Prime sentenze emesse del processo Aemilia.
E’ stato assolto il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale, Giuseppe Pagliani (nella foto con la compagna e il figlio Leonardo nato due settimane fa -clicca qui-), che era stato accusato di concorso esterno e per il quale la Procura di Bologna aveva chiesto 12 anni.
“E’ la fine di un incubo -dichiara Giuseppe Pagliani dopo la Sentenza di oggi- . Sono sempre rimasto fiducioso, nonostante tutto il fango mediatico piovutomi addosso in questo ultimo anno, che la giustizia facesse il suo corso. Oggi questa Sentenza, arrivata con formula piena per non aver commesso il fatto, mette la parola fine a questo incredibile errore giudiziario di cui sono stato vittima non solo io, ma anche la mia famiglia e tutte le persone a me vicine. E’ la definitiva affermazione della mia totale estraneità ai fatti che la DDA, assurdamente, mi contestava. Ho sempre avuto fiducia nella magistratura giudicante e nel fatto che la verità sarebbe stata accertata con forza.
Dico oggi quello che ho sempre detto dal primo giorno, ovvero che sono estraneo a questi fatti e vittima di un teorema accusatorio privo di fondamento. Sono peraltro convinto che la Procura, a seguito del granitico provvedimento del Riesame, avrebbe dovuto chiedere l’archiviazione nei miei confronti invece di perseverare nell’errore. Quello che più mi ha colpito, però, è lo sciacallaggio che alcuni esponenti della politica reggiana hanno messo in atto in questi mesi, nonostante l’evidente infondatezza delle accuse contro di me. Ringrazio le tantissime persone che mi sono state vicine in questi mesi e che non hanno mai smesso di sostenermi in questa durissima battaglia”.
Il giornalista Marco Gibertini e il poliziotto della Questura di Reggio Emilia Domenico Mesiano sono stati invece condannati.
In tutto sono 71 gli imputati che oggi hanno avuto la Sentenza a seguito del rito abbreviato e 20 patteggiamenti.
Fra le principali sentenza di condanna ci sono:
Nicolino Grande Aracri: 6 anni
Giuseppe Giglio: 12 anni e 6 mesi
Nicolino Sarcone: 15 anni
Marco Gibertini: 9 anni e 4 mesi
Domenico Mesiano: 8 anni e 6 mesi
Antonio Muto: 1 anno e 8 mesi
Giuseppe Richichi: 10 anni
Antonio Silipo: 14 anni
Giulio Gerrini: 2 anni e 4 mesi
Alfonso Diletto:14 anni
“Sono stato l’unico politico di centrodestra, ancorché non del suo partito, ad andare a trovare due volte in carcere l’amico Giuseppe Pagliani quando venne colpito oltre un anno fa da un provvedimento di privazione della libertà personale tanto iniquo quanto infondato - ha dichiarato Tommaso Foti, Capogruppo di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale in Consiglio regionale, appresa la sentenza di assoluzione dell’avvocato Giuseppe Pagliani-. Sono stato partecipe di questo suo lungo periodo di sofferenza seguita alla scarcerazione, atteso che una volontà pervicace di incastralo e un’immonda e vergognosa campagna di speculazione politica lo hanno colpito. Festeggio la sua totale estraneità ai fatti ascritti a dimostrazione della sua adamantina figura, propria del galantuomo. Coloro che, anche in questi ultimi giorni hanno tentato dai banchi del Consiglio comunale di Reggio Emilia di scrivere una sentenza di condanna, oggi dovrebbero dimettersi prim’ancora che da consiglieri da persone, perché tali non sono. Forza Giuse, avanti tutta”.
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DICHIARAZIONE DEL SINDACO VECCHI E DEL PRESIDENTE MANGHI
L’assoluzione del consigliere comunale e consigliere provinciale del Pdl Giusepppe Pagliani, di cui prendiamo atto, non fa venir meno il giudizio politico circa l’inopportunità della sua condotta, nell’aver frequentato persone con connessioni dirette con la mafia.
Dalle Amministrazioni pubbliche e dalla politica, i cittadini si aspettano una distanza netta nei comportamenti e nelle condotte da contesti malavitosi.
Una parte delle sentenze del processo Aemilia è stata emessa a poco più di un anno dall’esecuzione delle ordinanze cautelari e ciò porta con sé due dati di fatto importanti.
Il primo è che in breve tempo la magistratura ha messo un importante punto fermo su questa grave vicenda, giudicando posizioni e responsabilità personali e cristallizzando la verità emersa dagli atti di indagine e dei riti alternativi.
Il secondo è che il procedimento riprova la vicinanza delle istituzioni, in questo caso l’ordine giudiziario, alla comunità che ha avuto risposte su un tema cruciale per la sua storia e non è stata lasciata sola.
Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia
Giammaria Manghi, presidente della Provincia








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RnW 9 ore, 33 minuti fa.