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Marina BortolaniAttentato al cuore di Parigi, “Reggio Emilia illumini una piazza con i colori della bandiera francese”
14 nov 2015Caro Sindaco Luca Vecchi,
ciò che è accaduto ieri sera a Parigi ha toccato tutti noi. Non solo il popolo francese.
Sette attentati nel cuore della Francia e un primo bilancio di 130 morti ci lascia impotenti di fronte a un attacco terroristico rivendicato dall’Isis che preanuncia i nomi delle prossime città bersaglio: Roma, Londra e Washington.La Francia sta già attuando scelte politiche mirate a seguito dei vigliacchi attentati subiti. L’Italia può fare qualcosa di più -di quanto sta già facendo- per prevenire ulteriormente, scelte che spettano al nostro Governo, ma che ogni città può sollecitare, insieme ai propri cittadini, con iniziative di sensibilizzazione contro ogni violenza.
Per questo mi permetto di fare un appello, affinchè, come altre città importanti del mondo, Reggio Emilia non rimanga indifferenze di fronte a quanto accaduto in Francia e illumini questa sera una piazza importante della città con i colori della bandiera francese. Reggio Emilia ha un tessuto sociale solidale unico. I reggiani stanno vivendo queste ore condividendo profondamente il dolore dei francesi.
So che sei molto sensibile su questi temi. Già in occasione dell’attento alla sede della redazione di Charlie Hebdo ti prodigasti subito.
Un caro saluto.
Marina Bortolani
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Fabrizio MolteniSolidarietà a tutta la Francia!!!!
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ChesterReggio Emilia è vicina alla Francia, contro la violenza, contro gli antagonismi, contro il terrorismo. Sarebbe bello vedere Piazza della Vittoria illuminata dal tricolore francese in segno di solidarietà.
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Sara83Troviamoci tutti nella piazza illuminata ed esprimiamo solidarietà alla Francia!
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Fascista da CasinaVisto cosa succede a fare entrare cani e porci in uno stato? mi dispiace immensamente per Parigi e per la Francia, ma purtroppo queste cose ce le dobbiamo aspettare, anche in Italia, visto che cel’hanno giurata.
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SG@gegnio da Casina: per cani e porci intendi i nostalgici del brillante ed invitto condottiero di Predappio, giusto?
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ChesterNon credo proprio che costruire muri renda immuni dal terrorismo. È un r
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Cgil, Cisl, UilsI sindacati di Reggio Emilia si mobilitano contro le stragi di Parigi
14 nov 2015Una notte di terrore, quella vissuta dai cittadini di Parigi, a soli 10 mesi dalla strage di Charlie Hebdo. Per Cgil Cisl e Uil appare sempre più inderogabile un’azione decisa e solidale per contrastare questo dilagare dell’odio. Un’azione che non può essere solo militare o di retorica solidarietà. Questa volta la violenza omicida ha colpito la quotidianità della vita dei cittadini francesi, così come colpisce sistematicamente, e non episodicamente, la quotidianità di quelle centinaia di migliaia di persone che con un esodo epocale scappano dalla violenza e dalla guerra.
E’ necessaria un’azione politica internazionale che attraverso la diplomazia trovi una soluzione alle guerre in essere e crei le condizioni perché in quei Paesi i cittadini possano vivere in pace, con la consapevolezza che la pace si costruisce giorno per giorno, attraverso scelte di giustizia sociale e di solidarietà concreta.
Il mondo del lavoro, da sempre protagonista nella difesa della democrazia, della tolleranza, della giustizia sociale, non può restare indifferente e continuerà a combattere per isolare e sconfiggere il terrorismo dicendo NO ad una cultura della paura, NO a chi strumentalizza questi episodi così gravi per fomentare odio e divisioni.
Sulla base di questi valori invitiamo tutti i lavoratori e i pensionati ad aderire e a partecipare alla manifestazione promossa dalla Provincia e dal Comune di Reggio Emilia, con raduno alle ore 15.30 davanti alla sede della Provincia in Piazza Gioberti, corteo lungo la via Emilia fino a Piazza Prampolini, dove interverranno le autorità.
CGIL Camera del Lavoro Territoriale Reggio Emilia
CISL Emilia Centrale Reggio Emilia
UIL Modena Reggio
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RnW
Terrorismo a Parigi, Reggio Emilia si illumina di solidarietà questa sera. Domani pomeriggio manifestazione
14 nov 2015Reggio Emilia solidale con la Francia: questa sera verranno illuminati con i colori della bandiera francese il Municipio di Reggio Emilia, la fontana davanti al Teatro Valli e il Ponte di Calatrava.
Per domani, pomeriggio, dalle 15.30, Comune e Provincia di Reggio Emilia promuovo una manifestazione pubblica di solidarietà e di fratellanza con il popolo francese e contro il terrorismo, dopo gli attentati di Parigi di ieri.
Il punto di ritrovo dal quale si partirà sarà Piazza Gioberti davanti a Palazzo Allende, il corteo da lì si muoverà lungo la via Emilia in direzione Piazza del Monte, per poi concludersi in Piazza Prampolini dove parleranno il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.
Comune e Provincia di Reggio Emilia invitano a partecipare alla manifestazione sindacati, associazioni, partiti politici, cittadini che si riconoscono nei valori universali di libertà, eguaglianza e fratellanza, nella Costituzione italiana, in un’idea di Unione Europa come luogo di diritti civili, dignità della persona, pace, sicurezza e rifiuto di qualsiasi forma di violenza.
In queste ore in Francia il simbolo della pace che contiene all’interno il profilo della torre Eiffel è diventato l’immagine alla quale si richiamano tutti coloro i quali condannano quanto accaduto ieri a Parigi. L’invito è quello di presentarsi alla manifestazione con questo simbolo. -

Vescovo Massimo Camisasca
La riflessione del vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca dopo gli attentati di ParigiReggio Emilia, 14 novembre 2015
Di fronte ad eventi come quelli accaduti ieri a Parigi e a cui purtroppo assistiamo, in un crescendo di sgomento e di esecrazione dal 2001 a oggi (e Dio non voglia, anche in futuro), si intrecciano nella nostra mente riflessioni di diversa natura, ma pur sempre legate fra loro.
La prima ci porta alla condanna e alla pietà. Condanna senza tentennamenti del terrorismo che uccide odiando e sacrificando vittime innocenti. Il terrorismo vuole seminare una paura sempre crescente, paralizzare, togliere la possibilità di riflettere e di preparare delle risposte ragionevoli e meditate. Pietà per coloro che sono morti, che sono feriti, per le loro famiglie e anche per tutta la nostra società così disorientata e spesso senza speranza.
