E’ stata inaugurata ieri pomeriggio la nuova sede di Socialismo Patriottico in via San Zenone in città. Dopo gli interventi del responsabile di Reggio Emilia Luca Rossi e del Segretario Nazionale Stefano Bonilauri (guarda i video in calce) iscritti e simpatizzanti (guarda la fotogallery) hanno festeggiato e gettato le basi per futuri progetti politici.
All’esterno della sede massiccia la presenza della Digos che garantiva la sicurezza.
Reggio Nel Web ha intervistato il Segretario nazionale -cavriaghese- Stefano Bonilauri per conoscere da vicino Socialismo Patriottico, finalità e scopi.
Bonilauri, ci parli di Socialismo Patriottico, su quali valori si basa?
Socialismo Patriottico, come si evince dalla denominazione, è un partito politico che basa il proprio agire su due pilastri: il socialismo, quindi la solidarietà e l’equità che si traducono in una società che dia la possibilità a tutti di vivere dignitosamente e al contempo dare l’opportunità ai migliori nei rispettivi campi di sviluppare appieno le proprie potenzialità per un miglioramento individuale e collettivo; il patriottismo, in quanto riteniamo che il socialismo sia prima di tutto un percorso che ogni popolo deve intraprendere autonomamente senza interferenze dall’esterno. Non è pensabile e/o auspicabile ragionare in un’ottica ideologicamente internazionalista poiché difficilmente traducibile in una prassi politica concreta.
Quali sono gli obiettivi?
Il fine ultimo di Socialismo Patriottico è la creazione di uno Stato forte e solidale, la rigenerazione di una comunità popolare attorno ad alcuni valori tradizionali fondanti, in opposizione all’attuale situazione che di fatto dispone/impone un nichilismo iper-individualista. Quindi nell’immediato lotta per il ristabilimento dello Stato di diritto, pesantemente vilipeso dalle varie caste che considerano le istituzioni come “cosa loro”. Questa è la condizione preliminare per la rinascita della coesione sociale oggi distrutta nel nostro Paese.
Quale base da cui partire?
La base da cui partire per il ristabilimento dello Stato di diritto è la riforma di tutto l’impianto legislativo che deve aderire scrupolosamente alla Costituzione Repubblicana del 1948: una parte importante dell’impianto legislativo italiano è palesemente incostituzionale. A titolo di esempio, le imposte indirette collidono con l’articolo 53 che recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Noi riteniamo che il ristabilimento della Costituzione Repubblicana sia la base da cui partire per una graduale e progressiva costituzione di uno Stato socialista italiano.
Quanti sono ad oggi i vostri iscritti a Reggio Emilia?
Temo di non poterle dare numeri per una questione di riservatezza, tuttavia posso dirle che se abbiamo deciso di aprire una sede in centro è perché abbiamo necessità di un punto di incontro per gli iscritti, i simpatizzanti e chi ci contatta per i più svariati motivi.
All’inaugurazione della vostra sede c’erano diverse persone…
Socialismo Patriottico scinde l’iscritto dal simpatizzante; chi si iscrive al partito deve firmare sotto propria responsabilità un protocollo che vincola il militante nel proprio agire: è un modo per evitare di aggregare individui violenti o con una condotta morale non confacente ai nostri standard. Ecco perché per il rapporto fra militanti e simpatizzanti in Socialismo Patriottico è circa 1 a 10. Fra i simpatizzanti annoveriamo anche cittadini stranieri che sono in Italia per contribuire al benessere della nazione. Siamo antirazzisti e ce ne vantiamo. Essere italiani o amare l’Italia, anche se stranieri, non conosce colore di pelle o religione, ma l’adesione scrupolosa ad una scala valoriale ben precisa e non negoziabile.
Visitando il vostro sito (www.socialismopatriottico.eu) risulta ricco di iniziative. La gente partecipa attivamente?
La partecipazione varia a seconda dell’iniziativa, ma in generale è in aumento dopo la liquefazione delle cosiddette ali estreme della politica che ripropongono schemi vetusti e comunque, a conti fatti, arrivano sempre a patti con il partito unico, che va dal centro-destra al centro-sinistra, divisi nella tattica, ma non certo nella strategia. Detto ciò, chiunque, indipendentemente dalla posizione politica, può aderire alle nostre iniziative se ritiene il tema pertinente al proprio pensiero.
Nella vostra sono appese con orgoglio le immagini di Assad e Putin. Perchè sostenete Putin, Assad e l’Iran degli Ayatollah?
Mettiamo le mani avanti: la geopolitica non è di destra o di sinistra, la geopolitica è pragmatismo e la politica estera di una nazione deve tenerne conto. È ovvio che Putin o gli Ayatollah non sono leader socialisti, ma è indubbio che la Russia e l’Iran sono sempre stati nostri partner commerciali, le nostre aziende hanno sempre fatto affari con questi Paesi, ma gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni che noi riteniamo demenziali e che, si noti bene, valgono solo per noi europei tanto che in questo periodo l’import-export fra Russia e Stati Uniti è aumentato del 13%.
Quindi?
È nel nostro interesse tornare ad avere una politica estera autonoma ed è un nostro dovere rispettare qualsiasi Paese del mondo a patto che non rappresenti un pericolo per noi. Un discorso diverso riguarda la Siria di Assad, dove l’alternativa al governo laico e tendenzialmente socialista sono l’ISIS e altri “islamisti moderati” appoggiati da Washington e da alcuni Paesi europei. È nel nostro interesse una Siria laica, multiconfessionale e socialista poiché l’alternativa sarebbe un focolaio terroristico permanente ed una seria minaccia per tutta l’Europa. In Siria si gioca il futuro del nostro continente.
E’ possibile secondo lei sconfiggere l’Isis? In che modo?
