancora una volta non solo la persona ma anche l’istituzione che rappresenta.
Ancora una volta e ancora più convintamente ci stringiamo intorno al Sindaco per manifestargli al nostra vicinanza e solidarietà personale e politica e per dirgli di andare avanti nella lotta alla criminalità e alla mafia. Gli atti compiuti da questa Amministrazione hanno evidentemente infastidito chi ha scritto e riversa così una sequela di falsità, illazioni e intimidazioni secondo il più classico schema mafioso: gettare discredito, isolare per poi avere mano libera. E’ qualcosa di già visto, ma noi non ci pieghiamo a queste logiche.
Abbiamo sempre condannato e lo ha sempre fatto anche Luca Vecchi, sia da capogruppo prima che da sindaco poi, ogni discriminazione geografica e di appartenenza. La vera battaglia, l’unica battaglia è quella degli onesti contro i delinquenti.
Esprimiamo infatti, come lo abbiamo già fatto in altre occasioni, la nostra solidarietà anche a Salvatore Scarpino e a tutti quei reggiani di origine cutrese che subiscono discriminazioni.
Per noi esiste solo una discriminazione possibile: chi delinque deve essere emarginato da chi invece contribuisce alla lotta contro le infiltrazioni mafiose nella nostra comunità, indipendentemente dalle origini di ciascun cittadino.
Il fatto che dal carcere si rivolgano accuse e si chiedano le dimissioni del Sindaco, conferma che il clima è pesante, ma che la lotta alla mafia non ci deve mai vedere arretrare nel nostro ruolo istituzionale di amministratori locali. Così come ci ha richiamati a fare il signor Sindaco, noi siamo con lui a difendere l’istituzione comunale e a schierarla in campo nella lotta contro ogni criminalità.Andrea Capelli, Capogruppo Pd
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ConfesercentiCONFESERCENTI SOSTIENE IL SINDACO VECCHI
La Confesercenti di Reggio Emilia, ha espresso la sua solidarietà al Sindaco Luca Vecchi per le odiose e insensate minacce che un indagato al processo Aemilia gli avrebbe inviato tramite lettera dal Carcere della Dozza di Bologna.
L’associazione ha inteso prima di tutto ribadire come in un momento così difficile per il tessuto socio-economico provinciale, sia fondamentale il sostegno alle istituzioni e ai loro rappresentanti chiamati ad agire in coordinazione con magistratura, forze dell’ordine e società civile per far sì la cultura della legalità prevalga e torni ad essere elemento portante dell’agire di tutti i soggetti costituenti le nostre comunità.
Quindi occorre impedire che accuse strumentali o minacce assurde al Sindaco possano creare quel clima di incertezza politico e di instabilità nel quale rischia di perdersi l’efficacia delle azioni che l’istituzione è chiamata a realizzare nel prossimo futuro proprio per difendere il nostro territorio da possibili contaminazioni mafiose.
La scrivente Associazione non dà patenti di legalità ma ritiene che, fino a prova contraria, il Sindaco e la sua azione meritino la nostra solidarietà e fiducia proprio perché questa è una condizione necessaria per garantire la credibilità dell’Istituzione che rappresenta. -