Una seconda riflessione si intreccia alla prima: da dove nascono questi terroristi? Quale esperienza li ha portati fino a questo punto? Fino al punto di uccidere e uccidersi sperando così di rendere gloria a Dio, fino al punto di distruggere i segni dell’arte antica come hanno fatto in Siria e Iraq, i segni del cammino dell’uomo verso la luce? Quale aberrante visione di Dio può condurre un uomo a odiare i suoi simili fino a desiderarne la strage?
Non possiamo fermarci a queste domande, dobbiamo cercare delle risposte. Quando l’uomo arriva a questi punti vuol dire che in lui l’esperienza dell’umano si è tragicamente pervertita. I terroristi rivelano una tragica assenza di speranza per il futuro. Dietro ciò che compiono, si nasconde la disperazione per non aver trovato risposte credibili per la loro vita. E in tutto questo c’è anche una responsabilità dell’Occidente, del suo nichilismo e del suo relativismo.
Si vuole uccidere e morire perché si è vista la morte e non si spera più possibile la vita. Gli atti tragici di ieri ci chiamano quindi ad una grande responsabilità. Il terrorismo va fermato e combattuto, cercando di evitare il più possibile altro dolore, stragi e morti.
La strada della nostra responsabilità è lunga e va nella direzione della testimonianza di un umanesimo possibile. Soltanto se questi giovani, cresciuti nell’odio e nel terrore, riusciranno a incontrare ragioni di vita, il terrorismo potrà essere sradicato. Proprio noi siamo chiamati a testimoniare che questo è possibile, con i giovani dell’Islam e di ogni altro credo e religione, compresa la nostra, che vivono nelle città e nei paesi in cui noi abitiamo.
Il terribile male a cui assistiamo nella nostra epoca è chiamato a convertirsi in una strada positiva. I capi dei nostri Stati e governi hanno la grande responsabilità di compiere ciò che finora non è stato compiuto, anche per la divisione delle Nazioni che hanno guardato al proprio interesse particolare invece che al bene di tutti: fermare i terroristi. Forse altri momenti drammatici non potranno essere evitati. A noi, tutti noi, spetta il compito difficile ma insieme affascinante dell’educazione affinché la morte non sia l’ultima parola.
+ Massimo Camisasca
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CNA Reggio EmiliaIL DOLORE DI CNA PER I FATTI DI PARIGI
CNA Reggio Emilia piange le vittime dei terribili attentati terroristici che venerdì sera hanno insanguinato Parigi. “Eventi – commenta Nunzio Dallari, presidente dell’Associazione reggiana – causati dall’ignoranza, male dell’universo, che hanno colpito al cuore l’intero continente.
L’auspicio, in questi momenti di tensione, di rabbia e di paura, è che l’Europa sappia trovare la forza per essere, unita, il motore di un processo di pace che contribuisca al benessere collettivo di tutti quei popoli che vogliono vivere democraticamente e nel rispetto reciproco. Contribuendo a isolare quei movimenti che, invece, fanno della violenza la loro unica arma di dialogo”.
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Andrea Costa (PD)
Costa: “La nostra forza si chiama democrazia”I cittadini di Parigi uccisi sono nostri fratelli. Ci stringiamo al dolore della loro comunità e della Francia, che è e deve essere il dolore dell’Europa e del mondo intero, di tutti coloro che credono nella libertà e nell’uguaglianza, nella democrazia e nella pace. Il nostro pensiero va a chi questa notte non è tornato a casa per essere andato a vedere una partita di calcio o un concerto, o a chi come ogni sera è andato a fare il suo lavoro servendo in un locale. All’odio non rispondiamo con odio, ma con sentimento di giustizia.
Questo orrore non vincerà. Non vincerà. Ora è il tempo dell’unità e della lucidità. Di fronte a questa barbarie la nostra forza si chiama democrazia e i nostri valori e i nostri obiettivi come europei devono ancora una volta essere detti a voce alta: Noi promuoviamo la pace, il benessere dei popoli. La nostra Europa è uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia senza frontiere interne.
Andrea Costa Segretario provinciale Pd
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Gianluca Vinci Lega Nord)
Solidarietà al Popolo Francese e ora ognuno deve fare la propria parteL’attentato di ieri notte a Parigi è da stigmatizzare e ci ha fatto ricordare che qualcosa in Europa è cambiato, il buonismo che ha caratterizzato la politica di molti Stati europei in questi ultimi decenni ha portato ad una situazione di pericolo diffuso e difficilmente controllabile.
Quello che alcuni partiti di Sinistra e non solo, hanno propinato al proprio elettorato come un arricchirsi di nuove culture, ha portato all’insediarsi, o direttamente al generarsi in tutta Europa e quindi anche nel nostro paese, di cellule terroristiche di matrice islamica.
A poco valgono le contestazioni circa il fatto che spesso gli autori di questo genere di attentati hanno vent’anni e sono di seconda generazione, nati quindi direttamente in Europa, infatti la Lega Nord si oppone da trent’anni all’islamizzazione incontrollata del nostro territorio, questi soggetti non sarebbero neanche nati sul nostro territorio.
Questa mattina ho depositato in Comune a Reggio un Ordine del Giorno urgente, che verrà quindi trattato già lunedì, per esprime solidarietà a tutto il Popolo Francese per il grave lutto che lo ha colpito ma non solo, questo non può bastare, è giunto il momento di agire, con questo Ordine del Giorno si chiede che le istituzioni del nostro territorio interagiscano unendo i propri poteri per contrastare questo fenomeno terroristico ormai dilagante e che potrà presto colpire anche il nostro territorio.
Con l’Ordine del Giorno presentato oggi si chiede quindi sia intrapresa una strettissima collaborazione tra il Comune di Reggio Emilia, il Questore e gli altri esponenti delle Forze dell’Ordine affinché l’opera di contrasto al terrorismo islamico, già operato da questi ultimi, si rinforzi dei poteri che la legge attribuisce al Comune in ambito Amministrativo in particolare l’emissione di Ordinanze in materia di esercizi pubblici ed urbanistica.
Un contrasto efficace al fenomeno terroristico di matrice islamista può infatti necessitare di interventi anche di tipo amministrativo che esorbitano i normali poteri di pubblica sicurezza riservati alle Forze dell’Ordine, potendo infatti riguardare anche il controllo di luoghi di culto, più o meno ufficiali, come i centri culturali.
La Lega Nord appoggerà ogni iniziativa che il Comune vorrà adottare in tal senso.Cons. Com. Gianluca Vinci (Lega Nord)
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RnW
Terrorismo: vertice straordinario in Prefettura. Intensificati i controlli a Reggio Emilia14/11/2015
Convocate urgentemente i vertici delle Forze dell’Ordine reggiane per intensificare le misure di sicurezza a seguito dei tragici fatti che hanno colpito il cuore della Francia.
“Ho convocato urgentemente un tavolo congiunto per intensificare i sistemi di vigilanza e controllo del territorio reggiano”, ha detto il Prefetto Raffaele Ruberto.