Certo che sì! Semplicemente, basterebbe che la cosiddetta coalizione anti-ISIS facesse veramente il proprio lavoro invece di paracadutare per errore aiuti in armi ai terroristi, bombardare sempre per errore gli eserciti regolari e le milizie filo-governative in Siria ed Iraq. Ovviamente non dimentichiamo Israele, che ricovera nei propri nosocomi i terroristi feriti, e la Turchia, che gioca un ruolo decisivo nella logistica e nello smercio del petrolio contrabbandato dall’ISIS verso l’Europa. Detto ciò, un plauso va al presidente Putin che sta aiutando fattivamente la Siria contro l’oscurantismo religioso dei terroristi sunniti dell’ISIS e consimili.
Cosa risponde a chi vi considera estremisti?
Siamo percepiti come estremisti perché rifuggiamo dall’ideologia “liquida” e astratta, tipica dei partiti contemporanei. Detto questo, è molto più facile usare le scorciatoie del cervello piuttosto che iniziare a pensare fuori dagli schemi del politicamente corretto. Non siamo estremisti, siamo realisti e pragmatici. Si può essere d’accordo o meno con noi, ma Socialismo Patriottico ha una politica chiara e definita nel suo programma, scaricabile in rete. Chi ci accusa di essere estremisti, sia esso di destra o di sinistra, dovrebbe spiegarci cosa lo differisce dallo schieramento opposto dal punto di vista pratico.
A Reggio Emilia a quali movimenti partitici e/o politici vi sentiti più vicini?
Socialismo Patriottico attualmente non ravvisa la presenza di partiti politici con i quali intavolare un percorso politico anche di ampio respiro. Piuttosto, il nostro interesse è verso i comitati civici in quanto espressione viva del popolo. Al massimo i partiti politici, stando alle attuali condizioni, rappresentano solo sé stessi, quindi dialogo a tutto campo con associazioni e comitati. Il resto si vedrà.
Nella sua pagina personale Facebook il ricordo Craxi. Cos’ha rappresentato per l’Italia a suo avviso Bettino Craxi?
Non minimizziamo i deficit e le problematiche della Prima Repubblica, ma la nostra onestà intellettuale ci porta a considerare Bettino Craxi come il più importante leader socialista in Europa ed uno statista a cui era cara l’indipendenza e la sovranità nazionale, come dimostrato durante la crisi di Sigonella. Come tanti italiani, anche noi siamo convinti che a Washington decisero di fargliela pagare anche per quell’episodio, così come ad altri grandi gruppi finanziari occidentali non è mai andato giù il suo tentativo ostinato di difendere la sovranità monetaria del Paese. Inoltre Bettino Craxi, con il suo discorso davanti alle camere, inchiodò tutta la classe politica di allora impegnata nel “si salvi chi può” alle proprie responsabilità e alla propria pochezza.
E dei socialisti di oggi che cosa ne pensa?
Capisco molto bene che fra di loro vi siano idealisti e persone intellettualmente oneste, ma quando un libro è arrivato all’ultima pagina è giusto chiuderlo e passare ad altro. Oggi i socialisti vivono divisi fra i ricordi di un glorioso passato, che ha fatto grande l’Italia dall’Ottocento fino alla Prima Repubblica, ed un futuro in cui sono condannati all’irrilevanza politica figlia dell’adesione a quelle stesse logiche che hanno reso l’Italia un Paese a sovranità limitatissima. Attualmente possiamo dire che l’unica forza socialista inserita nel solco del XXI Secolo è Socialismo Patriottico.
Sempre sul suo diario FB ha postato l’immagine dello stesso profugo oggi in Europa e 2 anni fa ad Al Nusra Front mentre esibiva orgogliosamente un’arma in mano. Cosa pensa delle politiche sui profughi?
Il flusso migratorio in atto è dovuto alla politica estera americana del caos generalizzato contro nemici veri o presunti, i flussi migratori sono in parte un incidente collaterale ed in parte uno strumento geopolitico. I flussi migratori sono quindi un’arma, ma anche un’opportunità per il grande capitale che nell’arrivo dei profughi vede manodopera a basso costo da sostituire con quella indigena, che si troverà davanti alla scelta se lavorare per pochi spiccioli o andare a rovistare nei bidoni. Quanto alla gestione degli arrivi, va valutato in tempi brevi se il richiedente asilo sia realmente nelle condizioni di rifugiato in fuga da una guerra. In caso contrario, deve essere allontanato il più velocemente possibile.
Non pensa che i profughi che arrivano sul nostro territorio siano persone realmente bisognose?
Molti immigrati sono qui per beneficiare del Welfare europeo, mentre molti europei non hanno un lavoro né aiuti dai rispetti Stati. Per quel che riguarda i rifugiati, dobbiamo considerare se questi abbiano valori comuni o meno ai nostri. In Siria, ad esempio, i fondamentalisti sono giustamente perseguiti a norma di legge, quindi mi sembra assurdo permettere a chi vuole la nostra distruzione di poter godere della nostra protezione. La politica di Socialismo Patriottico è contraria alle “porte aperte” di Angela Merkel e Francois Hollande. Invece di pensare a dove ospitare questi profughi, veri o presunti, per non parlare dei lauti affari che si celano dietro all’accoglienza, sarebbe ora di orientare la politica europea al ritorno di un ordine e di una stabilità nell’area mediterranea. Il resto sono chiacchiere che un domani non faranno che servire su un piatto d’argento la vittoria a movimenti xenofobi e razzisti.
Marina Bortolani
@reggionelweb











































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Coordinamento Destra reggiana 2 mesi, 3 settimane fa.