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Fondazione Sport, + 400.000 euro. “Grazie Sindaco per aver creduto in noi!”

La Fondazione per lo Sport ha approvato il bilancio consuntivo 2015, che chiude con un avanzo di 401.000 euro.

L’ottimo risultato ottenuto va ascritto in primo luogo alla definitiva stabilizzazione gestionale dell’impianto natatorio di via Melato, ove sono state create le condizioni per passare addirittura ad una gestione (e quindi ad un contratto) in attivo, cioè caratterizzato a partire dal mese di giugno 2016 da una entrata, anziché una spesa, per la Fondazione. Gli investimenti realizzati dal Concessionario hanno infatti raggiunto importanti obiettivi di riduzione delle voci di spesa, soprattutto di quelle relative alle utenze. Analogamente è stato trasformato da passivo in attivo anche il bilancio del Palazzo dello Sport “Giulio Bigi” con una differenza a favore della Fondazione su base annua rispetto al precedente contratto di Euro 23.400.

Si è ulteriormente consolidato nel corso dell’anno 2015 il progetto “Sport e Comunità”, che realizza compiutamente lo scopo primo della Fondazione, cioè quello di uno sport volto alla promozione dei valori formativi ed educativi, passando così da un’idea di sport semplicemente competitivo al concetto più ampio di sport delle competenze. Per la sua realizzazione ci si è avvalsi, anche per le attività 2015/2016, della mutua collaborazione con i Servizi “Officina Educativa”, “Servizi Sociali”, “Politiche per l’integrazione, l’inclusione, la convivenza” del Comune di Reggio Emilia.

All’area della SOCIALITÀ, dove la Fondazione pone al centro i temi dell’integrazione, del superamento delle discriminazioni, della prevenzione del disagio giovanile, dell’abbandono, favorendo il mantenimento di buoni standard di vita, sono riconducibili i progetti: “Cantieri Sportivi”, “Campus”, “Isole Estive”, “Progetti Speciali”, “Irene: progetto di sostegno allo sport femminile”.

Quasi 70.000 Euro il costo sostenuto per il progetto di “Campus - Doposcuola per bambini e ragazzi” nel corso del 2015, mentre quello per il Progetto “Cantieri Sportivi” è stato pari a poco più di 65.000 Euro. Per le Isole Estive il costo è stato di Euro 14.000 mentre per la linea dedicata ai Progetti Speciali lo stanziamento è pari a circa Euro 3.300.

Lo sforzo fatto dalla Fondazione per finanziare questi progetti, sicuramente importante perché realizzato con propri risparmi gestionali, quindi senza risorse aggiuntive e che interviene in un contesto di accentuata crisi e di riduzione di risorse pubbliche volte al sostegno delle politiche sociali, viene comunque ripagato dai risultati ottenuti: sono infatti circa 1.500 le presenze complessive dei ragazzi, con il coinvolgimento di 18 società sportive e 8 agenzie formative. Questi numeri stanno a dimostrare quanto questa iniziativa abbia risposto davvero a bisogni sempre più diffusi in un contesto di progressiva disgregazione del tessuto sociale, cui la crisi economica ha dato purtroppo una brusca e talvolta drammatica accelerazione.

Il settore dei progetti sociali è stato rafforzato a partire dalla fine del 2015 con l’approvazione di un progetto aperto, denominato “Irene: progetto di sostegno allo sport femminile”. Questo progetto nasce per sostenere la pratica dello sport al femminile, scegliendo in particolare una disciplina all’anno: nel 2016, in occasione della disputa della finale Champions League Femminile 2016 a Reggio Emilia, l’attenzione è stata rivolta al calcio femminile. Il progetto è stato inaugurato con la pubblicazione del libro “Giocare con le tette”, che ha avuto un notevole riscontro a livello mediatico.

Nell’area “PROMOZIONE E COMUNICAZIONE” del Progetto “Sport e Comunità” vanno ricondotte tutte quelle azioni rivolte alla visibilità ed alla promozione non solo delle attività della Fondazione, ma anche di quella dei propri associati e delle loro manifestazioni. La Fondazione, che si era dotata a partire dalla fine del 2013 di un proprio, seppur embrionale progetto comunicativo, costruito di concerto con gli Enti di promozione sportiva, nel corso del 2015 ha ulteriormente sviluppato il progetto dedicato alla ricostruzione della storia dei soggetti associativi in particolare del movimento sportivo, che nell’ambito del “Terzo settore” hanno contribuito a costruire la peculiarità del “modello reggiano”, secondo il modello del c.d. “corporate storytelling”. Durante questi due anni sono state completate le narrazioni relative alla storia di Rugby Reggio S.S. A.S.D. , Polisportiva Galileo Giovolley A.S.D. , Falkgalileo A.S.D., (già “Falk A.S.D.”), Compagnia Arcieri del Torrazzo A.S.D., Tennistavolo A.S.D., Centro Sportivo Italiano, in occasione del 70° dalla fondazione, Tricolore Reggiana ACD, mentre si sta completando, data la laboriosità della ricerca storica occorsa, anche la narrazione della storia dello sport a Reggio Emilia dal dopoguerra ad oggi, un esempio raro di “public History” nel nostro paese. Si tratta di una linea di attività estremamente positiva anche da un punto di vista culturale, perché raccoglie le testimonianze dirette di coloro che hanno contribuito nel corso di oltre mezzo secolo a costituire le più importanti realtà associative sportive della città, inquadrando queste storie all’interno di una più vasta storia politica e sociale.

Nell’approvare il bilancio consuntivo 2015, il Consiglio di Gestione della Fondazione ha anche preso alcune importanti decisioni: concessioni per appalti di impianti a rilevanza economica in gara, a partire dal Mirabello, poi Palabigi e piscine minori e impianti di Via Melato e Terrachini, con appalti banditi in sequenza.

Al Mirabello, frattanto, da settembre niente più Accademia calcio della Reggiana, finché non ci sarà il sintetico, utilizzo solo per le partite del fine settimana e dei tornei storici della città. Quanto ai concerti questo sarà l’ultimo anno, ma una condizione, che chi li organizza paghi la tariffa dovuta, dando anche le necessarie fideiussioni. Per il sintetico decisione da prendere con l’Amministrazione comunale, essendo impensabile, a fronte di tante necessità manutentive minori investire l’avanzo nel Mirabello.

L’Assemblea della Fondazione ha anche eletto nell’adunanza del 4 aprile il proprio nuovo rappresentante nel Consiglio di Gestione: si tratta di Enrico Cavazzoni, eletto quasi in maniera plebiscitaria con 43 voti su 56 presenti.

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