Per quanto riguarda l’allarme sociale, il Prefetto ha chiarito che “I reggiani sappiano che il nostro livello di attenzione è massimo. Importante la coesione sociale e le forme di collaborazione da parte di tutti. Qualsiasi cosa notata ci venga segnalata”.@regggionelweb
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Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia
I Ponti di Calatrava, la Fontana del Teatro Valli e il Municipio si colorano di Francia. La solidarietà di Vecchi e Foracchia14 nov 2015
I Ponti di Calatrava di Reggio Emilia e la Fontana del Teatro Valli si colorano con i colori della Bandiera francese.
Così il sindaco di Reggio Luca Vecchi e l’assessore Serena Foracchia hanno commentato i fatti di Parigi: “All’indomani della tragedia di Parigi il nostro primo sentimento, come reggiani, è quello di vicinanza e solidarietà ai famigliari delle vittime, ai feriti. Affermare che oggi ci sentiamo tutti francesi, che siamo tutti cittadini del mondo, non è retorico.
La condanna per quanto accaduto ieri è e deve essere chiara e inequivocabile – senza se e senza ma. Essere cittadini del mondo significa schierarsi contro ogni forma di violenza e di barbarie, di fondamentalismo e integralismo. A fronte delle rivendicazioni che leggiamo in queste ore ci sentiamo di dire che le religioni tutte sono fonte di pace e di speranza. Non possono essere stravolte e usate come strumento di terrore e paura.
L’attacco in corso a Parigi è stata un’atroce violazione alla dignità delle persone, alla democrazia, alle libertà, ai diritti, al vivere civile e al confronto pacifico; per questo deve essere respinto. Tutti noi, la comunità reggiana così come quella nazionale e internazionale – nessuno escluso – dobbiamo rispondere alla paura con senso di responsabilità, con gli strumenti e la fermezza necessari per stroncare il terrore e la sopraffazione.
Una politica che attorno a questi ideali e valori non sappia mettere da parte nemmeno per un momento distinguo e differenziazioni, trovando un terreno comune e unitario di dialogo e di confronto è una politica che viene meno alla sua ragion d’essere, alle richieste dei cittadini di poter vivere in modo pacifico, sicuro e libero“.
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Democratico di ReggioAnche molti terroristi rossi erano di Reggio e Bellini killer fascista era di Reggio con tutto che ciò che comportava in fatto di complicità, legami, connessioni ecc. Vogliamo anche qui generalizzare visto che nulla accade a caso??
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Il Fascista da CasinaSi può invece affermare che tutti i terroristi che uccidono nel nome di Allah sono islamici?
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RnWParigi, intervista a Khadija Lamami: “No all’equazione terroristi-islamici. Ho denunciato il Direttore di Libero, Belpietro, per il titolo “’Bastardi Islamici’”
15/11/2015
A seguito dei tragici attentati terroristici che hanno colpito il cuore della Francia, Parigi, uccidendo 130 persone, Reggio Nel Web ha intervistato Khadija Lamami, ragazza di cultura musulmana nata in Marocco dove ha vissuto i primi tre anni di vita. Khadijja è anche cittadina italiana e reggiana a tutti gli effetti (ndr, fra le varie lingue conosce anche il dialetto reggiano), lavora in un’importante azienda locale ed è molto impegnata nel sociale, in particolare si è adoperata nell’aiutare i residenti di via Turri in difficoltà quando il Comune staccò loro le utenze del riscaldamento e dell’acqua calda.
Khadija, cosa pensi dei tragici fatti di Parigi avvenuti venerdì sera?
Ho seguito fin dai primi attimi le diretta del TG1 e in streaming “I-Telè” un canale Web francese di informazione che ascolto sempre essendo particolarmente legata alla Francia, proprio a Parigi ho parenti e amici che vivono lì, e in una città vicina si è stabilito mio fratello minore. Quanto accaduto mi hanno profondamente turbata, cosi come ha turbato e scosso l’intera comunità civile del nostro Paese e del mondo. E quanto più scorrevano le sequenze brutali degli attacchi nel centro della città, tanto la mia angoscia aumentava.
Lo stesso tipo di attentano è stato sferrato da criminali terroristi anche a Casablanca, la mia città natale, nel 2003, 5 attenti ad opera di 10 kamikaze in posti diversi del centro città. Da allora il Marocco è sotto minaccia terroristica e in questi giorni è stato alzato il livello di sicurezza.
Tu che sei di cultura musulmana, come pensi abbia reagito il mondo musulmano?
Ho sentito l’angoscia e la rabbia degli amici di cultura e religione musulmana dai primi momenti seguiti dopo i terribili attacchi, ci siamo contattati telefonicamente, tramite chat ed sms. Eravamo tutti addolorati e spaventati. La mattina dopo ho sentito mio padre, la prima cosa che mi ha detto è stata “Allah non avrà misericordia per questi maledetti” rassicurandomi anche del fatto che mio fratello ha chiamato subito per darci sue notizie e mi ha detto di aver pregato durante notte e il mattino dopo per le anime delle vittime e per la pace dei vivi.
Gli Stati arabi della regione MENA hanno condannato fermamente i vergognosi attentati avvenuti nella capitale francese. Arabia Saudita, Kuwait, Qatar e Emirati Arabi Uniti, Egitto, la Tunisia premio Nobel per la pace, hanno denunciato l’azione abominevole ed espresso la loro solidarietà al Presidente Hollande ed al suo popolo, non ultimo anche il Libano, in lutto per gli attentati dello scorso giovedì, si è schierato a fianco della Francia. La condanna è arrivata anche dai musulmani in Italia che da Palermo a Milano nelle piazze hanno detto no al terrorismo e espresso la loro vicinanza alla Francia, e da Gaza a New York il post dei musulmani su i social #NotInMyName non nel mio nome. Non nel nome dell’Islam questa barbarie.
C’è chi confonde ancora il terrorismo con l’Islam.
Molti purtroppo, ma le due cose sono ben distinte, una esprime l’odio per un sistema, per la natura umana, per la pace tra i popoli e le culture. L’altra è una religione che nella sua solennità sostiene e promuove la convivenza. E’ necessario che non si accostino le due cose, o che si utilizzino titoli di giornale come “Bastardi Islamici” che vogliono a tutti i costi assimilare gli islamici agli attentati, al terrorismo, l’Islam non è questo. Gli islamici non sono questo, e proprio perché questo titolo offende e mette in pericolo la convivenza civile nel nostro Paese ho depositato una querela indirizzata alla procura di Milano nei confronti del direttore di Libero Maurizio Belpietro. Pur non condividendo il linguaggio di una certa stampa legata a certi partiti comprendo che la dialettica sia intrisa di un lessico impreciso ed ingeneroso, volutamente adoperato, ma questa volta si è andati oltre.
