Questo argomento contiene 7 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da francesco fantuzzi 7 mesi, 1 settimana fa.
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RnWE’ stata molto partecipata la manifestazione in piazza Prampolini a favore dell’acqua come bene pubblico. Ospite d’onore il il vicepresidente del Senato, il grillino Luigi Di Maio che ha illustrato con tanto di carte in mano di uno studio ufficiale che anche al Comune di Reggio Emilia conviene pubblicizzare l’acqua “A ogni cittadino va garantita che l’acqua necessaria per vivere sia gratuita”. Poi l’amo lanciato ai dipendenti Iren che temono il proprio posto di lavoro: “Che sia chiaro: non facciamo alcuna guerra nei confronti dei dipendenti, anche perchè abbiamo bisogno di loro. Quando l’acqua verrà ripubblicizzata finiranno i carrozzoni, senza alcun problema per i dipendenti di Iren, noi siamo contro la gestione privatistica e affaristica di un bene comunque quale è l’acqua. Lottiamo e lotteremo sempre contro chi utilizza Iren per fare carriera politica personale”.
Dopo Di Maio sono intervenuti sul palco diversi amministratori e militanti del Movimento5Stelle, e attivisti del Comitato Acqua Bene Comune snocciolando dati e spiegando le ragioni a sostegno della ripubblicizzazione dell’acqua
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Sara83Bravi! Per fortuna che ci siete voi a ribadire l’importanza di un tema così vitale. L’acqua dovrebbe essere davvero sempre un bene pubblico gratuito accessibile a tutti!
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JenkoPEr fotuna che doveva essere una manifestazione nazionale! Se da tutta italia risucite a raccattare 600 persone per un tema così importante, significa che siete messi alla frutta.
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Silvano H.Concordo, ma i girllini oltre al tema dell’acqua e qualcosina d’altro di poco conto per salvare il paese, cosa fanno?
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ex grillinoDue anni e mezzo in P(i)rlamento col 20% degli onorevoli e non hanno ottenuto niente: questi sono i guerrieri che dovrebbero toglierci di mezzo i parassiti della casta? Ah ah ah!
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enrico degl’incerti tocciA chi insiste su questo concetto, nobile, ma ahimè, non molto razionale, di un’acqua che deve essere pubblica, vorrei semplicemente obiettare che a nessuno è mai venuto in mente che l’acqua si potesse privatizzare, come l’aria, il cielo, le stelle e la luna o il sole; tuttavia a queste stesse persone vorrei chiedere: chi e come può portare a fruizione della collettività questo bene comune, senza effettuare grandi investimenti per la canalizzazione, la depurazione, il trasporto fino ai ns rubinetti, alle riparazioni dei guasti, ecc, ecc,? I governi locali hanno mezzi e tecnologia per farlo? Leggo che i grandi acquedotti del meridione, gestiti da società pubbliche che hanno debiti multimilionari, hanno perdite d’acqua, con tutto quello che ne consegue, molto superiori al 50%.
Allora, al di là delle utopie, dei paragoni con altri Paesi,,lontanissimi da noi e con tradizioni etiche e tecnologiche ben diverse dalle nostre, in Italia è un dato di fatto che quasi tutto ciò che è pubblico o è corrotto o non riesce ad adempiere le funzioni per cui è stato concepito. -

Francesco Fantuzzi“Vecchi, soldatino che prende ordini da Iren. E che mente ai cittadini”
17 set 2015
Ecco il Vecchi pensiero: “A conti fatti il primo giorno di attività fa iscrivere a bilancio una perdita di 200 milioni che ricadrà sui cittadini sotto forma di bollette. Io che per mestiere ho sempre valutato la sostenibilità economica di un’operazione, ho il dovere di essere chiaro”. Altra perla di saggezza contabile: “Non rinnego la bontà di quel progetto, ma non sta in piedi”.
Mica male per un revisore dei conti.
Portare l’acqua sotto controllo pubblico costerà, come i vari studi di fattibilità hanno chiaramente evidenziato, circa 25 milioni di euro necessari all’avvio della nuova azienda, per i quali sarà necessario un finanziamento da ripagare gradualmente. Tutto il resto (102/103 milioni) non sono altro che mutui, dunque debiti, ereditati da Agac e Iren, che stiamo già pagando e continueremo a pagare con la nostra bolletta.
L’operazione genererebbe altresì un credito Iva tra i 25 e i 30 milioni, recuperabile nel giro di massimo due anni dall’erario.
Dunque, il nostro revisore dei conti che prende ordini da Iren ha mentito quattro volte.
La prima perchè l’importo complessivo dell’esposizione finanziaria (non della perdita, caro revisore) che la ripubblicizzazione creerebbe non è superiore, largheggiando, a 160 milioni, di cui peraltro 25/30 non sono un vero debito ma, appunto, un credito da recuperare dal fisco.
La seconda perchè parlare di perdita di 200 milioni di euro è un atto di incompetenza o, ancor peggio, di pirateria politica. Il costo effettivo (non perdita, caro revisore), peraltro in capo ai 44 Comuni soci Agac infrastrutture, sarà pari come abbiamo visto a non più di 25 milioni.
La terza, perchè la sostenibilità economica è insita nel meccanismo tariffario reintrodotto peraltro in spregio all’esito referendario: la bolletta copre tutti i costi, anche quelli per gli interessi passivi derivanti dai prestiti contratti, e pertanto il progetto si paga da sè, con un ammortamento di massimo 16 anni.
La quarta perchè, come vari studi hanno dimostrato, la dimensione ottimale per la gestione del servizio idrico è proprio su scala provinciale, mentre la maxiutility vagheggiata dall’ambizioso ex Sindaco Delrio non offre alcun vantaggio per la gestione dell’acqua.
Vecchi, il Sindaco che con una quota del 8,34% prende ordini da Iren, quella del debito di 2.200 milioni, non i 200 milioni di cui egli vaneggia. E che mente ai cittadini, anche a quelli che lo hanno votato e che vogliono l’acqua pubblica.Francesco Fantuzzi (nella foto), Gruppo interprovinciale Piccoli azionisti
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francesco fantuzziPerdonatemi: ma io che c’entro coi 5 stelle? A Enrico chiedo di leggere attentamente e di considerare che oggi Iren effettus meno dell metà degli investimenti previsti.
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