ConfcooperativeCONFCOOPERATIVE: SOLIDARIETA’ AL SINDACO LUCA VECCHI
Confcooperative esprime piena solidarietà al Sindaco Vecchi e alle Autorità che in questi giorni sono impegnate nell’istruttoria del processo Aemilia così come ancora in delicate attività investigative.
E’ loro il compito di far luce sui fatti e sulle imputazioni penali che riguardano questa pagina e questi giorni della nostra vita sociale, economica e istituzionale. E’ compito di tutti e nostro, invece, reagire con fermezza ad ogni atto, come la lettera inviata dal carcere da Pasquale Brescia al nostro primo cittadino che, senza poter entrare noi nel merito di ciò che afferma, è certamente, nei modi e nei toni, di assoluta gravità e deve alzare in tutti, se già non bastasse ciò a cui abbiamo assistito finora, il livello di attenzione, reazione e cittadinanza.
Tutto ciò che emerge ci mostra sempre più vulnerabili e già pervasi da presenze assolutamente minacciose e attive. Il passaggio a lettere aperte e alle stampe non va sottovalutato perché sembra credere nella possibilità di intimorire tutti i cittadini intimorendo il loro Sindaco. Sia forte e determinata la voce del Sindaco nell’evidenziare la sua autonomia e la sua distanza da ogni illazione e siano coese e responsabili le forze politiche nell’evitare strumentalizzazioni in questa delicata fase.
La Magistratura e le Forze dell’Ordine siano messe in grado di compiere velocemente e con determinazione il loro compito ed emergano le responsabilità perché siano tempestivamente isolate, tutte le persone, qualunque carica o funzione o attività rivestano, che hanno avuto parte in fatti criminosi. Ma forte sia la reazione e la voce di Reggio Emilia contro i tentativi come questo di intimorire, screditare o minacciare in quanto tali la sua cittadinanza e le sue istituzioni. -

Massimo Mezzetti, Assessore Regionale“La lettera recapitata dall`imputato nel processo Aemilia Pasquale Brescia, detenuto nel carcere di Bologna, alla redazione del Resto del Carlino di Reggio Emilia, in cui sono riportate allusioni minacciose al Sindaco del capoluogo Luca Vecchi, è di una gravità che richiede tutta l’attenzione necessaria da parte delle autorità competenti e della solidarietà da parte della comunità politica e sociale.
Attenzione, lo schema sembra essere quello tristemente conosciuto: prima si getta l’ombra del sospetto su persone, uomini di legge o amministratori che siano, impegnate a far rispettare la legalità nel loro territorio, per isolarle, poi si passa alle minacce e infine le si colpiscono.
Abbiamo già visto in passato questo film e non dobbiamo ricadere nella insidiosa trappola. Le vicende poste all’attenzione dell’opinione pubblica nei giorni scorsi che riguardano il sindaco e la sua famiglia, che non hanno nessun risvolto penale e che saranno chiarite nei modi e nelle sedi dovute, non possono e non devono nel modo più assoluto indurre ad alcuna debolezza o timidezza nel denunciare le minacce e gli avvertimenti di stampo mafioso giunti al Sindaco Luca Vecchi e alla sua famiglia, a cui va tutta la solidarietà e la vicinanza mia personale e a nome della giunta regionale.
Massimo Mezzetti
Assessore Cultura, Politiche per la Legalità – Regione Emilia-Romagna” -

La presidenza di Legacoop Emilia OvestLegacoop Emilia Ovest: solidarietà al sindaco Luca Vecchi
Gli attacchi che arrivano oggi al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi sono inauditi e impongono la ferma condanna di chi si riconosce nel valore e nella rettitudine delle istituzioni. Non saranno certo le minacce e le illazioni che gettano fumo negli occhi a far indietreggiare chi oggi sta conducendo, con atti concreti ed evidentemente efficaci, una battaglia contro la malavita organizzata. In questa lotta senza quartiere il sindaco Vecchi, al quale oggi vogliamo esprimere la nostra solidarietà, e tutte le istituzioni democratiche troveranno sempre i cooperatori al loro fianco.
Anche alla luce di quanto avvenuto in queste ore rinnoviamo il nostro impegno affinché il processo Aemilia si possa celebrare a Reggio Emilia. Attraverso i dibattimenti processuali si potrà fare piena luce su cos’è accaduto in questi anni nella nostra provincia, e sapere come le organizzazioni criminali mafiose hanno tentato di mettere le mani sulla nostra terra, ledendo quei valori storici che hanno fatto di Reggio Emilia un luogo di democrazia e libertà vera, quella che tanto infastidisce le mafie.La presidenza di Legacoop Emilia Ovest
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Coni-Uisp-CSICONI, UISP E CSI ESPRIMONO SOLIDARIETA’ AL SINDACO VECCHI
“La lettera di Brescia è un atto intimidatorio preoccupante. Il mondo sportivo è vicino al Sindaco”Il mondo sportivo reggiano si stringe intorno a Luca Vecchi condannando il messaggio intimidatorio fatto recapitare da Pasquale Brescia al Sindaco della città per mezzo del quotidiano Il Resto del Carlino.
Coni, Uisp e Csi manifestano congiuntamente la propria solidarietà al Luca Vecchi a seguito delle minacce subite in queste ore.
“Intimidazione e clima di terrore sono in netto contrasto con la cultura della legalità e della trasparenza promossa dalle nostre organizzazioni” – dichiarano i Presidenti di Uisp e Csi insieme al Delegato provinciale del Coni in una nota congiunta. “Forte è la condanna del mondo sportivo nei confronti di chi si serve di mezzi come questi per colpire un Amministratore la cui onestà non è mai stata oggetto di discussione. Ribadiamo la nostra vicinanza al Sindaco Vecchi, con il quale condividiamo la preoccupazione per un atto che mina la sicurezza della sua persona”.Doriano Corghi,
Delegato Provinciale ConiSilvana Cavalchi
Presidente Uisp Reggio EmiliaDavide Morstofolini
Presidente Csi Reggio Emilia -