Ora la Francia chiude le frontiere. Secondo te l’Italia ha fatto bene o male ad essere solidale accogliendo le persone che giungono nelle nostre coste chiedendo aiuto come profughi?
La misura straordinaria adottata dal Presidente Hollande deve rimanere nel contesto della situazione d’allarme, prevede particolari forme restrittive e di controllo anche dei mezzi di stampa e proprio per questo ha una scadenza (prorogabile) di 12 giorni, durante questo tempo è necessario stanare l’organizzazione, non è certamente facile, solo 10 mesi fa Parigi è stata attaccata dalla stessa organizzazione. Per quanto riguarda l’Italia credo il nostro paese abbia risposto civilmente al dramma dei profughi che scappano da quello di cui tutti abbiamo paura, ovvero il fondamentalismo e il terrorismo.
A tuo avviso, aver aperto le porte ai tanti profughi, non può aver comportato il rischio di infiltrazioni terroristiche?
Proprio recentemente su ReggioNelWeb ho accennato di essere stata a Palermo per dare il mio contributo presso la Caritas nella gestione dell’emergenza degli sbarchi dalla Libia; al porto ho collaborato anche con gli agenti della Questura locale ed ho riscontrato un livello di preparazione ed una professionalità non comuni, le istituzioni come la polizia ed i carabinieri fanno un attentissimo lavoro per il contrasto alle organizzazioni criminali ed intercettare possibili malintenzionati; non lo dico io, ma i giudici e i risultati delle inchieste.
Salvini e il centrodestra propongono un’immigrazione controllata.
Come dargli torto? Ma Salvini mente sapendo di mentire. Il leader della Lega dice anche molte cose per ottenere consenso, questo si sa, utilizzando nei suoi dibattiti sull’immigrazione, stereotipi e luoghi comuni gabellati come “dati di fatto” dipingendo lo straniero come il nemico pubblico numero uno, proponendo l’espulsione come unica soluzione. L’unica cosa che Salvini è riuscito ad espellere sono le considerazioni razionali dei fenomeni. L’immigrazione è un fenomeno umano, naturale, non si può pensare di dissuaderlo a suon di proclami al bercio di “devono tornare a casa loro”. Chi urla non sente.
Reggio Emilia sta rispondendo adeguatamente a quanto accaduto? Oltre alle manifestazioni di solidarietà, cosa potrebbe fare concretamente?
Reggio Emilia è per tradizione una città aperta e accogliente. I reggiani sono sopravvissuti ai periodi più bui del nostro paese, dal fascismo al terrorismo domestico, rimanendo generosi e sostenendo il dialogo che è necessario mantenere vivo perché purtroppo in questi ultimi anni si è indebolito nella nostra città e non solo. Nei processi di convivenza ci vuole forza e costanza per fare del confronto con le diverse comunità una forza. Questo ci richiede uno sforzo per conoscere la complessità dei cittadini che vivono a Reggio Emilia e sono di religione islamica. La genericità nell’approccio è un pericolo. A Reggio Emilia mancano sedi di discussione, di riflessione comune tra cittadini provenienti da storie, culture, religioni diverse.
Marina Bortolani
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Mauro Chiarichiara e moderata ì, mi piace lo stile di questa Khadija. Fossero tutte così le persone di culutra musulmana, il mondo andrebbe certamente meglio!
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giadocontiVorrei aprirle, almeno in parte, gli occhi. L’ipocrisia e la falsità fanno parte del DNA dei popoli mediorientali, soprattutto se di fede islamica.
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FRANCESCAOggi ero in piazza per esprimere vicinanza ai francesi e ai musulmani innocenti. Eravamo in pochi, come se fosse un problema di altri. Bella l’intervista e demenziale il titolo di Libero
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giadoconti“SOLIDARIETA’ AGLI ISLAMICI”? Si vede che leggiamo quotidiani diversi e ascoltiamo telegiornali in lingue diverse.
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Sinistra democraticaSig. Catellani ogni richiesta alla protagonista della intervista è lecita. Di andare nelle moschee, combattere contro l’Islam ecc. L’unica condizione che è giusto porre è che lei condanni un titolo come quello di Libero:
BASTARDI ISLAMICI . Beh, se lei non condanna una affermazione di questo tipo può parlare finchè vuole ma come direbbe il grande Josè Mourinho :zero tituli (= a zero credibilità) -

Sinistra democraticaSig. Catellani ha ragione ad evidenziare il mio errore che naturalmente ammetto anche se mi pare differenza di lana caprina perché musulmano è persona di religione islamica e naturalmente Libero voleva colpire le persone, gli islamici, intendendo persone di religione islamica e cioè musulmani.
Poi si è avventurato in un ragionamento relativo alla mafia dove mette insieme , sullo stesso piano: mafioso,
concorso esterno ad associazione mafiosa, omertà ecc.
Faccia attenzione perché mescolare il tutto nello stesso calderone non aiuta a capire ne la mafia ne il terrorismo.
La migliore cultura di destra alla quale, sono certo, lei si onora di appartenere ha sempre fatto del garantismo , della distinzione individuale delle responsabilità un pilastro della propria identità politica (a volte con qualche caduta vedi Berlusconi ma questo è un altro film rispetto alla migliore cultura di destra) metter tutto insieme porta ad un giustizialismo che ha fatto tanti danni Italia e che si auspica possa lentamente essere emarginato. Con i suoi ragionamenti lo riporta alla ribalta sperando così di affrontare al meglio il pericolo terrorista. Secondo me una nuova ondata giustizialista sull’Islam , islamici e musulmani, come preferisce, aumenterebbe solo la confusione e i danni all’Occidente. Per quanto riguarda la querela a Belpietro la ragazza Kadija mi pare saggia, non avventata e sono cero che Belpietro abbia ottimi avvocati e qundi……..chi vivrà vedrà -

amaroQuindi per Pragmatico scrivere “B…di Islamici” è ammesso alla stregua di “B…di Cristiani” (non le persone, ma la fede) o “B…di Cattolici” (non le persone, ma la fede). Come se offendere la fede religiosa in cui si identificano miliardi di persone (e certamente tra questi NON troviamo i terroristi dell’ ISIS) fosse cosa diversa dall’ insultare od offendere quei miliardi di persone ad una ad una. Ma nessuno, nemmeno Pragmatico, si è permesso di scrivere “B….di Cristiani” quando Breivik fece la strage di Utoja, rivendicandone la matrice cristiana. Ho provato a fare una ricerca ma non ho trovato corrispondenza tra i titoli dei giornali e la risonanza data a certe notizie, tipo quelle per terrorismo cattolico o cristiano http://mgpf.it/terrorismo-cristiano?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork Quindi da una parte abbiamo i terroristi che si fanno esplodere mietendo vittime, dall’ altra parte abbiamo i terroristi che agitano spauracchi e strumentalizzano i fatti a fini propagandistici ed elettorali. In mezzo, ci sono tante brave persone cattoliche, cristiane, atee, musulmane, ebree, buddhiste, induiste, shintoiste, Taoiste ecc ecc, che cercano un modo per coesistere in pace ed armonia. Chi si rifiuta di credere che sia possibile, ragionando soltanto in termini di “scontro culturale” e “scontro religioso”, è artefice egli stesso di fomentare odio, violenze, discriminazioni e vittime: è armato di cinture esplosive caricate di stupidità ed ignoranza, che nel tempo mietono molte più vittime di un kamikaze. La Francia ci sta dando un grande esempio di compostezza e dignità, nell’ accezione ateistica che contraddistingue quello Stato ed i suoi cittadini. Alcuni italiani, o pseudo tali, si mettono in evidenza per la loro sguaiatezza ed opportunismo.
