“Mi scusi, ma cos’è successo a Reggio Emilia, vista la presenza massiccia di Polizia e Carabinieri in centro storico?”. Sono tanti i cittadini che lo chiedevano appena incontravano fotografi e giornalisti che con taccuino alla man, andavano avanti e indietro sabato mattina per via Toschi dove, a distanza di 200 metri si svolgevano due manifestazione contrapposte.
Davanti all’ufficio anagrafe infatti Città Migrante e Aq 16 avevano organizzato un presidio per spiegare le proprie ragioni sul tema dell’accoglienza (clicca qui per conoscerle nel dettaglio). Erano presenti una trentina di persone, fra cittadini italiani e stranieri che in particolare chiedevano, attraverso Federica Zambelli, la costituzione di un tavolo pubblico “del quale facciano parte alla pari istituzioni, comuni, cooperative che gestiscono l’accoglienza e tutti gli attori del territorio”. Sulla vicenda del pasto non gradito ai profughi che il mese scorso manifestarono davanti alla Questura, Sacconi Maria, detta “Angela”, infermiera, ha evidenziato il fatto che “il cibo è un determinane di salute”, lo specchio di come realmente sta una persona, la cartina di tornasole di un disagio o di un malessere. “Bene hanno fatto a protestare, non bisogna mai sottovalutare l’importanza del cibo”.
Pochi metri, sempre in via Toschi una ventina di militanti della Lega Nord proponeva pasta scotta per tutti per far tornare a casa al più presto i profughi che si lamentano.
A breve sarà presentata anche un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di verificare le condizioni relative alla somministrazione del cibo e per accertamenti sull’ospitalità effettiva dei profughi nelle cooperative.
Una velata critica è emersa anche nei confronti del Questore per aver ricevuto i profughi che si lamentavano davanti alla Questura.
Un personaggio un po’ folcloristico però è stato notato, e intercettava i curiosi che si sono fermati ad ascoltarlo. Era il Sig. Ascari, tutto bardato di guanti e striscioni che in sella alla sua bicicletta, raccontava di quello che mangiavano gli italiani quando c’era la povertà: “Si mangiava il sangue fritto di maiale e l’erba di campagna” (ndr, qui sotto il breve video). Poi però è stato fatto gentilmente allontanare dai poliziotti della Digos.
Due manifestazioni a distanza di pochi metri, per ragioni politiche diametralmente opposte. Peccato che, considerato anche il numero esiguo di partecipanti a entrambe, si confondessero fra la gente che notava solo lo spiegamento di forze dell’ordine.
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RnW 5 ore, 11 minuti fa.