CNA Reggio EmiliaLA SOLIDARIETA’ DI CNA AL SINDACO LUCA VECCHI
Reggio Emilia, 2 febbraio 2016. L’intero gruppo dirigente di CNA Reggio Emilia esprime stupore e sdegno per la lettera di minacce inviata al sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, e rivolge al primo cittadino la propria solidarietà.
“E’ un episodio che ci preoccupa – sottolinea l’Associazione di via Maiella – perché il sindaco, a cui giunga la nostra stima e vicinanza, è la figura che rappresenta l’intera comunità reggiana. Quando qualcuno si permette di lanciare strali, illazioni e minacce nei suoi confronti è come se lo facesse nei confronti della città intera. In democrazia l’unico punto di riferimento sono le leggi e a queste tutti devono richiamarsi.
Viene da chiedersi quale sia l’obiettivo reale di un attacco del genere nei confronti di Vecchi, che va comunque respinto al mittente. Reggio Emilia, città medaglia d’oro della Resistenza, non si fa intimidire.
Come CNA, Associazione che non si è mai tirata indietro nell’affermare il valore della legalità, siamo assolutamente convinti che la parte sana della città, che è la stragrande maggioranza e comprende persone provenienti da tutte le parti d’Italia, saprà reagire e ricominciare, più consapevole e più attenta nei confronti dei tentativi di infiltrazione mafiosa a tutti i livelli”.
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Guido Mora (Cgil)Solidarietà al Sindaco di Reggio Emilia.
Dichiarazione di Guido Mora - Segretario Generale CdLT di Reggio EmiliaProprio ieri in Prefettura è stato presentato il protocollo di legalità “per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dell’edilizia e dell’urbanistica” sottoscritto tra Comune di Reggio e Prefettura.
Un protocollo che alla luce dei risultati delle indagini da cui è scaturito il processo “Aemilia”, con maggiore acutezza poteva giungere prima, ma che è comunque necessario se davvero si vuole reagire e creare gli anticorpi utili alla salvaguardia del vivere civile della nostra città.E’ questa l’istituzione che ci piace e con la quale vogliamo collaborare per non lasciare spazio ai malavitosi che radicandosi nel mondo del lavoro danneggiano gli stessi lavoratori.
Ed è anche con questo obiettivo che la CGIL di RE si è costituita parte civile al processo “Aemilia”.Alla notizia quindi delle minacce rivolte al Sindaco da parte di un imprenditore edile (Pasquale Brescia, in carcere da circa un anno a Parma perché considerato dagli inquirenti a totale disposizione dell’associazione mafiosa legata alla cosca Grande Aracri e per i suoi rapporti con chiunque degli associati alla cosca che potessero aver bisogno di denaro o di protezione), esprimo solidarietà e vicinanza al Sindaco di Reggio Emilia in quanto rappresentante dell’interesse collettivo e di un’istituzione che reagisce.
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Consorzio Oscar RomeroSolidarietà al Sindaco Vecchi
Il Consorzio di cooperative sociali Oscar Romero e la società La Polveriera si uniscono a Confcooperative nell’esprimere piena solidarietà al Sindaco Vecchi e alle Autorità, che hanno il compito di far luce sui fatti e sulle responsabilità di ciascuno, impegnate nell’istruttoria del processo Aemilia così come ancora in delicate attività investigative,.
E’ compito di tutti e nostro, invece, reagire con fermezza ad ogni atto, come la lettera inviata dal carcere da Pasquale Brescia al nostro primo cittadino che, senza poter entrare noi nel merito di ciò che afferma, è certamente, nei modi e nei toni, di assoluta gravità e deve alzare in tutti, se già non bastasse ciò a cui abbiamo assistito finora, il livello di attenzione, reazione e cittadinanza.
La Magistratura e le Forze dell’Ordine siano messe in grado di compiere velocemente e con determinazione il loro compito ed emergano le responsabilità perché siano tempestivamente isolate, tutte le persone, qualunque carica o funzione o attività rivestano, che hanno avuto parte in fatti criminosi.
Ma forte sia la reazione e la voce di Reggio Emilia contro i tentativi come questo di intimorire, screditare o minacciare in quanto tali la sua cittadinanza e le sue istituzioni.CONSORZIO OSCAR ROMERO
LA POLVERIERA SCRL -