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amaroPer comprendere meglio ciò a cui stiamo assistendo oggi, forse vale la pena sapere esattamente i fatti storici, geo-politici, religiosi e culturali del passato. Il video ha l’ audio in spagnolo ma è sottotitolato in italiano. https://www.facebook.com/ilpizzopazzo/videos/1241218909237741/
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giadocontigent. sig. Costa. Forse lei si dimentica che grazie alla sinistra in genere (PD, Sel, C.sociali, C.L., Caritas, onlus varie, vaticano e roba simile), l’Italia è stata invasa da eserciti di parassiti, di drogati, di spacciatori, di ladri, di assassini, di terroristi islamici. Proprio voi che parlate continuamente di accoglienza, di integrazione (ascoltate gli sproloqui della vs. Boldrini), di rispetto verso gli stranieri. Proprio voi, che mantenete gli invasori e fate crepare di fame gli italiani ora venite a parlare di “democrazia”. Questa parola, detta da voi. è una bestemmia. Continuate pure a servirvi dei delinquenti dei centri sociali per le vostre esternazioni e a danneggiare il popolo italiano. Forse alle prossime elezioni (ammesso che la vostra dittatura ci permetta di farle) qualche italiano passerà dalla parte di chi ama la libertà, la tranquillità la bellezza dell’Italia.
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amaroVedo che “Pragmatico” continua a rispondere ai miei post chiamandomi “Giovanni”. Ho un paio di amici di lunga data con quel nome i quali da me interpellati mi consigliano di rispondergli: Senti Pragmatico, allenta la tua cintura che ti si è bloccata la circolazione e non arriva ossigeno ai neuroni.
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amaroPragmatico, i miei amici ci tengono a farti notare che devi allentarla la tua cintura, non stringerla.
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amaroRitengo che la seguente lettera aperta, scritta dal filosofo musulmano Abdennour Bidar, residente in Francia, possa apportare un importante contributo all’ analisi del mondo mondo islamico, dei suoi problemi e criticità, da una prospettiva diversa. Buona lettura. http://www.gliscritti.it/blog/entry/2895
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amaroNon sono musulmano, forse abuso di Wikipedia: “Takya: ….Ovviamente, è assai improprio parlare di taqiyya o di kitmān quando manchi l’elemento fondamentale del rischio grave e imminente per la propria incolumità e la propria fede….Taqiyya e kitmān, come ogni altro precetto islamico, hanno precisi ambiti di applicazione, malgrado faccia strutturalmente difetto, in ambito islamico, l’esistenza di un’autorità religiosa unica, universalmente riconosciuta da tutti i musulmani, con l’eccezione dello sciismo che può occasionalmente godere dell’insegnamento di un Marjaʿ. Ad es. secondo gli sciiti, la taqiyya e il kitmān possono essere usate legittimamente solo da musulmani ingiustamente perseguitati[1] mentre per alcuni sunniti essi sono comunque atti inammissibili, giudicati ipocriti e indizi di mancanza di fede e di fiducia in Dio. In ogni caso, se colpevoli di un qualche misfatto, il tentativo di occultamento del crimine non è ammissibile, né sotto un profilo legale, né (ovviamente) sotto uno puramente morale. In tal caso quindi per l’Islam tutto non c’è alcuno spazio ammissibile per la dissimulazione. Il pensiero islamico, quindi, giudica “martire” chi affermi la propria fede anche di fronte a un pericolo grave e imminente ma non reputa tale “martirio” obbligatorio. Quando anzi tale atto “eroico” possa nuocere anche ad altri, esso è assolutamente vietato….” E’ un pò come il cristianissimo “…Porgere l’ altra guancia…”, che tanto piace a voi ipocriti fascio legoidi che mischiate volutamente fede religiosa, identità culturale, tradizione, nazionalismo….
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K.K.K.povero Amarognolo. Non sai più cosa dire, a parte le solite coglionate. I tuoi nemici “fascio-legoidi” non ti considerano nemmeno degno di ascolto. I tuoi amici, negri, musulmani, parassiti vari, zingari e roba varia ti stanno abbandonando., Sei rimasto solo, con le tue donne che, FORSE….
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K.K.K.Ma come sei bravo nel “copia-incolla”. Ancora una volta dimostri di non avere idee tue.
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K.K.K.Ma non ti stanchi mai di fare dei copia/incolla, raccogliendo cazzate che nemmeno si integrano tra loro?
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amaroSempre da Wikipedia, per il diversamente cogente che tenta di strumentalizzare alcune interpretazioni del Corano: “…Malgrado ogni sforzo di fissare per iscritto senza alcun errore il testo delle rivelazioni, non poté essere tuttavia conservato al di là d’ogni dubbio il ritmo delle frasi. Ciò era dovuto al fatto che la lingua araba non conosceva i segni d’interpunzione e ogni proposizione acquistava una sua autonomia solo tramite le congiunzioni “wa” e “fa” (quest’ultima marcante il cambiamento di soggetto rispetto alla proposizione precedente). La buona fede dei musulmani può essere attestata dal fatto che, consci che l’esistenza o meno di una pausa può mutare il significato della frase (valga l’esempio del noto adagio latino: Ibis redibis non morieris in bello), gli incaricati di redigere il testo non imposero, per mancanza di unanimità di consensi, una lettura che prevalesse rispetto alle altre concorrenti. Tale diversità di “letture” ( qirāʾāt ) è ancora una delle caratteristiche delle copie stampate del Corano, che privilegerà questa o quella delle “letture”. L’edizione commissionata in Egitto da re Fuʾād I e realizzata nel 1924, decise che per quella che viene chiamata “edizione fuʾadina” si usasse quella di Ḥafṣ b. Sulaymān b. al-Mughīra al-Asadī, avuta da ʿĀṣim b. Abī al-Najūd di Kufa. Ibn Mujāhid ha documentato sette diverse letture, a cui Ibn al-Jazrī ne aggiunse altre tre….”. Mi sembra strano che non abbia citato, per esempio, il Salmo 21:9 della Bibbia “…La tua mano raggiungerà ogni tuo nemico, la tua destra raggiungerà chiunque ti odia. Ne farai una fornace ardente, nel giorno in cui ti mostrerai: il Signore li consumerà nella sua ira, li divorerà il fuoco. Sterminerai dalla terra la loro prole,
la loro stirpe di mezzo agli uomini.,,,,”. Un bellissimo messaggio di pace e fratellanza: vogliamo provare a vedere quale sia il testo sacro più violento e truculento tra Corano e Bibbia? -

Cronaca RnWLuca Aleotti, il reggiano convertito invoca la sharia. “I peggiori sono i musulmani che piangono per Parigi”. “Sparati feccia!” fra i commenti
05 dic 2015“Saif Allah”, significa ‘Spada di Dio’ ed è il nome che il reggiano convertito all’Islam Luca Aleotti ha scelto e pubblicato nel suo diario Facebook.
L’immagine scelta è un grande quadro nero con la scritta in arabo e in italiano “Musulmani d’Italia”.
Luca Aleotti è balzato oggi alla cronaca nazionale (fonte: Il Giornale) perchè qualche giorno fa avrebbe scritto un post chiedendo quando sarebbe morto Berlusconi e altri commenti che stanno suscitando scalpore nel web.
fotofbAleottiLucaCome quello scritto all’indomani dei fatti di Parigi: “I peggiori sono i musulmani che piangono per i morti in Francia”.
Ma ci sono altri commenti che continuano a tenere attiva l’attenzione della Digos di Reggio Emilia che quest’estate aveva fatto una perquisizione nella casa del giovane reggiano che considera la sharia quale unica legge. Ne pubblichiamo alcuni:
“Non esiste nessun islam laico nè moderato…. solo tawuĥīd Corano Sunnah. Il buon esempio è molta scienza. Detto questo ormai è fatta . Allāh subhana wa Ta ‘ala sta compiendo il Suo volere … l’Islam sarà tra pochi decenni in tutto il mondo Al hamdulillah”.
“Quanto a coloro che si fanno chiamare musulmani, e si prendono come loro alleati i miscredenti, suscitando la vergogna dei VERI Musulmani … il Corano (la parola di Allāh subhana wa Ta ‘ala) e chiaro in merito a ciò … cadranno loro stessi nella miscredenza e saranno tra i perdenti. Gli stessi che condivideranno gli “idoli” con addobbi natalizi, presepi, e giuramenti vari su leggi inventate dal vicario in terra in nome di un’integrazione, che va contro tutti i precetti dell’Islâm .. costoro, mettono nei loro cuori miscredenza … e la Collera dell’ Altissimo!”.
“L’unica bandiera per la quale morirei è questa” (ndr: la bandiera nera scelta come suo profilo FB).
“Non esiste nessun islam laico o moderato esiste solo la sottomissione ad Allah”.
“Non mi sono certamente convertito per farmi prendere in giro da imam sviati. Voglio la sharia e non la costituzione italiana né la democrazia”.
“Perché non la vengono a tirare via a me la cittadinanza italiana? Sono musulmano yallah… vediamo come ci riescono…”.
Fra i commenti, molti a favore di Aleotti, ma altri duramente critici, fra questi, quello di A.S. “Sparati feccia”.
Gli animi intorno al FB del reggiano convertito si stanno surriscaldando e la tensione sta salendo.
Luca Aleotti è costantemente monitorato dalla Digos reggiana guidata da Lucio Di Cicco. Ovviamente le indagini in corso, proprio per il tipo di attività che svolge la Digos, sono top secret, ma la guardia non viene mai abbassata e ogni particolare viene attenzionato con scrupolo.
Intanto la sfida a togliere la cittadinanza italiana ad Aleotti è stata lanciata dal diretto interessato via web.
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JenkoMa è possibile che in Italia uno possa scrivere queste cose senza finire in cella? Non viene considerato, non dico tanto dalle fdo, ma da qualsiasi eprsona, un soggetto periocoloso?!?!?!
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MelissaBasta vedere lo sguardo della foto per capire di cosa si stratta. I testi che scrive alla fine sono solo un dettaglio.
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amaroIo non trovo nessuna differenza tra questo fanatico integralista islamico ed i fanatici integralisti cristiani che strepitano per crocefissi in classe e presepi o recite religiose nelle scuole pubbliche italiane. La matrice culturale è la stessa: mancanza di rispetto per le leggi e per i diritti altrui. Usare prevaricazioni, prepotenze e sotterfugi ai danni altrui, solo per affermare la propria identità/cultura/tradizione/storia religiosa, infrange i dettami e gli insegnamenti di pace amore e fratellanza che sono alla base di qualsiasi religione, principalmente quella cristiana e quella musulmana.
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amaroX Melissa, conosco tantissimi cristiani che hanno lo stesso identico sguardo. Alcuni scrivono sui forum, altri strepitano per recite natalizie, altri ancora vanno davanti le scuole a distribuire presepi. C’è da averne paura veramente
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RnW“Con Putin contro il terrorismo”. Renato Braccini “pizzicato” con bombolette spray
05 dic 2015Renato Braccini, storico e noto militante della destra reggiana è stato “pizzicato” con le bombolette spray nell’immagine pubblicata sul diario facebook di Luca Tadolini (Centro Studi Italia). Nulla a che vedere con muri delle case imbrattati durante la notte, Braccini era impegnato a comporre le scritte degli striscioni esibiti sabato mattina durante il presidio in città -piazza della Vittoria- contro il terrorismo organizzato dal Coordinamento contro il terrorismo di solidarietà alla Siria, alla Russia e alla Francia (Luca Tadolini, Renato Braccini, Carlo Riggio, Fabrizio D’Aria, Marco Montipò, Stefano Bonilauri, Luca Bergamini, Luca Pattacini, Andrea Nanetti).
RenatoBracciniAnche se quella bandiera francese esposta durante la manifestazione ha fatto storcere il naso a qualche militante, come Davide: “Ma la bandiera francese NO! Sono loro,tra gli altri, causa di quel che accade”, e come Aldo: “Solidarieta’ al popolo francese non alla ” Francia “…. la “Francia” e’ arteficie della distruzione ed e’ collusa con i poteri economici d’oltre oceano Si alla lotta a fianco del popolo siriano e al suo presidente Assad”. Immediata la spiegazione di Luca Tadolini: “La bandiera francese era per i Francesi, non per il governo francese. Si auspica che presto in Francia si instauri un governo patriottico con una diversa politica estera”.
Il presidio in città ha avuto luogo dalle 10.30 alle 13.00. Nessun antifascista ha contestato sabato la manifestazione nonostante alcune avvisaglie, tanto che la piazza era controllata da un massiccio numero di Forze dell’Ordine, fra cui, in prima fila, la Digos di Reggio Emilia.