Annalisa Rabitti (FCR)RABITTI (FCR): SOLIDARIETÀ PIENA AL NOSTRO SINDACO. SUE QUALITÀ CERTO NON MESSE IN DISCUSSIONE DA ILLAZIONI E MINACCE
Annalisa Rabitti, presidente dell’azienda speciale Farmacie comunali riunite (Fcr), esprime con queste parole la propria solidarietà al sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi:
“Il nostro sindaco Luca Vecchi è stato sottoposto ieri all’ennesimo attacco – scrive Rabitti – Io come presidente di una istituzione cittadina mi sento in dovere di difendere il prestigio e l’onestà di chi oggi è chiamato a guidare il Comune di Reggio Emilia, qualità che non vengono messe in discussione da illazioni e minacce.
“Conosco Luca Vecchi e so come opera – conclude la presidente di Fcr - e lo stile con cui amministra, e anche a livello personale oggi gli sono vicina”. -

Andrea Costa, Segretario Provinciale PDDICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO PD ANDREA COSTA
Ci sarebbe da essere orgogliosi, se la preoccupazione legittima non avesse il sopravvento, delle intimidazioni che arrivano dal carcere per mano di Pasquale Brescia, indagato per associazione mafiosa. Ma come dicevo quella lettera preoccupa perché è un attacco ai reggiani, alla città e al suo modello di buon governo. Con questa lettera si passa il segno: le allusioni che contiene tentano di colpire il sindaco Luca Vecchi e le istituzioni. Un gesto intimidatorio che è una reazione diretta alle azioni dell’amministrazione per garantire la legalità e sconfiggere le organizzazioni criminali.
Sul piano politico, il Partito Democratico ha subito un doppio attacco. Da una parte da forze politiche che tentano speculazioni con evidenti fini elettorali colpendo Reggio ma pensando a un ritorno su scala nazionale. Dall’altra siamo arrivati addirittura alle minacce lanciate direttamente dal carcere. La conseguenza di quei due fronti di attacco è la delegittimazione della politica, delle istituzioni e delle persone, rendendo così meno efficace l’azione di contrasto alla ‘ndrangheta.
C’è poi un tratto umano che non va sottovalutato in questa vicenda: nessun cittadino onesto dovrebbe mai essere sottoposto a simili pressioni, tanto più chi si fa carico della sua comunità e rappresenta la prima linea della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata.
Per questo è necessario che oggi si rinsaldi ancora di più la rete delle forze politiche e sociali. Il Partito Democratico sta già facendo la sua parte e la continuerà a stare accanto ai reggiani, alle forze di polizia, agli inquirenti.
Andrea Costa
Segretario provinciale Pd
Reggio Emilia -

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