Di seguito le ragioni del presidio illustrate dagli organizzatori.
SIRIA TRINCEA D’EUROPA. 140.000 morti e 2 milioni di profughi a partire dal Marzo 2011. Doveva essere una “Primavera Araba”, come entusiasticamente l’annunciarono anche in Europa intellettuali e giornalisti sempre pronti ad appoggiare il disordine contro l’ordine costituito. Invece non era la “primavera”: era un mostro, lo Stato islamico, il Califfato, le decapitazioni, il terrorismo internazionale il peggiore orrore. Una terribile manovra eversiva dai contorni e dalle complicità ancora oggi nascoste all’opinione pubblica che si è divorata insieme a centinaia di migliaia di vite umane la stabilità stessa del Mediterraneo e lambisce anche l’Italia.
I soldati siriani del Presidente Assad e dell’esercito siriano stanno combattendo – e stanno morendo a migliaia – contro un continuo flusso di armi, di combattenti stranieri, di intrighi internazionali che stanno divorando la Siria. Chi aiuta l’ISIS, chi fornisce copertura, denaro, armi in continuazione a questi terroristi? Molte mani sporche, mani che spesso stringiamo e baciamo servili. Possiamo solo dire che la Siria fino ad oggi ha avuto un solo alleato fedele: la Russia, la Santa Russia, si deve dire.
PresidioTadolini512PUTIN DIFENSORE D’EUROPA DAL TERRORISMO. Un solo capo di Stato europeo è intervenuto contro il caos, l’estremismo, l’eversione ed il terrorismo. E’ stato il Presidente russo PUTIN che ha mandato sul fronte siriano, legittimamente richiesto dal Governo, aerei, mezzi e uomini evitando la caduta di Damasco nelle mani dell’ISIS.
IL TERRORISMO COLPISCE L’EUROPA – RUSSIA E LA FRANCIA. Il terrorismo ha colpito la RUSSIA, uccidendo 224 cittadini RUSSI nell’attentato contro un aereo civile sul Sinai, e la FRANCIA, uccidendo 129 cittadini FRANCESI a Parigi.
SOLIDARIETA’ ALLA SIRIA, ALLA RUSSIA ED ALLA FRANCIA. Questa grave situazione nel Mediterraneo ed in Europa richiede di schierarsi con chiarezza, innanzi tutto a fianco della Siria, del suo legittimo Presidente Assad, e del suo esercito e popolo che sta pagando il prezzo di sangue più caro. Poi a fianco della RUSSIA e di PUTIN che si stanno dimostrando un vero baluardo europeo a fronte del caos e del terrorismo. Certamente solidarietà con i FRANCESI che hanno visto i terroristi attaccare nel cuore della loro capitale Parigi.
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Antifascistawowo! Che fiume di partecipazione!…..
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Sauro G.Mah…quattro fascisti che gridano alla luna….contenti loro…
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GiadocontiLeggo interventi dei soliti “antifasssuisti”, ‘ italianofobi, filoislamici, filopedofili, filo spacciatori e roba varia. Fanno semplicemente SCHIFO
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RnWLuca Aleotti: “Io, convertito all’Islam, non sono un terrorista”
06 dic 2015Il 32enne convertito all’Islam balzato alla cronaca nazionale nei giorni scorsi per i post scritti sulla sua pagina Facebook a favore della sharia, respinge qualsiasi accusa di essere vicino ai terroristi dell’Isis e di al Qaeda.
Lo fa con scarne dichiarazioni, affiancato dal suo legale.
Quest’estate la casa di Luca Aleotti era stata perquisita da 5cinque agenti della Digos di Reggio Emilia e non era stato trovato nulla di particolarmente allarmante. Ciò nonostante è continuamente monitorato dalla Digos stessa.
Di seguito le dichiarazioni di Luca Aleotti.
“Sono Luca Aleotti, ho 32 anni, sono un ex pizzaiolo, di famiglia d’origine cattolica. Sono contro ogni forma di terrorismo. Ho ricevuto un’educazione cristiano-cattolica sin dal battesimo. Ho avuto un periodo in giovanissima età, nel quale ho frequentato catechismo, varie messe alla domenica cercando di capirne i contenuti. E sopratutto la mia attenzione era volta a capire la messa in opera di quanto vi leggevo. Poi la mia conversione all’Islàm. Sono contro ogni forma di terrorismo. E non ho alcun legame né con l’Isis né al Qaeda. Mi dissocio completamente da chi uccide innocenti. Sono state strumentalizzate parole che ho detto su Facebook per creare un’immagine falsa di me. Confondendo bandiere nere postate dal sottoscritto con quelle adottate da vari gruppi terroristici.
Mi sono convertito all’Islam ma sono contro ogni forma di violenza. Non sono un terrorista”.
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K.K.K.I leghisti e la destra in genere (cioè l’Italia sana) sta con Vladimir Putin; i sinistronzi, come loro solito, stanno con Vladimiro Guadagno (o Luxuria che dir si voglia)
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amaroPragmatico ha ragione. Per coerenza questo musulmano dovrebbe andare in Siria a combattere a fianco dell’ Isis. Esattamente come dice Salvini, che vuole andare in prima linea a combattere contro l’ Isis. Hahaha, evviva l’ ipocrisia!!!
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amaroK.K.K,, i leghisti e la destra italiana stanno con Putin? Ma beeeneeee!!!! State con un assassino di giornalisti ed oppositori politici, con uno che impedisce le adozioni di bambini orfani russi, con un dittatore accusato di peculato e malversazione, autarchico ed omofobo. Della serie: ti pigli se ti assomigli
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K.K.K.AMAROOO!!!!!! Come sempre pesti le…….. !!!!!!!! “Della serie ti pigli……..” tu e i sinistronzi come te, chi appoggiate e difendete? I pedofili , gli zingari , gli spacciatori, i gay, i musulmani che vogliono sopraffarci, i neri che ci sfruttano, e tutta l’altra……Allora abbiamo ragione nell’affermare che siete esattamente come quelli che tutelate e fate entrare in questa povera nazione.
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amarok.k.k, come darti torto? Corsi e ricorsi storici sanciscono inequivocabilmente che certe classi politiche e sociali, che oggi possiamo benissimo identificare con i fascio legoidi, hanno sempre scelto di appoggiare l’ uomo forte del momento, il potente, ed al contempo hanno sempre oppresso e discriminato altre classi sociali, i deboli, gli ultimi, i senza diritti, gli oppressi. E per una naturale reazione che chi non è un fascio legoide, si pone a difesa di quest’ ultimi. Io sono ben contento di difendere persone e di battermi affinchè possano godere dei miei stessi diritti. A te invece, il vestito del boia ti sta benissimo.
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RnWLuca Aleotti, reggiano convertito all’Islam, è indagato per terrorismo
Luca Aleotti, il 31enne reggiano convertito all’Islam è ufficialmente indagato per terrorismo. Per questo motivo gli è impedito di frequentare posti pubblici affollati, varcare il confine del reggiano e del Paese. La misura cautelare è stata decisa dal Procuratore Maria Rita Pantani che considera l’Aleotti un soggetto pericoloso anche per i contenuti pubblicati su facebook. (Clicca qui per continuare a leggere)
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RnWDal gruppo FB “Musulmani d’Italia” minacce alla giornalista reggiana Benedetta Salsi
“Benedetta Salsi, islamofoba ovviamente non poteva essere altrimenti… considerato che per lo statuto giuridico Islamico questi atti sono punibili severamente”… e altri gravi messaggi sulla vita privata della giornalista reggiana Benedetta Salsi, 31 anni, forse “colpevole” -vista la coincidenza temporale- di aver scritto proprio ieri sul Carlino Reggio un articolo con contenuti veritieri circa le misure restrittive di Luca Aleotti (clicca qui per leggere il servizio di ReggioNelWeb sulla vicenda) di cui lo stesso risulta iscritto. (Clicca qui per continuare a leggere)
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Gabriele Delmonte (Lega Nord)MINACCE ISLAMICHE A GIORNALISTA CARLINO: DELMONTE (LEGA), UNITI A DIFESA DELLA LIBERTÀ DI STAMPA
“Quello che è accaduto nelle ultime ore con minacce nemmeno troppo velate alla giornalista de ‘Il Resto del Carlino’, Benedetta Salsi, 31 anni, cronista di giudiziaria dell’edizione reggiana del quotidiano, sono inaccettabili”.
Gabriele Delmonte, vice capogruppo della Lega Nord nell’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna esprime così la solidarietà sua e di tutto il gruppo regionale alla giornalista del Carlino.
“Come consigliere e come gruppo della Lega Nord in regione siamo al suo fianco in questa battaglia e al fianco del diritto di cronoca, della libertà di espressione e contro gli integralismi - spiega Delmonte -. Il trattamento diffamatorio e minaccioso che un gruppo di sedicenti islamici riuniti nel gruppo Facebook dal nome ‘Musulmani d’Italia’, dalle insegne nere, ha riservato alla cronista, e’ folle. Prima l’hanno calunniata inventandosi ogni genere di fantasia infamante creando ad hoc una serie di colpe ovviamente gravi. Quindi l’hanno giudicata colpevole e, di rimando, meritevole di qualche punizione. Un’assurdità - continua Delmonte -. La verità - attacca - e’ che a questi integralisti che non vogliono integrarsi hanno dato fastidio le parole della cronista che ha raccontato un caso di cronaca legato a un giovane convertito all’Islam e ora indagato per terrorismo dopo le sue prese di posizioni anti-occidentali sulla sua pagina Facebook”.
“Ribadisco - conclude Delmonte - massima solidarietà e vicinanza alla cronista con la speranza che tutto il mondo politico voglia alzare un coro bipartisan a difesa della libertà di stampa e contro queste vergognose infamità”. -

Aziz Sadid, staff Anolf CislMinacce dietro scudo dell’Islam: gravi e inaccettabili
“Le minacce tramite le pagine di una fantomatica pagina de ‘I musulmani d’Italia’ a una giornalista del Carlino Reggio sono un fatto grave che merita attenzione. Come Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere), esprimiamo la nostra piena solidarietà a Benedetta Salsi, così come a tutte le persone vittima di minacce e/o aggressioni”.
“Crediamo e riteniamo opportuno che i cittadini reggiani, di fede musulmana in primis, debbano operarsi per espellere le mele marce, alzare la voce e non abbassare la guardia, nei confronti di chi non accetta e non condivide le regole e le leggi che questa collettività si è prefissata di osservare e difendere. Per questo il nostro appello è a pronunciarsi in merito anche alle comunità islamiche presenti sul territorio”.
“Quanto è accaduto è grave al pari di ogni minaccia e/o aggressione alle nostre libertà e incolumità. Temiamo che questi fatti possano minare il vivere civile del territorio tra diverse popolazioni, idee, fedi. Temiamo, pure, per le generazioni attuali e future, per questo vanno garantiti e rafforzati, da parte delle istituzioni, percorsi di educazione e di rispetto e convivenza tra le diversità, così come al pieno esercizio dei propri diritti, doveri e delle proprie libertà. Proprio come quelle di una giornalista che ha svolto il suo compito nel lavoro di tutti i giorni”.
“Non ultimo rileviamo come l’utilizzo della religione islamica al fine per promulgare intimidazioni e violenza sia inaccettabile e inutile giustificazione ai comportamenti di persone violente che hanno altri interessi. La religione predica altre cose”.Aziz Sadid, staff Anolf Cisl
Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale con delega all’immigrazione-

GiadocontiMele marce?
Aziz, pensi che gli italiani siano tutti coglioni ? Non si tratta di “mele marce” ma di tutto il cesto, che andrebbe rispedito al mittente. Non esiste un musulmano moderato.
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RnwMinacce a giornalista del Carlino, perquisizione a casa di Luca Aleotti
Dopo la denuncia contro ignoti presentata dalla giornalista del Carlino Reggio Benedetta Salsi (clicca qui) per le minacce di cui è stata vittima postate sulla comunità facebook “Musulmani d’Italia”, la Polizia reggiana ha perquisito la casa del 33enne Luca Aleotti.
Il pm che coordina le indagini, Maria Rita Pantni, non ha sottovaluto i contenuti di quei post e ha disposto la perquisizione a casa di Aleotti effettuata dalla Digos e a seguito della quale è stato sequestrato anche lo smartphone dell’indagato che continua ad essere sottoposto alla misura cautelare di obbligo di dimora nel comune di Reggio Emilia e di stare a casa la sera.
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RnWIsis, anche la Procura di Catania indaga su Aleotti
Il reggiano 33enne Luca Aleotti, convertito all’Islam è finito in un’inchiesta della Dda di Catania. Secondo la Procura catanese Aleotti avrebbe inneggiato all’Isis. L’indagine che interessa il reggiano rientra in un’ampia inchiesta sul terrorismo internazionale.
Amministratore della comunità Facebook “Musulmani d’Italia”, pagina chiusa definitivamente ieri l’altro dopo la richiesta della Procura di Reggio Emilia a seguito della minacce e offese alla giornalista Benedetta Salsi, Aleotti ora è indagato anche dalla Dda di Catania per aver inneggiato all’Isis, accusa che lo stesso ha sempre smentito.
Ma i catanesi non sottovalutano i post scritti dall’Aleotti ritenendo alcuni contenuti un sostegno alla violenza inneggiata dall’Isis.
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